Produttrice del Roero, resterà in carica per il triennio 2026/2028. La affiancheranno la sommelier Pier Carla Negro (Alessandria) e la produttrice e avvocato Anna Sertorio (Nord Piemonte) in qualità di vice
Accanto alla nuova Delegata, il Piemonte delle Donne del Vino potrà contare su una squadra solida: Pier Carla Negro, sommelier di Alessandria, e Anna Sertorio, avvocata e produttrice di Podere Ai Valloni a Boca, ricopriranno il ruolo di vice delegate. Francesca Poggio, produttrice di Gavi, siede invece nel Consiglio nazionale: è stata appena riconfermata vice presidente vicaria nel nuovo mandato della presidente Daniela Mastroberardino. Il nuovo corso si apre nel segno della gratitudine verso Ivana Brignolo Miroglio, che conclude sette anni di delegazione caratterizzati da impegno e grande capacità di fare rete: «Ha contribuito in modo determinante – l’ha ringraziata la nuova delegata – allo sviluppo e alla visibilità delle Donne del Vino in Piemonte». Oggi la Delegazione piemontese rappresenta una delle realtà più numerose e articolate a livello nazionale: 123 socie su circa 1.200 Donne del Vino in Italia. Un mosaico professionale ricco e trasversale che comprende 65 produttrici, 2 rappresentanti di azienda, 7 ristoratrici, 20 sommelier, 14 giornaliste, 6 socie onorarie e 15 professioniste impegnate in attività diverse, a testimonianza di una filiera ampia e inclusiva. Con la nomina di Marina Mortara Marsaglia, le Donne del Vino del Piemonte si aprono a una nuova fase, in un territorio dove il vino è storia e identità. Un momento di cambiamento profondo per il settore, che chiede nuove competenze, sensibilità e capacità di evolvere senza perdere le proprie radici. Chi è Marina Mortara Marsaglia Il percorso imprenditoriale di Marina Mortara Marsaglia è fatto di scelte consapevoli, visione e lavoro sul campo, costruiti nel tempo con determinazione. Tutto inizia a Castellinaldo, quando Marina incontra Emilio Marsaglia mentre è iscritta alla Facoltà di Agraria. «Con lui abbiamo fatto un progetto di vita», racconta. È il 1983 quando prende una decisione chiave: trasformare l’azienda agricola di famiglia del marito in una vera e propria azienda vitivinicola. Nasce così Cantina Marsaglia. Una scelta coraggiosa, accompagnata da una visione chiara: puntare sull’Arneis, vitigno allora non ancora protagonista, e costruire attorno ad esso un’identità forte, lavorando su marketing, immagine e posizionamento. Un percorso che ha contribuito in modo significativo alla valorizzazione del Roero e dei suoi vini. Nel 2011 in azienda entrano anche i figli Monica ed Enrico, segnando un passaggio generazionale fondato sulla continuità e sull’innovazione. |
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Adriano Salvi
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martedì 20 gennaio 2026
Marina Mortara Marsaglia è la nuova delegata delle Donne del Vino Piemonte
mercoledì 14 gennaio 2026
Daniela Mastroberardino rieletta presidente nazionale de Le Donne del Vino Secondo mandato 2026–2028: identità, formazione e cultura del vino al centro
Daniela Mastroberardino è stata rieletta presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino per il triennio 2026-2028. Dopo il primo mandato (2023–2025), il nuovo Consiglio le ha rinnovato all’unanimità la fiducia riconoscendone la visione, la capacità di guida e il lavoro svolto in questi anni di crescita e trasformazione dell’Associazione. Imprenditrice del vino, ambasciatrice della cultura enologica campana e italiana, Daniela Mastroberardino guida insieme al fratello l’azienda Terredora Di Paolo, realtà simbolo della valorizzazione dei vitigni autoctoni dell’Irpinia. «Un secondo mandato non è un punto di partenza, ma un momento di consapevolezza – ha dichiarato –. È il