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giovedì 20 novembre 2025

Dal Bagna Pax al progetto “SbAglio”, dalla Carovana della Bagna Cauda ai premi Testa d’Aj Da Asti a Shanghai, è tutto pronto per il grande Bagna Cauda Day 2025

 


 
Pace, dignità e divertimento sono gli ingredienti della nuova edizione della festa più profumata del mondo: s’inizia questo weekend, dal 21 al 23 novembre in Piemonte, in Italia e nel mondo.
Sabato 22 alle 18 l’accensione del fujot gigante e la cerimonia con i premiati
 

Il 21, 22, 23 e 28, 29, 30 novembre, e poi dal 29 gennaio al 1° febbraio, con la regia dell’associazione Astigiani, Asti si prepara a vivere un Bagna Cauda Day dal forte valore sociale e comunitario. Accanto alla grande festa popolare dedicata al piatto simbolo del Piemonte, due appuntamenti mettono al centro pace, dignità e seconde possibilità: il Bagna Pax della Caritas Diocesana e la partecipazione della cooperativa sociale La Strada con il progetto “SbAglio”, l’aglio coltivato nella Casa di Reclusione di Asti.

 

Bagna Pax: sedersi insieme per parlare di pace

Da anni il Bagna Pax, promosso dalla Caritas Diocesana di Asti, riunisce a tavola persone provenienti da paesi tra loro in conflitto, per affermare il valore del dialogo e della convivenza.
Quest’anno, al Foyer delle Famiglie, l’appuntamento assume un significato ancora più intenso: grazie alla collaborazione con il direttore di Caritas Asti Beppe Amico, è previsto un intervento congiunto a favore della pace che coinvolgerà una donna ucraina e una donna russa. Il Vescovo di Asti Marco Prastaro porterà inoltre un messaggio di speranza e riconciliazione, testimoniando l’impegno della diocesi nel favorire relazioni di ascolto e fraternità.

 

SbAglio: l’aglio che racconta il valore del riscatto

Anche la cooperativa sociale La Strada sarà tra i protagonisti dell’edizione 2025 del Bagna Cauda Day.

La Strada parteciperà come “sponsor tecnico” di alcuni locali aderenti, in particolare la Casa del Popolo – Santa Libera di Asti, fornendo l’aglio necessario alla preparazione della bagna cauda. 

Ma non si tratta di un prodotto qualsiasi: è “SbAglio”, coltivato all’interno della Casa di Reclusione di Asti nell’ambito di un progetto di inserimento lavorativo dei detenuti, uno dei cardini dell’Area B della cooperativa La Strada. Qui, detenuti formati e competenti seguono direttamente tutte le fasi della coltivazione, grazie al supporto degli operatori della cooperativa, di tecnici qualificati e, da quest’anno, dell’azienda agricola biologica Duipuvrun di Costigliole d’Asti.

«Essere parte del Bagna Cauda Day con il nostro progetto SbAglio è un modo per raccontare una storia diversa, fatta di seconde possibilità, lavoro dignitoso e riscatto - spiega Barbara Rapetto, presidente de La Strada - Per noi il lavoro non è mai solo produttività, ma è sempre un’occasione per rimettere insieme i pezzi di una vita. Anche partendo da una testa d’aglio».

Un coinvolgimento che dà valore sociale al territorio e apre prospettive concrete di reinserimento.

«Scegliere il nome ‘SbAglio’ non è un semplice gioco di parole: vogliamo ribaltare l’idea dell’errore, trasformarlo in un punto di ripartenza” - aggiunge Davide Gioda, coordinatore dell’Area B - Il lavoro dei detenuti è fatto di cura, responsabilità e professionalità: grazie a questo impegno possiamo oggi portare al Bagna Cauda Day un prodotto che profuma di territorio, ma anche di rinascita».

Il progetto SbAglio nasce dal Tavolo Carcere, coordinato dal Garante delle persone private della libertà personale della città di Asti, Domenico Massano, uno spazio permanente di confronto tra istituzioni, terzo settore e volontariato. Ne fanno parte, tra gli altri: Effatà OdV, Casa di Carità Arti e Mestieri, CSVAA, CPIA 1 Asti, I.I.S. G. Penna, Agar Teatro, ACLI Asti, Co.Al.A e La Strada.
È dentro questa rete che maturano relazioni capaci di generare progetti concreti come “SbAglio”.

