Pagine

sabato 13 luglio 2024

Estate 2024 al Braida Wine Resort di Rocchetta Tanaro (Asti) - Un’esperienza in Monferrato tra vino, natura e relax

Un’esperienza unica tra le colline del Monferrato, patrimonio UNESCO: il Braida Wine Resort di Rocchetta Tanaro, immerso tra i vigneti di barbera e il polmone verde del Parco Naturale, circondato da boschi spontanei di robinie, olmi e roveri, offre la combinazione perfetta tra natura incontaminata, grandi vini in assaggio e tante attività rilassanti all’aria aperta

 


Una destinazione ricca di storia
Sorge in frazione Asinara, nell’antica cascina intitolata originariamente a San Bernardo da Mentone: luogo ricco di storia, fu dei monaci benedettini che già coltivavano qui la vite e accoglieva i pellegrini in viaggio sulla via Francigena.

Un’oasi di benessere
Il Braida Wine Resort è oggi il luogo ideale per chi cerca un’oasi di pace e tranquillità. I filari dei vigneti sono come piccole onde nel mare delle colline del Monferrato: il resort offre un panorama imperdibile, camere eleganti e dotate di ogni comfort, ciascuna delle quali porta il nome di una delle iconiche etichetta Braida (La Monella, Ai Suma, Bricco dell’Uccellone, Bricco della Bigotta, Montebruna, Il Bacialé, Limonte), un giardino curato dove rilassarsi godendo del sole estivo o dove sorseggiare un buon calice all’ombra del bel glicine o sotto il porticato.

Degustazioni e tour enologici
Chi sceglie il Monferrato per una vacanza in Piemonte, non può perdere l'occasione di incontrare Braida e i suoi vini leggendari al Braida Wine Resort: gli ospiti possono partecipare a degustazioni guidate delle etichette più rappresentative di Braida, con vista sui vigneti e il racconto di un sommelier esperto.
Non può mancare una visita nella cantina storica di Via Roma, dove i visitatori possono scoprire i segreti della produzione enologica Braida.

Attività all’aperto ed escursioni

Per chi ama l’avventura e il contatto con la natura, il Braida Wine Resort organizza una serie di attività all’aperto. Tra queste, escursioni a piedi o in bicicletta attraverso i vigneti e le colline circostanti, ideali per esplorare la bellezza del paesaggio monferrino. Si propongono anche golosi picnic tra i vigneti, per vivere momenti di pura magia immersi nella natura.

Gastronomia
La cucina è un altro punto di forza per la famiglia Bologna. La cucina tradizionale piemontese, abbinata ai vini Braida, si può gustare alla Trattoria I Bologna.  

Eventi speciali
Al Braida Wine Resort si organizzano eventi privati e matrimoni, in una location esclusiva  con servizi personalizzati per ogni esigenza.

 

 



 “BRAIDA” DI GIACOMO BOLOGNA – ROCCHETTA TANARO (AT)

 Vino, condivisione e momenti preziosi da non dimenticare: questo è “Braida”.

Un soprannome che l'avo Giuseppe Bologna si guadagnò sui campi di pallone elastico, uno sport tradizionale piemontese, e che ancora oggi accompagna la famiglia. 

Giacomo Bologna ereditò dal padre il nome “Braida” e una piccola vigna di Barbera a Rocchetta Tanaro, e tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta dedicò la sua vita a elevare questo nome e la qualità della Barbera, ottenendo vini e riconoscimenti che hanno fatto la storia dell’enologia italiana e internazionale come La Monella, il Bricco dell’Uccellone, il Bricco della Bigotta, l’Ai Suma in particolare. 

Oggi la quarta generazione “Braida” muove i primi passi nell’azienda di famiglia, che nel frattempo ha oltrepassato il traguardo delle 60 vendemmie e coltiva più di 70 ettari di vigneto tra il Monferrato (dove le radici sono profonde e la Barbera rimane il cuore della produzione) e le Langhe (dove si producono vini bianchi da Chardonnay, Riesling e Nascetta). 

Nella tradizione Braida, si valorizzano con orgoglio i vitigni autoctoni piemontesi come Grignolino, Moscato e Brachetto: vini che venivano serviti nella storica trattoria di famiglia nella seconda metà del Novecento e di cui i Bologna sono rimasti innamorati. 

