Pagine

lunedì 9 aprile 2012

"CANTINA PRIVATA" Grappe d'Autore dalla Distilleria Bocchino, ai vertici della qualità nel settore


La Distilleria Bocchino di Canelli, storico marchio  di distillati dal 1898, ha presentato recentemente la nuova strategia di comunicazione firmata dal Gruppo Armando Testa per la linea d’eccellenza “Cantina Privata”, una selezione delle migliori grappe affinate in barriques di rovere che Lazarito Bocchino collezionò a partire dal secondo dopoguerra e che va ad arricchirsi delle nuove Grappe di Vitigno del Piemonte, ottenute da un’accurata selezione di Nebbiolo delle Langhe e Moscato d’Asti.

La campagna di comunicazione “Cantine Private - Viaggio esclusivo nelle cantine private d’Italia” trova il suo fulcro in una docustory a puntate destinata alla rete e ai principali blogger di settore. Obiettivo del progetto è quello di raccontare il valore, la storia e la tradizione dell’azienda attraverso un viaggio nelle più importanti cantine private d’Italia, dove ristoratori, enologi ed esperti del settore collezionano l’eccellenza vitivinicola italiana e mondiale. Prima tappa di questo viaggio è la cantina privata di Paolo Trimani, proprietario della storica “Enoteca Trimani” di Roma, uno dei più antichi negozi di vini della Capitale che affonda le proprie radici nel lontano 1821.

Con questo progetto Distilleria Bocchino coglie l’occasione per presentare le Grappe di Vitigno del Piemonte, Nebbiolo delle Langhe e Moscato d’Asti, e le Selezioni di Annata 21, 18, 12 e 8 anni di questa linea Cantina Privata di alta qualità.

La distilleria canellese ha selezionato le migliori uve di Nebbiolo e Moscato d’Asti per realizzare due varietà di Grappe di Vitigno del Piemonte, vinificate secondo il  Metodo Carlo Bocchino: l’elegante Nebbiolo delle Langhe, ricavato esclusivamente dalla vinificazione di uve nebbiolo provenienti dai comuni di produzione di Barolo, e il Moscato d’Asti, frutto della vinaccia selezionata di uve Moscato d’Asti diraspata prima della distillazione. Disponibili anche nella versione elevata in barriques, questi due distillati acquistano le inconfondibili tonalità ambrate della grappa barricata, i profumi caldi, potenti e un sapore avvolgente, con sfumato ricordo di legno di rosa e di frutta esotica grazie alla permanenza per diciotto mesi in carati di rovere francese. Diversamente dalle grappe di monovitigno, le Selezioni di Annata 21, 18, 12 e 8 anni di Cantina Privata, messe in bottiglia solo nelle migliori annate, sono caratterizzate da un coupage costituito dal 65% di grappa di Nebbiolo da Barolo e Barbaresco, e dal 35% di grappa di Moscato d’Asti e rappresentano un grande  patrimonio di sapori e profumi maturati in barriques e resi preziosi dal trascorrere di un tempo lungo diversi decenni.

“La Cantina Privata rappresenta da sempre l’eccellenza della produzione Bocchino. Dietro ai lunghi affinamenti in barriques c’è un “mondo” di tradizione, passione e qualità che merita di essere raccontato e condiviso” ricorda  Carlo Micca Bocchino, Presidente e Amministratore Delegato Distilleria Bocchino -  “Con il Gruppo Armando Testa abbiamo definito un percorso di attualizzazione del marchio, partendo proprio dalla linea Cantina Privata, servendosi del suo riconosciuto prestigio come traino per il rilancio della nostra attività. Arrivando da una lunga pausa di silenzio riteniamo sia importante, nel percorso di comunicazione, ripartire da quei personaggi in grado di influenza il consumatore finale grazie alla loro esperienza e competenza,  determinando il successo di una marca, specialmente in un passaggio che segna la strada verso un nuovo posizionamento. Cantina Privata si farà portavoce dei valori che sottointendono il suo nome, sinonimo di segretezza, esclusività, collezionismo e per questo garanzia di pregio e di alta qualità”.