 

Un rito di convivialità piemontese che conquista il mondo

Nato ad Asti, il Bagna Cauda Day celebra il piatto simbolo dell’inverno piemontese: un intingolo caldo di olio, acciughe e aglio, in cui si pucciano cardi, cavoli, rape, porri, topinambur e altre verdure di stagione. Un rito collettivo che unisce tradizione, amicizia e ironia. Ogni locale aderente, elencato su www.bagnacaudaday.it, propone la sua versione identificata dai celebri semafori del gusto: Rosso – classica “come Dio comanda”; Giallo – “eretica”, con aglio stemperato; Verde – “atea”, senz’aglio. Il prezzo resta quello “popolare” del Bagna Cauda Day: 30 euro per la bagna cauda, 15 euro per la bottiglia di vino. C’è chi propone la Bagna Sovrana con un menu in cui è inclusa anche la bagna cauda (prezzo libero) o il “Finale in gloria” con tartufo. Disponibile anche la “Sporta a ca’”, la bagna cauda d’asporto.

 

Il Bavagliolone 2025: “Usiamo la testa”

Come da tradizione, ogni partecipante riceverà il nuovo Bavagliolone in stoffa, simbolo ufficiale del Bagna Cauda Day. L’edizione 2025 è illustrata da Raffaele Iachetti: protagonista, una grande testa d’aglio che campeggia sul motto “Usiamo la testa”, un invito ironico ma profondo a riflettere, in un tempo che ci chiede di tornare a pensare con la nostra testa.

 

I Premi “Testa d’Aj” 2025

Dal 2016 il Bagna Cauda Day assegna i riconoscimenti “Testa d’aj” a personalità che si distinguono per coraggio, autenticità e ironia. Dopo i premiati degli anni scorsi, da Carlin Petrini a Margherita Oggero, da Guido Ceronetti a don Luigi Ciotti, l’Associazione Astigiani annuncia i vincitori 2025: Paolo Pejrone, architetto e paesaggista; Gian Marco Griffi, scrittore; Matteo Piano, atleta astigiano e già colonna della Nazionale italiana di pallavolo; Raffaella Bologna, produttrice vitivinicola e Raffaele Iachetti, artista e autore del Bavagliolone 2025. Il Premio sarà consegnato sabato 22 novembre alle 18,30 nel Salone delle Colonne, sede centrale di Banca d’Asti – Piazza Libertà, Asti.

 

Carovana della Bagna Cauda dalla Liguria al Piemonte 

Torna anche la carovana di auto d’epoca che sabato 22 novembre, partendo da Asti raggiungerà Vessalico il paesino dell’alta Valle Arroscia, in provincia di Imperia, famoso per la produzione di uno speciale aglio ad alta digeribilità. Qui saranno consegnate le simboliche trecce d’aglio con le acciughe del mar Ligure e l’olio extravergine da olive taggiasche dal frantoio Roi di Badalucco. Ripercorrendo la strada del Col di Nava le auto d’epoca raggiungeranno la cantina di Nizza Monferrato dove saranno aggiunte al carico le verdure piemontesi a cominciare dal famoso cardo gobbo e la Barbera d’Asti docg. La carovana raggiungerà poi Asti dove avverrà in piazza l’accensione del grande fujot a mo’ di braciere olimpico (ore 17,30, in piazza Libertà, davanti al Magico Paese di Natale).

 

Bagna Cauda Day in tutto il mondo

L’evento non è più solo piemontese: cresce ogni anno la rete dei partecipanti all’estero.
Tra le adesioni 2025:

Londra – Pezzana family: Bagna cauda casalinga, “come Dio comanda”, preparata da Silvio Pezzana e famiglia nella loro casa di Hackney.

Stati Uniti – Figulina, Raleigh (North Carolina): Lo chef David Ellis e il wine expert Jeff Bramwell preparano la bagna cauda per la prima volta, con metà dell’incasso donata ad associazioni locali.

Wuhan (Cina) – Ristorante Noi Mediterraneo: L’astigiana Roberta Menin propone la versione tradizionale con ingredienti italiani.

Shanghai (Cina) – Associazione Piemontesi nel Mondo: Il 29 novembre, rinnovata collaborazione con il ristorante “Da Marco”, l’Associazione Piemontesi nel Mondo e la FIC – Cuochi China.