È dai tempi della “Trattoria degli amici” che l’attitudine all’accoglienza li caratterizza, ed è per questo che sono sempre felici di dare il benvenuto agli ospiti a Rocchetta Tanaro, nelle cantine storiche di via Roma, nell’iconica barricaia che accoglie da sempre visite e degustazioni, e nel Wine Resort tra i vigneti, dove ognuna delle sette stanze porta il nome di uno dei vini dell'azienda e si può vivere un’esperienza “Braida” al 100%.

 Fondazione: 1961

Proprietari: Giuseppe e Raffaella Bologna

Enologo: Giuseppe Bologna

Regione: Piemonte
Zone: Monferrato e Langa

Denominazioni: DOCG - Barbera d’Asti, Moscato d’Asti, Brachetto d’Acqui; DOC - Barbera del Monferrato DOC, Grignolino DOC, Monferrato rosso DOC, Langhe Nascetta DOC, Langhe Riesling DOC, Langhe Chardonnay DOC, Langhe bianco DOC

Ettari di vigneto: 70 circa

Ettari di bosco: 15

Vini: La Monella, Curej, Bricco dell’Uccellone, Bricco della Bigotta, Ai Suma, Montebruna, Il Bacialé, Limonte, Brachetto d’Acqui, Vigna Senza Nome, Grappa invecchiata di Bricco dell’Uccellone; Vini di Serra dei Fiori: La Regina, Il Fiore, Re di Fiori, Asso di Fiori

 

 

 

Costruitevi una cantina ampia, spaziosa, ben aerata e rallegratela di tante belle bottiglie, queste ritte, quelle coricate, da considerare con occhio amico nelle sere di Primavera, Estate, Autunno e Inverno sogghignando al pensiero di quell’uomo senza canti e senza suoni, senza donne e senza vino, che dovrebbe vivere una decina d’anni più di voi” 

(Giacomo Bologna)
 

martedì 2 luglio 2024

Si torna a giocare al Carpionato del mondo - Una cinquantina di locali coinvolti dall’Associazione Astigiani Primi e solidarietà con il gioco dei timbri


  

“L’avventura degli Azzurri al Campionato europeo di calcio è finita in maniera agra, ma quest’estate ci resta il Carpionato del mondo che si inizia luglio e si disputerà fino a metà settembre”


La prendono con ironia all’Associazione Astigiani che lancia per il secondo anno la kermesse dedicata al carpione, piatto tipico della tradizione culinaria estiva piemontese.

 

Per carpione si intende un tipo di marinatura con aglio, aceto, cipolle e salvia. In questo “bagnetto” si fanno riposare (almeno per una notte prima di gustarli, rigorosamente freddi) ortaggi, uova, carni o pesci, prima fritti o bolliti. L’origine del carpione risale probabilmente al Medioevo (ma ce ne sono tracce già tra i Romani) e rispondeva alla necessità di conservare gli alimenti quando ancora i frigoriferi erano di là da venire. È un piatto della tradizione contadina estiva. 

Il Carpionato del mondo vuole rilanciare l’uso dell’agro, delle marinature e del classico aceto di vino piemontese. 

Dove si gioca il Carpionato?

Sono una cinquantina i locali coinvolti con la stessa vitalità e fantasia del Bagna Cauda Day.  

Ci sono ristoranti, agriturismo, gastronomie, ma anche Pro loco  (quelle di Casabianca e Quattordio hanno giocato in anteprima)  che dai primi di luglio al 15 settembre avranno in menù piatti il carpione proposto in modalità diverse.

L’elenco in continuo aggiornamento è sul sito www.carpionatodelmondo.it

 

Ogni locale aderente ha ricevuto da Astigiani una fornitura di libretti-lasciapassare edizione ‘24 da regalare ai carpionisti.

Il lasciapassare contiene il racconto del contesto storico del carpione nel mondo con interventi e citazioni letterarie.  

Ci sono un simpatico testo di Bruno Gambarotta che descrive con ricetta la sua “tinca cinematografica”, l’excursus storico gastronomico di Gianluigi Bera, la ricerca sull’agro nel mondo di Paola Gho e Giovanni Ruffa, i consigli da dietologi di Giorgio e Caterina Calabrese, il racconto di Rocco Moliterni, la testimonianza di Franco Testore. 