tempo di riconoscere il cammino fatto e di scegliere, con ancora più responsabilità, la direzione futura». Accanto alla presidente, il nuovo Consiglio nazionale vede la riconferma delle vice presidenti Francesca Poggio (Piemonte, vicaria), Marianna Cardone (Puglia), Paola Longo (Lombardia), e un gruppo eterogeneo che rappresenta l’Italia del vino in tutte le sue competenze e territori: Roberta Urso (Sicilia) Federica Cecchi (Toscana), Maria Teresa Santaguida (Calabria), Dominique Marzotto (Sicilia), Cristiana Cirielli (Friuli Venezia Giulia), Antonietta Mazzeo (Emilia Romagna), Floriana Risuglia (Lazio), Lorella Di Porzio (Campania). Elette anche le probiviri: Romina Togn (Trentino Alto Adige), Marzia Morganti Tempestini (Toscana) e Michela Guadagno (Campania). Un’associazione in crescita, con radici forti Nel triennio appena concluso, Le Donne del Vino hanno conosciuto una crescita significativa: dalle circa 1.000 socie del 2023 alle 1.250 di oggi. Un’evoluzione che ha ampliato il profilo dell’Associazione, accogliendo nuove professionalità di comunicatrici, architette, avvocate, esperte di marketing accanto a produttrici, che sono cuore fondante del progetto, ristoratrici, sommelier e giornaliste. Il nuovo mandato si apre in una fase delicata per il settore vitivinicolo, segnata da un rallentamento dei consumi e da profondi cambiamenti culturali e sociali: «Per questo sentiamo ancora più forte la responsabilità di lavorare sulla diffusione di una cultura del bere consapevole, capace di parlare ai giovani e di investire sulla formazione come strumento di futuro», afferma Daniela Mastroberardino. Un impegno che si traduce nello sviluppo del Progetto D-Vino, pensato per gli studenti degli Istituti Turistici e Alberghieri, con l’obiettivo di trasmettere il valore del vino come patrimonio culturale, espressione di territori, competenze e responsabilità. Parallelamente, l’Associazione intende rafforzare il proprio ruolo di voce autorevole nel dibattito pubblico, affrontando temi centrali come la sostenibilità, la responsabilità sociale e l’evoluzione degli stili di consumo. Proseguirà inoltre il lavoro di consolidamento della rete internazionale e del dialogo tra le donne del vino nel mondo, nella convinzione che il confronto globale rappresenti una leva fondamentale di crescita culturale e professionale. Uno sguardo già proiettato al 2028, anno in cui l’Associazione celebrerà i 40 anni dalla fondazione, traguardo simbolico che segnerà una nuova tappa nella storia associativa. Chi sono Le Donne del Vino Le Donne del Vino sono la più grande associazione mondiale di enologia al femminile. Fondata nel 1988, conta oggi 1.250 socie tra produttrici, enotecarie, sommelier, ristoratrici, giornaliste, architette, avvocate e professioniste del settore. È presente in tutte le regioni italiane attraverso delegazioni attive e coordinate. Associazione senza scopo di lucro, Le Donne del Vino promuovono la cultura del vino e il ruolo delle donne lungo tutta la filiera vitivinicola. Realizza studi sul gender gap in cantina, incentiva l’adozione del vetro leggero e collabora con università e enti formativi per offrire percorsi di aggiornamento e alta formazione, soprattutto nei settori del marketing e della comunicazione. Dal 2021 ha avviato il progetto D-Vino, un’iniziativa che porta l’insegnamento del vino negli istituti alberghieri e turistici italiani, con una partecipazione sempre più ampia delle regioni. Le Donne del Vino valorizzano l’identità locale attraverso progetti culturali come il primo ricettario italiano ispirato al vino e ai vitigni autoctoni, le degustazioni dedicate ai “vitigni reliquia” e ai “vigneti antichi”, e la promozione del turismo del vino. Dal 2019 Le Donne del Vino hanno avviato una storica partnership internazionale con 12 associazioni estere del vino al femminile, dando vita al Forum Mondiale delle Donne del Vino, un appuntamento annuale di confronto sui grandi temi del settore. L’ultimo incontro a Roma nel novembre 2024. Da sempre impegnata nel sociale, l’associazione contrasta la violenza sulle donne con campagne di sensibilizzazione, convegni e raccolte fondi. Scopri di più sul sito www.ledonnedelvino.com, sul blog ufficiale e su D-News, l’inserto mensile allegato al Corriere Vinicolo. |