Tokyo (Giappone) – Isetan ShinjukuPop-up dedicato alla Bagna Cauda con degustazioni e incontri guidati dallo chef Yuji Hayashi e dalla giornalista Yuca Yamashita.

 

Dal Madagascar all’orto del carcere 

Tra le iniziative da segnalare del 2025 spicca la Bagna Cauda organizzata dalla Pro Loco di Castiglione, andata sold out in pochi giorni. Il ricavato sostiene il Progetto Sarah in Madagascar, dedicato all’assistenza sanitaria e all’educazione dei più piccoli in ricordo di Sarah Bergoglio, giovane di Robella d’Asti scomparsa nel 2007. Accanto a questa, un’altra storia virtuosa: SbAglio, l’aglio coltivato nel carcere di Quarto d’Asti insieme all’associazione Dui Puvrun. Un progetto agricolo, sociale e di reinserimento che restituisce dignità, competenze e un raccolto tutto piemontese.

Le alleanze del gusto

Il Bagna Cauda Day si accompagna a un grande brindisi con quattro storiche case vinicole astigiane: Bava di Cocconato, Braida di Rocchetta Tanaro, Cascina Castlèt di Costigliole e Coppo di Canelli. Insieme, portano nel mondo il sapore autentico della Barbera d’Asti, il vino che più di tutti racconta convivialità e radici.

 

Acciù, e Bagna nanna

Non mancheranno le amate mascotte Acciù, in stoffa e portafortuna. Sul sito sono inoltre segnalati alberghi e agriturismi convenzionati per un weekend all’insegna del profumo e del piacere: la Bagna nanna.

 

Bagna Bacialé: l’amore al profumo d’aglio

Nei locali contrassegnati dal logo di un’acciuga che trafigge un cuore, torna la sala dedicata ai single. Un incontro ironico, autentico e… a prova di aglio.

 

Bagna Cauda Walk 

Per il terzo anno, la camminata con la guida escursionistica Enrico Panirossi: domenica 30 novembre 12 km, 400 m di dislivello. Partenza da Alfiano Natta (AL)Quota: 15 € escursione · 30 € pranzo. Info: trekking@enricopanirossi.it

 

Bagna Bike

Torna il Bagna Bike, un’esperienza che unisce sport, natura e tradizione. Domenica 30 novembre, grazie alla collaborazione tra EbikeOne e Il Cicchetto, i partecipanti potranno vivere un emozionante tour in e-bike tra i vigneti e i panorami del Monferrato, con tappa finale a Sant’Agata per il rito conviviale della Bagna Cauda. Menù a 38 euro, con Ruché a 15 euro. Prenotazioni: 335 7573794 (EbikeOne – anche WhatsApp); 0141 320225 (Il Cicchetto).

 

Bagna Caval 

In collaborazione con Turismo Verde – CIA, passeggiate a cavallo tra i colori d’autunno e gli infernot, con approdo finale alla Bagna Cauda. Le aziende aderenti: I Salici Ridenti (Nizza M.to), Casa Castellini (Garbagna), Il Branco (Sarezzano), Cascina Lunguria (Capriata d’Orba).

 

Bagna alla lavagna

Prosegue anche nel 2025 il progetto educativo “Bagna alla lavagna”, promosso nelle scuole astigiane per raccontare i cambiamenti dell’alimentazione tra le generazioni. Disegni, video e ricerche degli studenti saranno premiati con materiale didattico. In collaborazione con la Libreria Marchia di Asti, finanziato anche da Asti Agricoltura, l’organizzazione agricola che fa capo a Confagricoltura.

 

Cresce il Bosco degli Astigiani

Il Bagna Cauda Day non è solo gusto e convivialità, ma anche azione concreta per l’ambiente.
Parte del ricavato finanzierà la crescita del Bosco degli Astigiani sulle colline di Viatosto, su un terreno di oltre cinque ettari donato al Comune di Asti dalla Banca d’Asti. Ogni fujot acceso contribuirà così a far crescere un grande parco pubblico dedicato alla sostenibilità e alla biodiversità. Ogni fujot acceso è un piccolo contributo alla crescita di un grande parco pubblico sulle colline di Viatosto.