Nella due pagine centrali c’è lo spazio dove mettere i timbri che certificano il passaggio del carpionista: ogni locale è stato dotato di timbro personalizzato.


                                                                    foto Giulio Morra 


Premi ai carpionisti più assidui con il gioco dei timbri

  

Al termine del carpionato chi avrà raccolto tra i carpionisti più bolli di locali diversi e lo presenterà o ne manderà la foto ad Astigiani avrà diritto a cene gratis per due persone (raggiunti i 5 timbri). Chi avrà raggiunto gli 8 timbri riceverà altri gustosi premi in natura e servizi così come chi arriverà ad avere 12 timbri e avrà il titolo di “carpione del mondo”!


Il Carpionato del Mondo è una festa solidale.


L’associazione Astigiani come già è avvenuto lo scorso con il versamento di 3000 euro al Consorzio della Piadina Romagnola a favore di un’azienda agricola alluvionata romagnola, si impegna a destinare anche quest’ anno una arte degli utili dell’evento all’Associazione Astro-Pulmino amico di Asti a sostegno dell’azione a favore dei malati oncologici 


Gli alleati del Carpionato del mondo 2024 sono il Consorzio dell’Asti, lo storico acetificio reale Varvello di La Loggia, la torroneria Davide Barbero che rilancia il liquore del Diavolo Rosso e l’Associazione per il  Patrimonio Unesco dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.

                                                                      foto Giulio Morra 


Molti modi per dire “carpione” nelle cucine del mondo

Una precisazione etimologica è necessaria per motivare la diffusione di questa preparazione. Lo storico Franco Cardini pone all’origine il termine castigliano escabeche, a sua volta proveniente dal persiano sikbaj. Sembra però che la tradizione culinaria araba non abbia recepito questo termine, mentre grande fortuna ha avuto negli idiomi della penisola iberica (escabeche) e italica (scapece). A questi paesi, e a quelli sotto l’influenza spagnola e portoghese, dobbiamo guardare per rintracciare i piatti “in agro”, il cui comune denominatore, a parte l’aceto e i variabili aromi aggiunti (aglio, cipolla, salvia, rosmarino, mentuccia, zafferano), è la frittura dell’alimento base. 

In Liguria c’è lo scabeccio, con piccoli pesci come le acciughe, al Centro-Sud predomina la/lo scapece: da quella molisana (a base di pezzi di pesce) a quella gallipolina, particolare per l’uso del pangrattato e dello zafferano, passando per la scapece di zucchine (Campania), per lo scapece trapanese (con le parti meno pregiate del tonno). In Sardegna, sia per il pesce sia per le olive, si fa su scabecciu, mentre a Orbetello lo scaveccio prevede l’anguilla a tranci. In Piemonte e in Veneto le parole cambiano: da un lato il carpione, dall’altro il saor, buono per marinare le sarde ma anche alcuni ortaggi.

Nella cucina spagnola e portoghese è abituale trovare piatti “escabechados”: cozze, sardine, tonno, baccalà fino ad alcune carni bianche, come il pollo e le quaglie. Anche la Francia ne è toccata, con le provenzali sardine (o sgombri) en escabeche.

Gli escabeche sono diffusissimi in Centro e Sud America: Argentina e Bolivia (con le carni), Perù, Cuba, Giamaica (con il pesce), Cile (con la cipolla fresca).




mercoledì 26 giugno 2024

Gran Medaglia d’Oro al Passum Barbera d’Asti Superiore docg 2020 Tra i 15 vini top del Concours Mondial de Bruxelles Prestigioso riconoscimento internazionale per l’etichetta di Cascina Castlèt: viene prodotta solo nelle annate migliori selezionando accuratamente le uve in vigna Premiato anche il Policalpo Monferrato Rosso 2019 con la medaglia d’oro

  