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lunedì 12 gennaio 2026
Per i vini piemontesi arriva l’indicazione geografica “Piemonte”, già approvata dai Consorzi di Tutela
«Occasione imperdibile per fare realmente squadra e promuovere il nostro sistema vino in Italia e nel mondo». Se ne parlerà anche a “Grandi Langhe e il Piemonte delvino”, la rassegna vinicola in calendario dal 26 al 27 gennaio a Torino
Nato da un’idea del Consorzio Piemonte Land of Wine, l’ente che
raggruppa i Consorzi vitivinicoli piemontesi di cui è presidente Francesco
Monchiero (foto), l’indicazione geografica “Piemonte”, che potrà essere inserita
in etichetta insieme alle grandi denominazioni vinicole piemontesi,
è uno dei progetti più ambiziosi degli ultimi anni per la promozione del vino del Piemonte .
Se ne parlerà anche a “Grandi Langhe e il Piemonte del vino”, la vetrina
del vino piemontese in programma dal 26 al 27 gennaio negli spazi delle
OGR di Torino, capace di richiamare migliaia di operatori, buyer e
rappresentanti della stampa e dei media specializzati da tutto il mondo.
L’ idea alla base del progetto è chiara: promuovere le grandi
denominazioni piemontesi — dalle Langhe al Monferrato, all’Astigiano , al
Roero e all’ Alto Piemonte — non solo attraverso le loro identit à
specifiche, ma anche sotto un’unica indicazione geografica “ombrello ” ,
appunto Piemonte, capace di raccontare in modo immediato il valore
complessivo di una regione che rappresenta una delle eccellenze
assolute del vino italiano.
Non a caso proprio pochi giorni fa il Golden Vines Report 2025 ,
documento frutto di sondaggi realizzati in 110 Paesi con il contributo di
oltre 830 professionisti tra importatori, wine writer, Master of Wine,
sommelier, distributori, ristoratori, Case d’A ste , ha eletto il Piemonte a
regione vitivinicola più promettente e attrattiva per il 2026 a livello
mondiale, davanti a Champagne, Borgogna e Toscana. Non è poco.
« Il Piemonte del vino è un sistema straordinario per qualit à , storia e
diversit à - annota Monchiero — , ma oggi più che mai - avverte -
dobbiamo essere in grado di presentarci in modo coordinato. La
l’indicazione geografica “Piemonte” nasce per affiancare, non per
sostituire, le singole denominazioni, offrendo loro una piattaforma
comune di visibilit à e di promozione. La rassegna Grandi Langhe -
aggiunge il presidente di Piemonte Land of Wine - nata dall’iniziativa dei
Consorzi del Barolo, Barbaresco e Roero e poi, grazie alla collaborazione
con Piemonte Land, allargata a tutti gli altri territori vitivinicoli
piemontesi, dimostra come fare squadra paghi in termini di visibilità,
massa critica e potere contrattuale in tema di comunicazione e
promozione. Sulla scorta anche di altre vetrine vinicole simili, come il
Grands Jours del Bourgogne (appuntamento che presenta tutta la
produzione vinicola nel cuore della Borgogna) - dice Monchiero -,
abbiamo imparato che operare in team fa bene a tutti, alle
denominazioni più blasonate come a quelle emergenti, perché in un solo
evento possiamo presentare l’intera potenzialità e la splendida varietà e
creatività di un sistema vino Piemonte che è sempre più attrattivo e
accattivante, come qualità e sostenibilità dell’offerta anche in termini di
paesaggio, ambiente e turismo» .
