Il museo “L’anima del vino”, ospitato all’interno del Centro Enoturistico “Il Risveglio del Ceppo” della Cantina Barbera dei Sei Castelli in regione Opessina 41 a Castelnuovo Calcea, entra ufficialmente a far parte di “Musei di Asti” la rete museale di Asti e provincia.
La presentazione ufficiale è prevista il 27 febbraio, dalle 18, al Centro Enoturistico, con un evento aperto a tutti a cui seguirà il consueto AperiVino, con l’abbinamento dei vini della Cantina a prodotti tipici del territorio.
L’ingresso del museo “L’Anima del Vino” nel circuito “Musei di Asti” è un riconoscimento importante che valorizza un progetto culturale unico nel suo genere, capace di unire arte, storia, paesaggio, memoria agricola e identità vitivinicola nel cuore dell’Astigiano.
“L’anima del vino” non è un museo tradizionale, ma un luogo di racconto e trasformazione, dove la storia della Barbera d’Asti prende forma attraverso opere d’arte realizzate con i ceppi di vecchie viti estirpate, restituite a nuova vita grazie alla sensibilità artistica di Ezio Ferraris. Le piante segnate dal tempo diventano sculture che parlano di fatica, stagioni, attese e legami profondi con la terra, offrendo al visitatore un’esperienza immersiva ed emotiva.
L’ingresso nella rete museale astigiana rappresenta un passaggio significativo per la Cantina Barbera dei Sei Castelli, che da anni affianca alla produzione vitivinicola un forte impegno nella promozione culturale e territoriale.
«Questo riconoscimento – afferma Maurizio Bologna, presidente della Cantina – ci rende particolarmente orgogliosi perché conferma la bontà di una visione che va oltre il vino come prodotto. “L’anima del vino” è un progetto che parla di identità, di rispetto per il lavoro dei vignaioli e di valorizzazione del nostro territorio. Entrare nella rete museale significa condividere questo patrimonio con un pubblico ancora più ampio».
Sottolinea il valore simbolico e tecnico del museo Enzo Gerbi, direttore enologo della Cantina: «Ogni ceppo racconta una storia agricola precisa, fatta di scelte, di climi, di annate, di uomini e donne. In questo museo il vino non è presente solo nel calice, ma è ovunque, nella materia, nelle forme, nell’energia che queste opere trasmettono. È un modo diverso e profondo di raccontare la Barbera d’Asti e il lavoro che c’è dietro a ogni sorso, dalla vigna alla Cantina».
Al centro del progetto c’è lo sguardo artistico di Ezio Ferraris, artista di Agliano Terme e autore delle opere esposte: «Ho sempre pensato che le vecchie viti non muoiano mai per davvero. Nei loro ceppi resta impressa la memoria del tempo. Trasformarli in opere d’arte ha significato, per me, ascoltare ciò che hanno ancora da dire e restituire loro una voce. Il fatto che questo museo entri nella rete museale è un segnale forte: la cultura contadina può dialogare con l’arte ed essere riconosciuta come patrimonio condiviso».
Con l’ingresso nella rete museale di Asti e provincia, “L’anima del vino” si consolida come punto di riferimento per un turismo culturale ed enogastronomico attento, consapevole e profondamente legato al territorio. Un luogo dove il vino continua a raccontarsi, anche quando non è più vino, ma memoria viva trasformata in arte.
Altre info: https://www.barberaseicastelli.it/museo
Altre info: https://www.barberaseicastelli.it/museo