Al Passum Barbera d’Asti docg 2020 è stata assegnata la Gran Medaglia d’Oro del Concours Mondial de Bruxelles 2024, una delle competizioni vinicole più prestigiose al mondo che è andata in scena a Guanajuato, in Messico. L’etichetta di Cascina Castlèt di Costigliole d’Asti ha ottenuto il massimo del riconoscimento insieme ad altri 15 vini top italiani. Non solo: anche il Policalpo Monferrato Rosso 2019, un blend di barbera e cabernet sauvignon, è stato premiato con la Medaglia d’Oro

Una doppia soddisfazione per la produttrice Mariuccia Borio: «La Barbera è nel mio cuore ed è una grande soddisfazione aver ottenuto due premi così prestigiosi. È uno stimolo a continuare sempre a migliorare e a innovare: il Passum è la mia Barbera d’Asti superiore importante, fatta come si faceva anni fa, con un lieve appassimento delle uve prima della vinificazione. Il Policalpo nasce in vigna dall’incontro tra la barbera e il cabernet sauvignon. È vino che produco da sempre, con una bella personalità».

«Scegliamo accuratamente l’uva in vendemmia – dice l’enologo Giorgio Gozzelino – vengo prodotti solo nelle vendemmie migliori, selezionando accuratamente le uve, nei vigneti più vecchi e meglio esposti. Sono vini amati soprattutto dagli stranieri». 

L’etichetta del Passum, disegnata da Giacomo Bersanetti, è una P rossa stilizzata, un simbolo, forse un “mandala“, forse un’antica “P”, forse un sole, direttamente serigrafato e cotto sul vetro. Nel 2015 il Passum ha festeggiato le sue prime 40 vendemmie. 

Sempre opera di Bersanetti, l’etichetta del Policalpo è una freccia che scocca verso l’alto alla costante ricerca del miglioramento e della compiutezza. Quest’anno festeggia le prime 40 vendemmie e si prepara un’edizione speciale per l’autunno. 


Cascina Castlèt: chi siamo

Oltre trenta ettari di vigna che racchiudono un sogno diventato progetto. Un progetto che nasce da due idee semplici: rispettare la natura ed essere al passo con la tecnologia. Questa è Cascina Castlèt. Siamo a Costigliole d’Asti, sulle colline tra Langa e Monferrato. Un sogno realizzato per l’imprenditrice vitivinicola Mariuccia Borio. 

Da sempre i Borio coltivano la loro proprietà con vitigni autoctoni, quelli che più parlano della famiglia, Barbera, Moscato, Uvalino, Nebbiolo, ma negli anni hanno scommesso anche su Cabernet Sauvignon e Chardonnay.

Nascono così i vini Cascina Castlèt, da uve risolute e con nomi coraggiosi, Passum, Policalpo, Avié, Litina, Goj, Ataj e Uceline. Ogni nome racchiude una storia, un racconto, un piccolo aneddoto della famiglia e del territorio.

La cantina di Cascina Castlèt ha due anime: una vecchia cantina, interrata e al cui interno sono presenti grandi botti in rovere e un nuovo locale di affinamento, con barrique, tonneaux e macchine moderne. L’azienda produce energia pulita con un impianto fotovoltaico e utilizza un moderno impianto di fitodepurazione naturale delle acque reflue di cantina.

Tutto questo vuole essere coerente con il principio che coniuga il rispetto della natura e l’essere al passo con la tecnologia, in ogni fase di vinificazione. La cantina ha un wine shop con ampi spazi per l’accoglienza e la degustazione. 

I vini vengono bevuti in tutto il mondo: da New York a Tokyo, da Oslo a Sydney fino alle Antille Olandesi.




martedì 25 giugno 2024

Barbera d’Asti Superiore 2020 Emanuele Gambino al top dei Decanter World Wine Awards Il prestigioso concorso internazionale ha assegnato la Medaglia Platinum (97 punti) al vino prodotto dall’azienda di Costigliole d’Asti. Sono solo 18 i vini italiani ad averla ottenuta

 l


C’è anche una Barbera d’Asti tra vini gotha premiati nei Decanter World Wine Awards, prestigioso concorso internazionale della rivista inglese Decanter: è la Barbera d’Asti Superiore 2020 di Emanuele Gambino, viticoltore di Costigliole d’Asti che ha recentemente inaugurato la sua cantina con annesso wine resort. Gli esperti giudici hanno assegnato al sua «rossa» 97 punti (su 100) con la Medaglia Platinum. Sono solo 18 i vini italiani ad averla ottenuta

«Sono felicissimo di essere stato premiato da uno dei più prestigiosi e rispettati concorsi enologici al mondo – dice Emanuele – È un riconoscimento per il lavoro serio e per la dedizione di tutto il mio team, ma anche alla qualità eccezionale del nostro terroir. Questa valutazione riflette il nostro impegno costante nella produzione di vini che esprimano al meglio le caratteristiche uniche della Barbera e del nostro territorio».