Sul sito  www.cantina-privata.it   è possibile seguire il “Viaggio esclusivo nelle cantine private d’Italia”, tramite video e gallery fotografiche, entrare nel vivo della Cantina e scoprire l’intera linea di distillati Cantina Privata: le Grappe di Vitigno del Piemonte e le Selezioni di Annata 8, 12, 18 e 21 anni. Ma non solo. Sempre su questo sito  la Distilleria Bocchino offre un servizio esclusivo per gli appassionati estimatori del marchio, la possibilità di personalizzare l’etichetta di Cantina Privata Riserva 21 anni con nome e cognome del destinatario. Una prestigiosa idea regalo senza tempo, per gratificare se stessi o gli altri con un distillato di altissimo livello.


venerdì 23 marzo 2012

Erio Grosso presenta :“Voli di rondine”, mostra permanente di pittura presso il ristorante “da Vinci” di Scurzolengo


                                          

L’artista astigiano  Erio Grosso (nella foto), propone una mostra permanente di un buon numero di sue opere selezionate presso l'accogliente ristorante "da Vinci" di Scurzolengo (At). .

La mostra titola “Voli di rondine” che è anche  il nome della serie di dipinti  dell’autore  nella quale  immagina scorci affascinanti di tetti case e città, come possono essere visti da una rondine in volo, di giorno e di notte, trasformando il paesaggio in un mondo colorato di grande poesia e di piacevolissima composizione visiva, tra astrattismo geometrico e figurazione.  

Un mix equilibrato e gradevole, che da anni incontra il favore del pubblico e che recentemente Erio Grosso ha ampliato,  inserendo anche vedute di metropoli e città identificabili facilmente. Le opere esposte saranno una quarantina e comprendono anche altre tematiche abitualmente da lui trattate.

Il ristorante “da Vinci” è un accogliente locale in via Marconi,31 a Scurzolengo, che oltre alle salette interne arredate con cura e molti oggetti del passato,  è dotato di  una grande veranda che consente di ammirare uno spettacolare panorama sulle colline del Monferrato.

Il nome del locale non ha a che fare con il genio del Rinascimento Leonardo, ma con lo chef Vincenzo La Padula, che la moglie Katia Lelli chiama familiarmente “Vinci”.

“Ho accolto con piacere l’invito dei simpatici Katia e Vincenzo ad esporre  i miei dipinti presso il loro bel ristorante – afferma Erio Grosso – come ho già verificato in precedenza, queste iniziative consentono di avvicinare un pubblico numeroso ed  eterogeneo , non solo composto da addetti ai lavori o collezionisti, ma più ampio e molto curioso, sono ben contento di incontrarlo. Far conoscere il mio lavoro e trovare nuovi amici”.


In orario di apertura del locale, l'ingresso e libero per vedere le opere esposte. Telefonare  allo 0141 203341 – 340 3431175  info@ristorantedavinci.net   www.ristorantedavinci.net  dove val sempre la pena fermarsi per una sosta gastronomica con un ottimo rapporto prezzo/qualità

Tutte le informazioni su Erio Grosso  e le foto delle sue opere sul suo sito www.gigarte.com/eriogrosso

                    "Venezia" la città lagunare vista da Erio Grosso con il suo particolare stile 




venerdì 9 marzo 2012

A Castelnuovo Belbo (At) un Museo dedicato a Francesco Cirio, pioniere dell’industria conserviera nazionale.