 

Raccolta tappi per la Cascina “Graziella”

Durante il Bagna Cauda Day 2025, l’Associazione Rinascita di Asti, insieme ad Amorim Cork Italia, promuove una raccolta di tappi di sughero usati per sostenere la ristrutturazione della Cascina “Graziella” di Moncalvo d’Asti, bene confiscato alle mafie e destinato a progetti sociali.

Per saperne di più: www.bagnacaudaday.it

 

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Poche settimane a Natale e torna uno dei simboli più attesi delle festività firmato Cocchi: il Panettone al Vermouth Storico, primo e originale panettone al Vermouth di Torino.

 


Nato dalla collaborazione tra Giulio Cocchi e Albertengo, due eccellenze piemontesi, questo panettone unisce competenze e tradizioni per un risultato unico: un dolce che profuma di spezie, agrumi e convivialità.

 

Il Vermouth Storico Cocchi è protagonista sia nell’impasto sia nella canditura delle scorze di limone e arancia. A completare l’armonia dei sapori, un tocco di zenzero fresco e gocce di cioccolato, che donano al panettone una ricchezza aromatica inconfondibile. La lavorazione prevede lievito madre48 ore di lievitazione naturale e solo ingredienti di prima scelta: burro di alta qualità, uova italiane da galline allevate a terra, uvetta e canditi selezionati, senza conservanti.
 

Un prodotto artigianale che racchiude tutto la maestria piemontese e la gioiosa atmosfera del Natale. Nato come regalo esclusivo per amici e collaboratori della cantina astigiana, dal 2012 il Panettone al Vermouth Storico Cocchi è diventato un must delle feste per appassionati, barman e tutti coloro che amano il gusto e la tradizione piemontese.

 

Come tradizione, il consiglio di degustazione è con un calice di Storico Vermouth di Torino Cocchi ben freddo e l’immancabile scorzetta di limone.

 

Dove acquistarlo - Il Panettone al Vermouth Storico Cocchi è disponibile nei migliori gourmet shop in Italia e all’estero e presso l’Enoteca Cocchi a Cocconato (Asti), via Stazione 1.

 

 

 


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1995-2025: Trent’anni di Praline al Barolo Chinato Cocchi

 

Le Praline al Barolo Chinato Cocchi rappresentano una raffinata espressione della tradizione piemontese unita alla sapienza del cioccolatiere toscano Andrea Slitti, dove uno dei vini aromatizzati più preziosi del territorio si fonde con il cioccolato extra fondente. 

Ogni pralina racchiude un cuore di morbido cioccolato al Barolo Chinato, un vino dalle radici nobili, nato dalla lavorazione Barolo a Denominazione d’Origine Controllata e Garantita e arricchito con corteccia di china calissaja, radice di rabarbaro e di genziana e il seme di cardamomo, i cui principi attivi vengono estratti con una lenta macerazione a temperatura ambiente.

 

Il risultato è goloso ed elegante: equilibrio e armonia nel profumo, immediata gradevolezza del gusto e piacevole persistenza aromatica. L’incontro tra il cioccolato fondente e il Barolo Chinato crea un intreccio perfetto di sapori intensi: le note calde, speziate e complesse del vino giocano piacevolmente con il cioccolato, regalando un’esperienza gustativa unica e appagante.

 

Perfette da gustare da sole o in abbinamento a un calice di Barolo Chinato Cocchi, queste praline sono state ideate trent’anni fa, nel 1995, e sono un connubio d’eleganza e artigianalità, un regalo perfetto per chi è alla ricerca dell’originalità e della raffinatezza. 

 

La storia d’amore tra Cocchi e il cioccolato è consolidata, radicata nel tempo e alimentata da una passione autentica. 

Risale agli anni Novanta l’origine di questa unione, quando Roberto Bava, insieme a Eugenio Guarducci e Gilberto Mora, fondò a Perugia la Compagnia del Cioccolato.

Quest’associazione, composta da consumatori esperti e appassionati di cioccolato, si dedica a proteggerne il consumo consapevole.  Contrariamente alle credenze comuni sul difficile accostamento tra vino e cioccolato, è noto da tempo l’eccezionale abbinamento tra Barolo Chinato Cocchi e cioccolato: proprio a Perugia, e sempre negli anni Novanta, Roberto Bava stupì i sommelier con questo pairing sfidante.