L’uva di questa Barbera arriva da una vigna a Nizza Monferrato, su una collina particolarmente vocata. Se ne producono tra le 5000 e le 6500 bottiglie all’anno. 

Questa la tasting note di Decanter: «Incantevoli frutti di ciliegia, mora e prugna piovono su strati aromatici di erbe mediterranee e viola terrosa. Brillante di energia e freschezza, la vivace acidità del melograno e i rigogliosi tannini strutturati vagano verso il finale sapido».

EMANUELE GAMBINO, LA NUOVA GENERAZIONE SULLE ORME DEI NONNI

Quella di Emanuele Gambino, 41 anni, è una scelta di un ritorno alla terra: oggi anche lui è un viticoltore com’erano i nonni. Siamo a Costigliole d’Asti, tra le Langhe e il Monferrato, colline a cui l’Unesco ha riconosciuto nel 2014 come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Qui è nato Emanuele, territori e luoghi in cui ha le sue radici profonde e di cui ama paesaggi, persone e tradizioni.

«Produco e vinifico personalmente le mie uve con passione e amore – dice l’imprenditore - con un occhio attento alla qualità, alla sostenibilità, e alla genuinità dei miei prodotti. Grazie ai miei nonni viticoltori, sin dalla mia infanzia ho vissuto l’atmosfera della vita contadina maturando la passione per la terra e per le cose semplici e genuine. Questi elementi mi hanno portato poi in età adulta, dopo un cambio radicale di vita lavorativa, a seguire il loro esempio».

Una scelta maturata nel 2016, anno in cui Emanuele ha intrapreso l’attività di viticoltore, quando inizia il sogno di costruire la sua azienda agricola in Costigliole d’Asti dove produrre e vinificare le sue uve. Un sogno oggi diventato realtà. 

LA FARFALLA, L’AGRICOLTURA BIOLOGICA E IL RISPETTO PER LA TERRA 

Una farfalla che vola su una vite con radici profonde: è l’immagine simbolo scelta per trasmettere la filosofia dell’azienda. Sta a rappresentare la cura che si ha nel creare un prodotto di altissima qualità, genuino e sincero, nel rispetto del consumatore e dell’ambiente.

«Fin dai primi passi mossi da viticoltore, ho deciso di convertire la mia azienda all’agricoltura biologica – spiega Gambino - Non si tratta di una scelta legata alla redditività, ma esclusivamente una scelta di rispetto per l’ambiente, per la terra e per le persone che vivono la mia realtà e che consumano i miei prodotti».

I vigneti sono lavorati secondo i dettami dell’agricoltura biologica senza l’uso di prodotti di sintesi e diserbanti, favorendo la biodiversità e l’equilibrio naturale.

Questa filosofia e questo regime sono stato poi attuati di conseguenza anche in cantina e nella produzione dei vini.


LE VIGNE, LA VITICOLTURA SULLE COLLINE UNESCO

Le vigne dell’azienda agricola Emanuele Gambino si trovano tra le Langhe e il Monferrato, territori Patrimonio dell’Umanità Unesco, in una delle zone più vocate per la produzione del vino. Costigliole d’Asti è una delle patrie della Barbera d’Asti, mentre Santo Stefano Belbo è da sempre la patria del Moscato d’Asti.

Sono circa 13 ettari tra le due tenute di Costigliole d’Asti e Santo Stefano Belbo, dove vengono coltivate con varietà autoctone – barbera, nebbiolo, grignolino, nebbiolo, moscato – e internazionali – sauvignon, merlot, chardonnay. Da una vigna storica di oltre 40 anni nascerà dalla vendemmia 2024 un Nizza docg. Emanuele segue e accudisce personalmente i vigneti in regime di agricoltura biologica.