                                 Il Palazzo Comunale di Castelnuovo Belbo, sede del Museo





Presso il  Palazzo municipale di Castelnuovo Belbo, è stato inaugurato recentemente  il singolare  Museo civico “ Francesco Cirio” voluto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Garino, con il patrocinio della Regione Piemonte .
Si tratta di un singolare  museo  dedicato al fondatore dell’ Industria Italiana delle Conserve Alimentari che porta ancora oggi il suo cognome. Non tutti sanno che Francesco Cirio nacque a Nizza Monferrato (AT) nel 1836, per poi trasferirsi prima a Torino e poi nel Sud Italia,  dove c’era grande disponibilità di materia prima, in particolare i celebri pomodori “pelati” che si diffusero rapidamente in tutto il mondo.
L'esposizione è visitabile  gratuitamente tutti i giorni in orario d'ufficio e verrà aperta anche nei week-end.
Gerardo De Benedictis spiega molto bene la natura di questo originale e proprio  per questo molto interessante museo e fa venir voglia di andarlo subito a visitare:
 “Mi sono trovato a dover curare l’allestimento di questa” Permanente” quasi per caso.
 All’inizio l’idea di una mostra sui Pomodori in scatola mi era parsa priva di interesse.
 Man mano che inventariavo il materiale e cercavo di disporlo in ordine cronologico ,
 quasi con stupore ,scoprivo l’eccezionale “modernità” dell’impresa di questo illustre Italiano.
 Per prima cosa la scelta dei prodotti , la “pummarola”e poi il Caffè , entrambe emblemi dell’italianità .
 I primi vagiti del marketing , i gadget ,i punti e i premi per fidelizzare la clientela .
 Scelti con cura per stuzzicare donne e bambini , dal Moplen alle ceramiche Lenci dalla bambola in celluloide all’auto a pedali ,scorrendo i vari cataloghi presenti nella mostra potrete “sbirciare”da una finestra affacciata sulle cucine delle nostre madri e delle nostre nonne .
 Ma la cosa che mi ha letteralmente rapito è stata l’attenta cura della grafica , dall’eclettismo della fine dell’ottocento alla delicatezza del Liberty .
 La locandina “Noi fermiamo il tempo” dove una figura stilizzata trattiene le lancette di un orologio , splendido manifesto del futurismo.
 Per arrivare al barattolo “Cirio” ,precursore a mio avviso ,della famosa zuppa “Campbells “ di Warhol.
 Oggi ,purtroppo, triste icona del crak Cirio , sempre presente sulla scrivania dell’ex ministro Tremonti (1 giugno 2006) - Corriere della Sera
 Insomma una panoramica completa su un secolo di "Italia",assolutamente da non perdere!”

Nell'ambito del Museo si può anche ammirare la  Mostra  Personale fotografica permanente
di Marilena Gaffoglio
                                           ………i luoghi del cuore…….
“Credo davvero che ci siano cose che nessuno riesce a vedere prima che vengano fotografate”
                                                  (Diane Arbus)
Notizie sulla mostra e sull’autrice
Uno scatto che racconta un dettaglio, una sensazione, una vita, un percorso tra angoli e scorci di un Castelnuovo Belbo dove il tempo si è fermato per mantenere intatto il sapore di suggestioni antiche.
Marilena Gaffoglio vive a Castelnuovo Belbo dalla nascita. Il suo approccio alla fotografia inizia da adolescente frequentando un corso base presso un Circolo fotografico, ma soltanto qualche anno più tardi avviene l’esplosione della sua passione che la fa immergere nella pratica del suo hobby.
Fotografa ciò che il cuore le suggerisce. Attraverso un ritmo giocato sull'alternanza fra ritratti, luoghi, simboli, evocando ricordi, vuole cogliere l’anima del paese, l’impronta che ognuno dovrebbe portare dentro, mediata dal suo occhio umanamente coinvolto.
La nuova luce posata su angoli e dettagli a volte curiosi,  altre sconosciuti o dimenticati, vuole trasmettere l’essenza della “ castelnovesità ”.
Predilige l’utilizzo del b/n, per cogliere i contrasti e i toni senza la distrazione delle variazioni cromatiche, enfatizzando il soggetto, in modo tale da conferire ad immagini
attuali un’atmosfera d’antan.
                                                                                                                                
                             Veduta di Castelnuovo Belbo fotografata da Marilena Gaffoglio






mercoledì 15 febbraio 2012

La Cantina di Vinchio e Vaglio Serra continua il percorso di "Arengo" Barbera Piemonte anche in bag-in-box

Martedì 14 febbraio giorno di San Valentino, è uscita sul mercato la Doc Piemonte Barbera “Arengo” che la Cantina Sociale di Vinchio e Vaglio Serra ha prodotto per il secondo anno, dopo il confortante debutto del 2011 (40mila bottiglie vendute in undici mesi) che ha visto la cooperativa presieduta da Lorenzo Giordano avviarsi sulla innovativa strada della nuova Doc Piemonte, che consente di vinificare un prodotto fresco, fruttato e fragrante a prezzi contenuti e senza alcun intervento di “sottrazione” alcolica da ciò che il vigneto ha naturalmente creato. Quest'ultimo è un aspetto che giudico importante, in quanto personalmente ho poca simpatia per i vini "dealcolati", d'accordo che occorre far fronte allo spauracchio dell'etilometro e sta diventando di moda il vino "leggero" (da qui anche il successo di molti spumanti) ma un vino come la Barbera per mantenere le sue migliori caratteristiche organolettiche deve essere naturale, altrimenti diventa un altra cosa, più vicina alla bibita.  Nel mondo della Barbera, a dire il vero non molto dinamico da almeno tre anni, questa Cantina ha l'indubbio merito di cercare nuovi percorsi.
“Con quest’anno – ha affermato il presidente Giordano durante l’anteprima di Arengo riservata ai giornalisti – andiamo sul mercato con le confermate convinzioni che ci avevano ispirato la nascita di questo vino. Un prodotto che mantiene intatte le tradizioni di qualità della nostra cantina e che al contempo ci consente di stare al passo con il mutare dei gusti dei consumatori che oggi chiedono un vino non particolarmente importante ma piacevole, fresco e non particolarmente costoso”.