Nel 2016, al Salon du Chocolat di Milano, il Barolo Chinato Cocchi è stato proclamato “Vino ideale da cioccolato”: la stessa perfetta armonia celebrata nella pralina al Barolo Chinato Cocchi.

 
Per ulteriori informazioni: cocchi@cocchi.com


mercoledì 5 novembre 2025

"Tra sogno e realtà" mostra personale di Erio Grosso ad Asti dal 15 al 26 novembre 2025. Presso la sede della Società Promotrice Belle Arti in Piazza Alfieri

 

Il noto artista astigiano Erio Grosso,  torna al contatto  diretto con il pubblico  della sua città, che lo segue  da molti anni sul web   e non solo localmente, ma in tutta Italia ed  all'estero. 

La   personale    che, già  nel  titolo, richiama l'ispirazione dominante della sua attività artistica,  che svolge  da decenni, propone  una selezione di una trentina di   sue opere ad olio su tela di vari formati , che comprende i temi portanti della sua pittura,  legati da sempre ad una figurazione contemporanea ed innovativa . 

Colorati paesaggi dal ciclo "Voli di rondine", cavalli al galoppo, altri animali  come la tigre ed  molti   soggetti caratteristici della sua creatività, come maschere, bar e locali, ambientazione esotiche e colorati pesci.

Sarà anche a disposizione e visibile  al pubblico una serie di disegni a china su carta Fabriano ed ad olio su cartoncino.

L'appuntamento  è fissato dal 15 al 26 novembre 

Presso la sede della  Società Promotrice Belle Arti di Asti

Piazza Alfieri,29 - ASTI (Palazzo Provincia) in pieno centro cittadino

Erio Grosso sarà  lieto di salutare di persona chi  visiterà la mostra 

Inaugurazione: sabato 15 novembre 

ore 16.00

accompagnata dai Vini Caldera di Portacomaro Stazione - Asti 

e dalle specialità della storica  Pasticceria Giordanino di Asti 

Orari apertura: da LUN a VEN 

Mattino dalle 10,30 - 12,30

Pom.   dalle 15,30 - 19.00

SAB e DOM

10,00 - 12,30     15,00 - 19.00

Per Info: 347 5398813        www.eriogrosso.it



giovedì 9 ottobre 2025

IL PRIMO NEBBIOLO TRE BICCHIERI DEL NORD ASTIGIANO È SERRE DI SAN PIETRO MONFERRATO DOC NEBBIOLO SUPERIORE 2022 DI BAVA


 



UN VINO TRA I PIÙ IDENTITARI DELL’AZIENDA MONFERRINA, 

CHE NASCE NEL VIGNETO STORICO DELLA FAMIGLIA A COCCONATO

 

Riconoscimento per Bava di Cocconato, nel Monferrato astigiano: Serre di San Pietro Monferrato DOC Nebbiolo Superiore2022 ha conquistato i Tre Bicchieri della Guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso, il massimo punteggio assegnato da una delle più autorevoli pubblicazioni enologiche italiane.

 

Un premio significativo, per uno dei vini più identitari: Serre di San Pietro, il Nebbiolo al centro del Piemonte, nasce infatti a Cocconato, dal vigneto storico dei Bava, sulla collina di Cadodo, dove la famiglia vive e coltiva la terra da 13 generazioni. 
L’area di Cocconato e la sequenza panoramica dei bricchi delle Serre hanno una lunga tradizione nella produzione di Nebbiolo: proprio per questo, sul finire degli anni ’90, sono stati reimpiantati i vigneti, scelta premiata in seguito dal riconoscimento della denominazione d’origine Monferrato DOC Nebbiolo nel 2018.

 

Questo vino esprime il carattere e la fragranza dei grandi rossi del territorio: colore rosso rubino luminoso, profumi floreali di viola e rosa selvatica che si intrecciano a note fruttate e a leggere sfumature boisé. Al palato, eleganza e struttura si fondono con freschezza e persistenza, restituendo un Nebbiolo che si ricorda per la sua finezza.

 

I Tre Bicchieri per il nostro Serre di San Pietro premiano la nostra visione di un vino che nasce da un territorio straordinario e che, pur fuori dalle denominazioni più blasonate, riesce a imporsi per qualità e carattere. Il successo del Serre di San Pietro Monferrato Nebbiolo testimonia l’evoluzione di un progetto enologico che da generazioni porta avanti la filosofia Bava: produrre vini che raccontano il Piemonte con autenticità, equilibrio e personalità” commenta Francesca Bava, responsabile marketing dell’azienda.