Un’ esigenza, quella dell’indicazione geografica “Piemonte”, sospinta
anche dall ’ evoluzione dei mercati internazionali, dove la competizione è
sempre più intensa e la capacit à di farsi riconoscere diventa decisiva.
« Spesso, all’ estero, consumatori e professionisti riconoscono prima la
regione che la singola doc o docg. Piemonte è già sinonimo di grandi vini:
strutturare questa percezione e trasformarla in un vero progetto di
comunicazione significa dare più forza a tutti»sottolinea il presidente di
Piemonte Land of Wine .
L’iniziativa prevede azioni di promozione integrate, dalla partecipazione
coordinata a fiere ed eventi internazionali, fino a iniziative di
comunicazione e incoming, con l’ obiettivo di raccontare il Piemonte come
un mosaico di territori uniti da valori comuni: qualità , identità ,
sostenibilità e legame profondo con il paesaggio.
Un paesaggio che, nella maggioranza delle sue aeree vitivinicole, è riconosciuto, già dal 2014,
ben prima di altre zone di pregio italiane e europee, come Patrimonio
dell ’ Umanità UNESCO . Un elemento , questo, che rafforza ulteriormente il
posizionamento dell’indicazione geografica “Piemonte” nel mondo e che,
come segnalano recenti indagini, ha avviato flussi turistici importanti e
promettenti legati anche alla produzione vinicola oltre che alla
ristorazione e agli altri appeal di territorio, dalle città d’arte al trekking,
dal benessere della “green therapy” alla riscoperta di borghi antichi .
« Non si tratta solo di marketing — tiene a precisare Monchiero — . È
anche una visione strategica. Mettere insieme le denominazioni significa
essere più incisivi sui mercati lontani e dialogare con interlocutori
internazionali in modo più strutturato» .
La possibilità di aggiungere l’indicazione geografica “Piemonte” sulle
etichette dei vini piemontesi, già approvata e inserita nei disciplinari di
quasi tutti i Consorzi di tutela, rappresenterà , dunque, un momento
chiave per condividere il progetto con produttori, consorzi e operatori del
settore, raccogliendo contributi e costruendo un percorso realmente
condiviso. « Vogliamo che l’indicazione Piemonte sia una casa comune un progetto
aperto, capace di crescere nel tempo e di accompagnare il vino
piemontese nelle sfide dei prossimi anni» conclude Monchiero.
Con il progetto di indicazione geografica “Piemonte”, il Consorzio
Piemonte Land of Wine lancia quindi un messaggio chiaro: l ’ identità dei
grandi vini piemontesi passa dalla valorizzazione delle differenze, ma
anche dalla capacità di presentarsi uniti, parlando al mondo con una voce sola.
domenica 28 dicembre 2025
Alta Langa DOCG, un anno da protagonista: un bilancio delle attività consortili 2025 e il calendario 2026
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giovedì 18 dicembre 2025
Eventi natalizi nei musei e nei luoghi della cultura delle Residenze reali sabaude – Musei nazionali Piemonte
Il Natale nelle Residenze Reali Sabaude, nei musei e nei luoghi della cultura dei Musei nazionali Piemonte si presenta come un percorso ricco di appuntamenti che intrecciano arte, musica, racconti e tradizioni. A Torino, a Palazzo Carignano negli Appartamenti dei Principi si gioca tra ori e stelle e si accoglie il rientro, dopo oltre tre secoli, del capolavoro del Legnanino. Il Castello di Agliè offre un programma pensato per le famiglie con un laboratorio di ombre cinesi, uno spettacolo di marionette intagliate a mano, concerti gospel al femminile, di pianoforte a quattro mani e della band Ziopol dei programmi cult Rai per bambini. A Moncalieri il Castello ospita la mostra dossier La principessa che amava lo sport. Suggestioni di neve e montagna in Casa Savoia e l’esposizione di presepi dal mondo. Alberi addobbati al Castello di Racconigi e a Villa della Regina, mentre guardano alla tradizione presepiale il presepe artistico di Anna Rosa Nicola allestito nella Foresteria del complesso canonicale dell’Abbazia di Vezzolano di Albugnano ad Asti: un microcosmo di 40 metri quadrati con oltre 450 personaggi e più di 100 botteghe e ambienti realizzati interamente a mano da materiali di recupero, e la mostra dei presepi di ceramica di artisti contemporanei all’Abbazia di Fruttuaria a San Benigno Canavese, in provincia di Torino.