Della filosofia che sta alla base della produzione di “Arengo” ha parlato il suo ideatore  Giuliano Noè, espertissimo wine-maker da oltre trent’anni ispirata guida tecnica della Cantina che, con al fianco il direttore Ernestino Laiolo, il vicepresidente Giuseppe Balbo e l’Export Manager, Emiliano Morando, ha sottolineato come sia necessario per il rilancio della Barbera riuscire a darle un’identità precisa che non faccia espresso riferimento al vitigno. “Arengo – ha affermato Noè – è la giusta risposta a questa esigenza. Un’operazione non facile in quanto è stato necessario utilizzare tutto ciò che la moderna tecnologia di cantina offre per poter “piegare” la Barbera ad essere pronta già a febbraio senza interventi di tipo chimico o “meccanico”. Alla fine ci siamo riusciti grazie alle tecnologie di cui la Cantina è dotata ed alla convinta collaborazione di tutti i vignaioli soci”.

Per “Arengo” la novità di quest’anno è la possibilità di acquisto non soltanto nella tradizionale bottiglia da 0,75 litri, ma anche in un bag-in-box da tre litri, estremamente comodo e particolarmente conveniente sotto il profilo del prezzo. “Le vendite dello scorso anno sono andate bene – ha spiegato il direttore Lajolo – ma noi vorremmo fare di più e crediamo che la possibilità di avere anche il bag-in-box possa essere un ulteriore incentivo all’acquisto da parte dei i consumatori, anche non italiani. La Cantina vende infatti ormai all’estero il 30% delle sue etichette (circa 500mila bottiglie e 70mila bag-in-box), compresa quella di Arengo. D’altra parte oggi abbiamo la possibilità, se il mercato ce le chiedesse, di produrre più di centomila bottiglie di questo vino”.

“Arengo”, la cui data di uscita sul mercato sarà  sempre quella del 14 febbraio, costa in Cantina 4 euro la bottiglia e 6,35 euro il bag-in-box da 3 litri. Prezzi interessanti allineati però  alla serietà e qualità che la Cantina di Vinchio e Vaglio Serra ha sempre saputo esprimere nel suo ormai lungo percorso.  Quotazioni non troppo al ribasso  (2 euro ed anche meno) come si vede purtroppo con certe bottiglie di "Barbera"  di dubbia origine  vendute dalla GDO o nei Discount.





BREVE SCHEDA DELLA CAN TINA SOCIALE DI VINCHIO E VAGLIO SERRA

Fatturato 2010/2011 (31/7)                      7.800.000 euro (di cui un terzo all’estero)

Bottiglie vendute                                       1.589.799

Bag in Box venduti                                  217.731



Soci:                                     187                 Ettari 420 (di cui 295 a Barbera)

Vendemmia 2011               Quintali 25.700                               Ettolitri 26.711



Prezzo medio uve conferito ai soci (2010)                6,14 euro al miriagrammo

Prezzo medio uve Barbera d’Asti (2010)                   7,04 euro al miriagrammo



Info: 0141.950608, 348.5131079, 348.5131077



                                A destra del presidente Giordano, l'enologo Giuliano Noè

sabato 28 gennaio 2012

“Valori e modelli nello sport “Una ricerca con Stefania Belmondo a cura di Renato Grimaldi