TENUTA PIANSREJ A SANTO STEFANO BELBO

“An Piansrej” è il toponimo del luogo dove nasce la tenuta della famiglia Gambino, che produce uva moscato e nebbiolo. La cascina è situata nello splendido anfiteatro delle colline delle Langhe di Cesare Pavese. Ci troviamo sotto la storica torre medievale di Santo Stefano Belbo e di fronte la collina di Moncucco, resa celebre dalla poesia di Pavese, “I mari del Sud”.

Acquistata dalla famiglia nel 2010, è stata oggetto nel 2012 di profondo rinnovamento, attraverso il reimpianto dei vigneti, prediligendo la varietà moscato bianco di Canelli. In seguito è stata convertita al regime di agricoltura biologica, ottenendo la relativa certificazione nell’anno 2019.

Qui Emanuele produce l’uva moscato che dal 2020 viene anche utilizzata per la realizzazione del Moscato secco Mò Frem®.


TENUTA SAN MARTINO A COSTIGLIOLE D'ASTI

San Martino è il nome della frazione del Comune di Costigliole d’Asti in cui si trova l’azienda agricola. L’antico cascinale che ospita la cantina, e i vigneti, sono posizionati su una cresta che da un lato domina la valle Tanaro con i suoi bellissimi Castelli, e al contempo risulta essere incastonata in un anfiteatro di rara bellezza, costellato da chiesette e campanili tra i vigneti e le dolci colline del basso Monferrato astigiano.

«Non è raro godere di un bellissimo tramonto sulle Alpi, uno spettacolo da togliere il fiato» sottolinea Emanuele.

Acquistata nel 2016, la tenuta è stata oggetto di profondo rinnovamento, attraverso il parziale reimpianto dei vigneti. Ora dispone di circa 8 ettari di vigneti con varietà autoctone quali barbera, nebbiolo e grignolino, e con varietà internazionali quali merlot, sauvignon blanc e chardonnay. Siamo a 270 metri sul livello del mare e i suoli sono perlopiù composti da argilla e calcare.

I vigneti sono attualmente in conversione: la certificazione biologica arriverà con la vendemmia 2024. 


LA CANTINA, DALLE BOTTI IN ROVERE ALLE ANFORE DI TERRACOTTA

La cantina è stata realizzata nell’antico cascinale di Costigliole d’Asti, ristrutturato di recente, e può contare su attrezzature all’avanguardia.

Assistito dall’enologo Claudio Dacasto e dall’agronomo Roberto Abate, Emanuele realizza piccole produzioni di nicchia con attenzione alla tradizione e al legame con il suo territorio, con un’alta cura del dettaglio.

L’attività di vinificazione avviene in vasche di acciaio. Gli affinamenti vengono svolti in botti, tonneaux e barriques di rovere e in anfore di terracotta.


MONVÌ WINE RELAIS, UN’ESPERIENZA DI LUSSO E BENESSERE 

Il Monvì Wine Relais è l’altra anima dell’azienda agricola di Costigliole d’Asti. Nata dall’esperienza sviluppata in altre strutture del Monferrato, Monvì incarna l’arte di accogliere nel suo DNA. Una dimora di charme con otto camere e due appartamenti con ambienti eleganti, raffinati e spaziosi, curati in ogni dettaglio. Completano l’offerta, una piscina panoramica immersa nel verde delle colline monferrine e avvolta dai vigneti, e un’area wellness con piscina idromassaggio, bagno turco, sauna e doccia emozionale. Info: www.monvirelais.com

                                                               Emanuele Gambino 



SCHEDA AZIENDALE

ANNO DI FONDAZIONE: 2016

PROPRIETÀ: Emanuele Gambino 

CONSULENZA AGRONOMICA: Roberto Abate

CONSULENZA ENOLOGICA: Claudio Dacasto


TERRITORIO 

REGIONE: Piemonte, Langhe e Monferrato

DENOMINAZIONI: Barbera d’Asti DOCG, Piemonte DOC

ETTARI DI VIGNETO: 13, di cui 4 ettari e mezzo coltivati a barbera


VINI

DOCG: Barbera d’Asti, Barbera d’Asti Superiore, Nizza 

DOC: Piemonte Merlot, Piemonte Sauvignon, Langhe Nebbiolo 

Vino Bianco Fermo Biologico Mò Frem (100% uve moscato bianco vinificato a secco) in versione acciaio e in versione anfora in terracotta (dal 2023 Piemonte Doc Moscato Secco).