PALAZZO CARIGNANO Torna, dopo oltre tre secoli di assenza, da sabato 20 dicembre a martedì 6 gennaio, nel percorso di visita degli Appartamenti dei Principi, il dipinto Belisario chiede l’elemosina di Stefano Maria Legnani, detto Legnanino, maestro delle straordinarie volte che rendono unica la residenza. Commissionato alla fine del Seicento dal principe Emanuele Filiberto, detto “Il Muto”, per adornare i suoi appartamenti, torna “a casa” grazie a ricerche e collaborazioni che ne hanno consentito il ritrovamento. Negli Appartamenti dei Principi, venerdì 26 dicembre alle 16.30, è inoltre in programma Giocando tra gli ori e le stelle di Palazzo Carignano, un’iniziativa per famiglie con bambini e bambine dai 5 ai 12 anni, a caccia di dettagli e curiosità, muniti della guida-gioco Imparare Giocando. Palazzo Carignano, via Accademia delle Scienze 5, Torino. L’esposizione del dipinto e l’attività per famiglie sono comprese nel biglietto di ingresso (intero € 5; ridotto € 2; gratuito under 18 e Abbonamento Musei). Prenotazione obbligatoria per l’attività: drm-pie.carignano-prenotazioni@cultura.gov.it; 011 5641711. Giorni e orari di apertura: sabato e domenica 10-13 e 14.15-18 (ultimo ingresso ore 17). Mercoledì 24 e mercoledì 31 dicembre chiusura alle 17 (ultimo ingresso ore 16). Aperture straordinarie: venerdì 26 e lunedì 29 dicembre, venerdì 2, lunedì 5 e martedì 6 gennaio. Chiuso nei giorni giovedì 25 e martedì 30 dicembre, mercoledì 7 gennaio. L’acquisto del biglietto può essere effettuato online su www.museiitaliani.it oppure tramite l’App Musei Italiani. Domenica 4 gennaio 2026, in occasione della prima domenica del mese a ingresso gratuito (visita libera) la prenotazione è obbligatoria e viene effettuata tramite l’acquisto anticipato online del biglietto.
VILLA DELLA REGINA Per le festività natalizie i giardini di Villa della Regina, fino all’11 gennaio 2026, ospitano un grande albero di Natale, da cui scattare e postare fotografie di auguri con lo sfondo panoramico della città e della Mole Antonelliana. Villa della Regina, Strada Comunale Santa Margherita 79, Torino. L’accesso è libero alla Corte d’Onore, secondo gli orari di apertura: dal martedì alla domenica 9.30-18, ultimo ingresso 17; lunedì chiuso. Mercoledì 24 e mercoledì 31 dicembre chiusura alle 17 (ultimo ingresso ore 16). Giovedì 25 dicembre e mercoledì 7 gennaio chiuso. Domenica 4 gennaio 2026, in occasione della prima domenica del mese, ingresso gratuito. L’acquisto del biglietto può essere effettuato online su www.museiitaliani.it oppure tramite l’App Musei Italiani.