Collana: Percorsi di ricerca - Franco Angeli Editore

Sarà nelle librerie dal 1° febbraio un importante volume stampato da Franco Angeli Editore di Milano, di sicuro interesse per tutti coloro che gravitano nell’articolato mondo dello sport e non solo.
Questo lavoro mette in campo il potenziale della ricerca sociale e insieme
la testimonianza di atleti consapevoli della responsabilità pubblica che deriva dalla loro stessa personale popolarità. Occorre saper intercettare e occorre voler comprendere i mutamenti che interessano il sistema sportivo e che non sempre incontrano risposte efficaci in termini di attenzione collettiva e di politiche pubbliche. I ricercatori sociali possono anche in Italia, come già avviene altrove in Europa, contribuire a una piccola rivoluzione culturale.
Lo sport italiano ha bisogno di un occhio sociologico e di una sociologia capace
di dialogare con altre competenze. Uno sguardo che si posi sul territorio, sulle fasce di età più giovani, sullo sport ignorato dai broadcaster televisivi e dall’idolatria giornalistica del campionismo costituisce un contributo prezioso.
[…] I tremila ragazzi piemontesi che hanno fornito alla ricerca i suoi preziosi contenuti empirici abitano un arcipelago dello sport che avrà sempre più i colori e le forme di un caleidoscopio. Forse è tempo che di questa metamorfosi si accorgano le istituzioni, i decisori, un’opinione pubblica meno distratta. […] L’indagine empirica include un’esperienza di osservazione partecipante che conferisce all’analisi un’impronta straordinaria perché affidata a una campionessa come Stefania Belmondo. Un’atleta che ha onorato l’alta competizione italiana e che ha voluto mettere a disposizione del gruppo
di ricerca la propria esperienza, rendendola occasione per una vera e propria rappresentazione corale dell’immaginario sportivo. Un racconto biografico che propone ai ragazzi una storia di emozioni, di sacrifici, di tanti successi e di qualche delusione. Una storia che si sviluppa in un contesto territoriale, quello piemontese, che ha storicamente rappresentato l’incubatrice e  poi il laboratorio dello sport nazionale.
 (Dalla Prefazione di Nicola Porro)

Renato Grimaldi, coordinatore della ricerca, nato a Cossano Belbo, risiede da anni ad Asti ed è professore ordinario di Metodologia e tecnica della ricerca sociale e preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Torino. Svolge la sua attività di ricerca presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione e della Formazione,
di cui è stato direttore. Per Franco Angeli ha recentemente pubblicato Metodi
formali e risorse della Rete (2005) e Disuguaglianze digitali nella scuola  (2006).
 Indice del volume: 430 pagine di cui due sedicesimi di foto a colori
 Prezzo di copertina 42 euro

Presentazione, di Paolo Fausto Barcucci, Giorgio Chiosso, Alberto Cirio,
Andrea Comba, Francesco de Sanctis e Gianfranco Porqueddu
Prefazione, di Nicola Porro
Introduzione, di Renato Grimaldi

I. Il quadro teorico
Un corpo mai perfetto: un’ostinata esplorazione di possibilità, di Francesco
Remotti
Lo sport, laboratorio di enhancement, di Paola Borgna
Sport e valori nella prospettiva sociologica: alcuni elementi di scenario, di

Simona Tirocchi
Valori e modelli nello sport: la ricerca sul campo, di Renato Grimaldi
Problemi di metodo e strumenti di ricerca, di Alberto Borraccino

II. La ricerca: risorse, media e valori
Strutture e risorse per lo sport nella scuola: gli Istituti comprensivi del

Piemonte, di Simona Maria Cavagnero
La pratica sportiva come risorsa sociale: gli studenti piemontesi, di Maria
Adelaide Gallina

Dal fenomeno Mediasport alla Mediasport education, di Simona Tirocchi

Correre, saltare, pensare: i profili dei ragazzi che fanno sport, di Roberto Trinchero
Pratica sportiva e fruizione televisiva: ricerca di tipologie, di Claudio Masiero
I valori nello sport, di Alberto Borraccino
I valori e le regole dello sport, di Alberto Parola

III. La ricerca: modelli, regole e rappresentazioni
Il mio campione preferito: esercizi di proiezione in un mito, di Enzo Belforte
“Scrivi una regola che conosci”, di Marco Bay
“Io e lo sport: ecco come lo raffiguro”. Una lettura psicologica attraverso i

disegni, di Lucia Attolico e Katiuscia Greganti
“Io e lo sport: ecco come lo scrivo”. Analisi dei testi, di Enzo Belforte
Stefania Belmondo, una maestra speciale, di Antonella Saracco
Valori e modelli per vincere, di Stefania Belmondo
Il ruolo della scuola nello sport, di Luisa Cavallo e Anna Motta
La ricerca per immagini, di Renato Grimaldi
Gli autori


                                                Stefania Belmondo e Renato Grimaldi