 


 

Monferrato Nebbiolo DOC firmato Bava: una storia che inizia da lontano

La famiglia Bava risiede nella zona di Cocconato almeno dall’inizio del 1600, e già allora la cascina di famiglia, ca’ Traversa, era circondata da vigneti.

Al tempo si produceva vino per proprio consumo, insieme ad altri prodotti dei campi. Il vino veniva conservato in botti nelle cantine sotterranee della cascina, e imbottigliato nelle grandi annate e per le occasioni da ricordare.

 

Così, nel racconto di Piero Bava, vino, territorio e famiglia si intrecciano:

 

Un tempo – ricorda Piero Bava – quasi tutti a Tuffo avevano un pezzetto di terra; la parte alta delle colline veniva coltivata a vite. Già nel Settecento, la famiglia Bava aveva terreni di proprietà sui bricchi delle Serre, un punto panoramico della frazione da cui si vedono chiaramente l’arco alpino e il Monviso, sul crinale dell’antica Strada delle Serre. A inizio Novecento la famiglia si spostò nel fondovalle, accanto alla ferrovia, dove fu fondata la cantina che ancora oggi, a distanza di un secolo, è sede dell’azienda”.

Dalle finestre dalla cantina si scorge, in piena luce sulla collina di fronte, la storica vigna di fianco alla chiesa del borgo, nella stessa posizione descritta da una rara mappa catastale del 1790 (tra le poche completate durante il regno sabaudo) che reca il medesimo toponimo, Cadodo, indicato già allora come di proprietà della famiglia.

Proprio dalla chiesetta di Tuffo, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, deriva il nome che abbiamo deciso di dare a questo vino, proveniente da una vigna incastonata tra la Strada delle Serre e il sagrato della Chiesa di San Pietro e Paolo: così è nato il Serre di San Pietro.

Prima vendemmia: 2019.

 

                                                                         il vigneto


 

                                    BAVA – AZIENDA VITIVINICOLA E DI INVECCHIAMENTO

 

 

Nei vigneti Bava si snoda il racconto di un equilibrio tra natura e sostenibilità. Gli sfalci d’erba e i tralci potati nutrono il suolo, i pali che sorreggono le viti provengono esclusivamente da foreste rinnovabili, mentre l’inerbimento naturale tra i filari protegge la biodiversità e previene l’erosione del terreno, eliminando la necessità di diserbanti.

Questa attenzione alla terra è il filo conduttore di una storia che affonda le sue radici a Cocconato, tra le colline del Monferrato astigiano. Qui, la famiglia Bava coltiva la vite da quattro secoli e, nel 1911, ha dato forma concreta alla propria visione, costruendo la prima cantina.
Più di 110 vendemmie hanno scandito il percorso della famiglia, con sei generazioni che hanno custodito e innovato il sapere vitivinicolo. Le Barbere Bava, espressione autentica di questo territorio, hanno conquistato mercati internazionali, portando con sé la qualità e il carattere delle colline piemontesi.  La produzione comprende anche Nebbiolo, Barolo, diversi vini aromatici come il Ruché, il Moscato d'Asti, la Malvasia di Castelnuovo don Bosco, con un focus sui vitigni autoctoni.

Oggi la proprietà si estende tra il Monferrato e le Langhe, con cinquanta ettari di vigneti e venti tra prati e boschi spontanei. La terra è coltivata con la stessa sensibilità di un tempo, nel rispetto dell’ambiente e con una visione sostenibile aperta verso il futuro.

 

 

www.bava.com | @bavawinery

 



 
 

mercoledì 1 ottobre 2025

“Etna’s Wine Women – Le figlie del vulcano” è il nuovo short film prodotto da Italy Wine Tv

 


Menzione d’onore all’opera dedicata alle Donne dell’Etna DOC al Wine Spectator Video Contest 2025

 

S’intitola “Etna’s Wine Women – Le figlie del vulcano”, è prodotto da Italy Wine Tv e ha ricevuto la Menzione d’Onore al Wine Spectator Video Contest 2025, la competizione internazionale promossa dalla prestigiosa rivista americana dedicata al settore vitivinicolo.