 

CERTIFICAZIONI

Vigneti della tenuta An Piansrej di Santo Stefano Belbo: dalla vendemmia 2019 sono certificati biologici

Vigneti della tenuta San Martino di Costigliole d’Asti: attualmente in conversione. Dalla vendemmia 2024 saranno certificati biologici


AFFILIAZIONI

Consorzio della Barbera d’Asti e dei Vini del Monferrato, Consorzio I Vini del Piemonte, Associazione dei Produttori Biologici, Associazione di produttori Noi di Costigliole, Fivi Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti 


PRODUZIONE

25 mila bottiglie (con un potenziale di 70 mila)


EXPORT

 30% tot: Olanda, Belgio, Danimarca e Svizzera



Azienda Agricola Emanuele Gambino

Strada San Martino 3, Costigliole d’Asti 

Contatti: 0141 350698 | info@emanuelegambino.com


 

giovedì 20 giugno 2024

"CINEMA IN VIGNA" A COCCONATO DUE APPUNTAMENTI CHE UNISCONO LA MAGIA DEL GRANDE SCHERMO CON IL FASCINO DI UNA DELLE VIGNE STORICHE DELLA FAMIGLIA BAVA Il 6 e il 27 luglio 2024, a partire dalle 19

 


 


Appuntamento imperdibile con "Cinema in Vigna " nella vigna Bava di Tuffo, a Cocconato

"Cinema in Vigna" è l'evento estivo che unisce la magia del grande schermo con il fascino di una delle vigne storiche della famiglia Bava a Cocconato, nel Monferrato astigiano, da cui nasce il Monferrato Nebbiolo DOC Serre di San Pietro: due date in calendario, il 6  e il 27 luglio, per serate indimenticabili all'insegna del buon cinema con la possibilità di degustare vini Bava e Giulio Cocchi.

 

29 giugno: Aperitivo con Vermouth & Tonic e Proiezione de "Il Grande Gatsby"

L'appuntamento del  6 luglio inizierà alle 19, con un aperitivo a base di Vermouth & Tonic, in omaggio alla Settimana del Vermouth di Torino, immersi nella splendida cornice delle vigne Bava.

 

A seguire, alle 21, ci sarà la proiezione de "Il Grande Gatsby" (2013), diretto da Baz Luhrmann.

 

Il film, tratto dall'omonimo romanzo di F. Scott Fitzgerald, racconta la storia del misterioso e affascinante milionario Jay Gatsby (interpretato da Leonardo DiCaprio) e del suo ossessivo amore per Daisy Buchanan (Carey Mulligan). Un'opera che cattura l'essenza degli anni Venti americani con sfarzo e drammaticità, resa ancora più suggestiva dalla location della vigna.

 

 

27 luglio: Proiezione di "Un'Ottima Annata"

La serata del 27 luglio sarà dedicata alla proiezione di "Un'Ottima Annata" (2006), diretto da Ridley Scott.

 

Questa commedia romantica vede protagonista Russell Crowe nel ruolo di Max Skinner, un uomo d'affari londinese che eredita un vigneto in Provenza. Il film esplora temi di rinascita e amore, incorniciati da panorami mozzafiato e da un'intrigante trama che saprà incantare gli spettatori.

 

 

Informazioni e Prenotazioni

Entrambe le serate si terranno presso la Vigna Bava nella frazione di Tuffo, a Cocconato, luogo storico della coltivazione della vite per la famiglia Bava. 
Il prezzo per la proiezione, incluso il Vermouth & Tonic o un calice di vino con un cestino aperitivo, è di 15 euro a persona per ogni serata; 10 euro il ridotto, con un drink analcolico.
Chi lo desidera, può prenotare un cestino per la cena con un costo aggiuntivo.

I menu tra cui scegliere si trovano al link: https://www.bava.com/cinema-in-vigna-2024-da-bava-a-cocconato/

Prenotazione obbligatoria: benvenuti@bava.com o 0141907083.