CASTELLO DI MONCALIERI Il Castello di Moncalieri ospita la mostra dossier La principessa che amava lo sport. Suggestioni di neve e montagna in Casa Savoia, dal 12 dicembre 2025 al 22 febbraio 2026, organizzata in occasione del passaggio della fiamma olimpica Milano Cortina 2026 a Moncalieri, l'11 gennaio 2026. In previsione della mostra dedicata alla principessa Maria Letizia Napoleone per i 160 anni dalla sua nascita, in programma nell’autunno 2026, si inizia ad approfondire un tema caro alla principessa, appassionata di sport e corse automobilistiche. La neve e la montagna furono apprezzati da molte protagoniste di Casa Savoia, dalla regina Margherita notoriamente amante e pratica delle tecniche di alpinismo, tanto da promuovere la costruzione di una capanna sulla vetta della punta Gnifetti, nel gruppo del Monte Rosa, a Maria José del Belgio che scalò il Cervino tra freddo intenso e raffiche impetuose. Dal 19 dicembre al 6 gennaio, inoltre, ritorna l’esposizione Presepi dal mondo al Castello di Moncalieri a cura della Famija Moncalereisa con presepi provenienti da varie parti del mondo e di varia dimensione: dal più piccolo, che può essere tenuto nel palmo della mano, ai più grandi, come il villaggio alpino o quello meccanico con personaggi in movimento ed effetti di luce. Castello di Moncalieri, piazza Baden Baden 4, Moncalieri (TO). La mostra e l’esposizione sono inclusi nel percorso di visita agli appartamenti reali. Giorni e orari di apertura: venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso 17). Apertura straordinaria, tutti i giorni dall’1 al 6 gennaio 2026 (compresi), dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso 17) Costi: intero € 7; ridotto € 5. Prenotazione obbligatoria online al sito https://lavenaria.museitorino.it/categoria/castello-di-moncalieri/
CASTELLO DI AGLIÈ Fino a martedì 6 gennaio il Castello si trasforma in un luogo incantato grazie alla rassegna La Magia del Natale al Castello di Agliè: un mese di emozioni con attività per famiglie, concerti e spettacoli che animeranno ogni sabato e domenica. Sabato 20 dicembre, dalle 16 alle 17.30, concerto di musica classica Il Natale nel mondo con cantanti e pianista per ripercorrere un repertorio di musiche natalizie rappresentative di vari paesi del mondo. Evento a cura dell’Associazione Orium. Domenica 21 dicembre, dalle 15 alle 16, laboratorio di ombre cinesi Giocare con le ombre, a cura di To Locals ETS; dalle 17 alle 18 The Gipsy Marionettist, spettacolo di marionette intagliate a mano, a cura di To Locals ETS. Sabato 27 dicembre, dalle 16 alle 17.30, Racconti di Natale a quattro mani concerto con pianoforte a quattro mani con musiche ispirate a racconti a tema natalizio, a cura dell’Associazione Orium. Domenica 28 dicembre, dalle 15 alle 17, Giochi di una volta, visita e laboratorio per famiglie alla scoperta dei giochi del passato, a cura di Casa Pinocchio, con la possibilità di fare merenda a pagamento in piazza Castello. Sabato 3 gennaio, dalle 15.30 alle 17, si andrà A caccia di calze passeggiando e ascoltando i racconti lungo il percorso del Castello, i più piccoli dovranno aguzzare la vista alla ricerca di calze