 

Un riconoscimento speciale che premia la creatività, l’originalità e la forza del racconto visivo. La giuria tecnica ha voluto sottolineare la qualità del filmato: storytelling, impatto visivo e valore del messaggio, considerandolo meritevole e degno di nota, anche se non tra i vincitori ufficiali. Un segnale forte dell’apprezzamento ricevuto a livello internazionale, che porta l’Etna e le sue protagoniste in primo piano sulla scena mondiale.

 

Lo short film Etna’s Wine Women – Le figlie del vulcano, prodotto da Massimo Gavello e Rodolfo Carrara per Italy Wine TV in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Etna DOC, sarà disponibile online a partire dal 1° ottobre 2025 in anteprima sul sito https://www.etnaswinewomen.com/ 

 

Direzione, regia e riprese sono di Vladimir Di Prima e Alfio Vecchio di FilmKam Catania.

Etna’s Wine Women racconta l’alchimia che lega il vulcano alle sue figlie: donne che trasformano la nuda roccia in vigne, raccolgono l’eredità del fuoco e della pietra e custodiscono nella loro opera quotidiana la memoria della lava e la grazia della viticoltura. È un viaggio tra paesaggi estremi e fertili, tradizione e innovazione, resilienza e passione.

 

Il progetto vede come partner l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, il Consorzio Tutela Vini Etna DOC e la Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna, che con questo film celebrano il legame profondo tra il vulcano e le donne che ogni giorno ne raccontano l’identità attraverso il vino.




Protagoniste donne che incarnano l’anima del vulcano e il futuro del vino etneo:

 

Gina Russo (Cantine Russo – Presidente Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna)

Manuela Seminara (Tenute Ballasanti)

Irene Badalà (Azienda Agricola Irene Badalà)

Aurora Ursino (Agronoma – Le Donne del Vino)

Maria Carella (Enologa Nicosia – Enologa dell’anno Premio All Food Sicily 2024 - Le Donne del Vino)

Marika Mannino (Direttrice Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna)

Maria Gambino (Vini Gambino)

Federica Milazzo ( Sommelier - Miglior Sommelier di Sicilia 2022 )

Elisa Vasta (Vini Gambino)


Francesco Cambriapresidente Consorzio Etna Doc spiega: «Questo film ci rende particolarmente orgogliosi perché mette al centro il legame straordinario tra il nostro territorio e le donne che lo rappresentano con competenza, passione e visione. La tradizione del lavoro femminile nelle vigne sull’Etna è lunghissima: da sempre, chi lavora in campagna è donna. Il legame tra la viticoltura e la figura femminile affonda le radici nella storia etnea e oggi si rinnova con nuove energie e professionalità. Il Consorzio ha creduto e sostenuto questo progetto che porta al territorio una visibilità internazionale di grande valore: un’occasione per raccontare al mondo l’unicità dell’Etna doc, capace di coniugare natura, storia e innovazione».

 

«Questa partnership incarna appieno lo spirito delle Donne del Vino – sottolineano Daniela Mastroberardino, presidente nazionale delle Donne del Vino e Roberta Urso, delegata della Sicilia -: fare rete, unire competenze ed energie per valorizzare il ruolo femminile in un comparto in continua evoluzione. L’Etna, con la sua forza e unicità, diventa il simbolo di un racconto più ampio, che parla di territori, identità e passione».

 

Gina Russo, presidente Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna commenta: «La Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna è orgogliosa di partecipare a un progetto che racconta la nostra identità attraverso la voce delle donne, custodi di tradizione e innovazione, interpreti autentiche della cultura del vulcano. Le donne sono sempre state al centro della famiglia e dell’accoglienza, ed è anche grazie a questo ruolo che oggi riescono a raccontare l’Etna in modo autentico. È un invito a scoprire il vulcano con i suoi paesaggi, i suoi sapori e la sua straordinaria umanità».

 

FILMATO SCARICABILE

https://vimeo.com/langhetv/review/1122220687/5dfcc177d7

 

POSSIBILITA’ DI “EMBED”

https://vimeo.com/1122220687?share=copy#t=0

 

KIT STAMPA COMPLETO

https://drive.google.com/drive/folders/1hZ5wkm2tRp4CtlVW_xFWjxxC_McKkZmH?usp=sharing

 

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