contenenti indizi e materiali per poi costruire marionette natalizie e origami ispirati agli animali incontrati nel museo, da usare poi come segnalibri. Possibilità di fare merenda a pagamento in piazza Castello. Domenica 4 gennaio, dalle 17 alle 18, concerto gospel femminile Queens choir, a cura di To Locals ETS. Martedì 6 gennaio, dalle 15 alle 16.30 e dalle 16.30 alle 18, appuntamento con Ziopol in concerto, la band che ha composto musiche per programmi cult di RAI TV come La Melevisione e Trebisonda. Ziopol ama far scoprire la musica dal di dentro: “smontare” le canzoni, cantare insieme ai bambini anche in lingue inventate lì per lì e far vedere come funzionano gli strumenti. Anche un imbuto può suonare, un sacchetto di carta e dei tubi di plastica. In parallelo, il Castello ospita il nuovo allestimento nel percorso di visita Ricordi di viaggio. Dipinti dal Giappone al Castello di Agliè che permette per la prima volta di vedere l’intera collezione di 21 dipinti e kakemono giapponesi dell’Ottocento restaurati. Le opere, acquistate in Giappone dal duca Tomaso di Savoia-Genova durante il viaggio sulla corvetta Vettor Pisani (1879-1881) raffigurano scene fantasiose con rane musicanti, cortigiane e mongolfiere e sono esposte in dialogo con le armature da samurai del XVII secolo provenienti dalla stessa esposizione e 28 vasi acquistati a Yokohama nel 1880. Castello di Agliè, piazza Castello 2, Agliè (TO). L’ingresso ai concerti e agli spettacoli è gratuito, per i laboratori l’accesso è gratuito under 18 + 1 adulto accompagnatore. La prenotazione è obbligatoria fino ad esaurimento posti: drm-pie.aglie@cultura.gov.it. La visita in Castello è esclusa ma possibile se ci sono posti disponibili, previo acquisto di biglietto. Giorni e orari di apertura: dal mercoledì al lunedì 9-13 (ultimo ingresso ore 12) e 14-18 (ultimo ingresso ore 17). Chiuso il martedì. Mercoledì 24, sabato 27 e mercoledì 31 dicembre chiusura alle 17 (ultimo ingresso ore 16). Apertura straordinaria martedì 6 gennaio 9-13 (ultimo ingresso ore 12) e 14-18 (ultimo ingresso ore 17). Giovedì 25 e mercoledì 7 gennaio chiuso. Domenica 4 gennaio, in occasione della prima domenica del mese, ingresso gratuito e chiusura alle ore 17 (ultimo ingresso ore 16). L’acquisto del biglietto può essere effettuato online su www.museiitaliani.it oppure tramite l’App Musei Italiani.
CASTELLO DI RACCONIGI Fino alla fine delle festività, un grande albero addobbato sarà allestito nel Salone d’Ercole, all’ingresso della residenza. Castello di Racconigi, via Morosini 3, Racconigi (CN). L’attività è compresa nel biglietto di ingresso al museo (intero € 8; ridotto € 2; gratuito under 18 e Abbonamento Musei); prenotazione fortemente consigliata online www.museiitaliani.it oppure tramite app Musei Italiani. Giorni e orari di apertura: dal mercoledì alla domenica 9-19 (ultimo ingresso ore 18). Mercoledì 24 e mercoledì 31 dicembre chiusura alle 17 (ultimo ingresso ore 16). Apertura straordinaria: martedì 6 gennaio 9-19 (ultimo ingresso ore 18). Giovedì 25 dicembre e mercoledì 7 gennaio chiuso. Domenica 4 gennaio 2026, in occasione della prima domenica del mese, ingresso gratuito.
ABBAZIA DI VEZZOLANO Torna all’Abbazia di Vezzolano la magia del presepe artistico di Anna Rosa Nicola, l’atteso appuntamento che trasforma la Foresteria del complesso canonicale in un mondo incantato. L’esposizione, realizzata in collaborazione con l’Associazione La Cabalesta, sarà visitabile, sempre con ingresso gratuito, fino a domenica 1° febbraio, grazie alla presenza dei volontari dell’Associazione InCollina. Il presepe è un microcosmo straordinario di 40 mq: un paese tra fine Ottocento e inizi Novecento prende vita con oltre 450 personaggi, alti dai 15 ai 30 centimetri, tutti diversi tra loro per espressioni, gesti e posture. Accanto alle scene del presepe tradizionale trovano posto più di 100 botteghe artigiane, antichi mestieri, banchetti, scorci di vita quotidiana e centinaia di minuscoli oggetti – utensili e suppellettili con dimensioni da appena 1-2 mm fino a 2-3 cm – che rendono l’insieme poetico e sorprendentemente realistico. Come ogni anno, il presepe si arricchirà di nuove storie e dettagli: una Natività completamente rinnovata, una pasticceria, il fabbricante di scope, donne alle prese con gli agnolotti, una venditrice di pane raffermo, un nuovo banchetto di torroni e dolciumi, una coppia di sposi appena uscita dalla chiesa, bambine e bambini che giocano con l’aquilone, sull’altalena o saltano la corda. Tutto è rigorosamente fatto a mano da Anna Rosa Nicola che trasforma materiali di recupero in piccoli capolavori, riutilizzando, con una particolare attenzione per la sostenibilità ambientale, quelli che molti potrebbero considerare scarti o rifiuti: stoffe ricavate da cravatte e calzini diventano abiti, contenitori di collirio si trasformano in bottiglie, piccole lampadine in barattoli di vetro, capsule del caffè e scatolette in alluminio diventano pentole, vecchie lampadine natalizie diventano fiale, uova di quaglia palloncini e gomme da cancellare ruote o pietre per affilare. E ancora: gommini delle sedie diventano barattoli e vasi, radici di pomodoro si trasformano in alberi, semi in frutti, penne Bic in minuscoli bicchieri, il sale diventa ghiaccio e le alghe secche raccolte sulla spiaggia sono utilizzate come paglia. Le case nascono dal polistirene, i volti e le mani da paste modellabili, i capelli da fili di lana e i cibi da cera colorata. Durante l’anno Anna Rosa Nicola recupera oggetti destinati a essere gettati e dona loro una seconda vita piena di poesia, trasformandoli nelle meraviglie di un universo incantato. Abbazia di Vezzolano, Località Vezzolano 35, Albugnano (AT). Orari: venerdì, sabato, domenica e festivi 10-17 (ultimo ingresso ore 16.30), senza necessità di prenotazione, ma si consiglia ai gruppi numerosi di comunicare l'orario di arrivo. Da martedì a giovedì aperto esclusivamente su prenotazione per gruppi oltre le 10 persone. Aperto giovedì 25 dicembre 10.00-12.30 e 15.30-17 (ultimo ingresso 16.30). Venerdì 26 dicembre chiusura alle 18 (ultimo ingresso alle ore 17). Mercoledì 24, lunedì 29, martedì 30, mercoledì 31 dicembre, lunedì 5 gennaio chiuso. Ingresso sempre gratuito. Prenotazioni: info@lacabalesta.it; 349 5772932.
ABBAZIA DI FRUTTUARIA, SAN BENIGNO CANAVESE (TO) Fino al 25 gennaio sarà visitabile la mostra Presepi di fiaba all’Abbazia di Fruttuaria, a cura di Giuse Scalva. L’esposizione, allestita nell’atmosfera suggestiva del percorso archeologico sotto l’attuale basilica settecentesca di San Benigno Canavese, propone, nella visita ai resti dell’antica Abbazia di Fruttuaria, l’ormai tradizionale appuntamento con i presepi in ceramica realizzati da artisti contemporanei. Abbazia di Fruttuaria, piazza Cardinale delle Lanze 1, San Benigno Canavese (TO). La mostra è aperta tutte le domeniche fino al 25 gennaio, dalle 15 alle 17, nell'ambito delle visite guidate dai volontari dell'Associazione “Amici di Fruttuaria”, con partenza dalla piazza antistante la chiesa parrocchiale. Inoltre, su prenotazione, sono possibili aperture straordinarie per gruppi in altre date. L’ingresso è gratuito. Informazioni e prenotazioni: info@abbaziadifruttuaria.com; 338 4128795. |


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