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venerdì 27 marzo 2015

A casa Coppo si celebra La Vie en Rosé - a Canelli da sabato 11 aprile


 

           Dall’11 aprile al 24 maggio una serie di iniziative             celebrano le donne e il lato “rosa” del vino

A Canelli (At), le splendide gallerie sotterranee di Coppo, recentemente riconosciute dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità, da metà aprile a fine maggio saranno l’inedito set di una serie di appuntamenti “en Rosé”.
Ogni anno, è tradizione che la storica azienda di Canelli organizzi una festa di primavera “a tema” per celebrare vini e prodotti gastronomici d’eccellenza. L’edizione 2015, sulla suggestione della celebre canzone di Edith Piaf, sarà intitolata La Vie en Rosé e vedrà il susseguirsi di una serie di eventi dedicati alla celebrazione della donna e del lato più “rosa” del vino. Un tema che sarà approfondito anche nel suo aspetto più sociale, diventando un’occasione di sensibilizzazione per la difesa della donna: il ricavato dell’evento finale verrà infatti devoluto alla Fondazione Doppia Difesa Onlus, presieduta da Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker, la cui finalità è quella di aiutare le donne vittime di violenze e abusi. 
Il primo appuntamento in ordine di tempo sarà sabato 11 aprile alle ore 17 con il vernissage della mostra Scatti Unici: un’esposizione di polaroid giganti che ritraggono alcuni dei più celebri volti femminili del mondo dello spettacolo.

Il progetto nacque nel 1996, quando Gillo Pontecorvo, allora direttore della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, decise di allestire nel foyer del Palazzo del Cinema una speciale mostra fotografica. L’agenzia Photomovie ideò il progetto Unique Celebrity Pictures: utilizzando una rarissima Polaroid gigante, in grado di scattare foto di formato 50x60 cm, realizzò i ritratti ufficiali delle star presenti al festival. Per la sua eccezionalità e singolarità, il progetto verrà prolungato per 10 anni e poi esportato ai festival di Berlino, Cannes, Taormina, ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento, formando una collezione di ritratti unica e irripetibile.
È da questa collezione privata che provengono le mega polaroid esposte durante la mostra: una ventina di scatti che ritraggono vere e proprie icone della femminilità, tra le altre, Monica Bellucci, Penelope Cruz, Michelle Hunziker, Gianna Nannini e Nicole Kidman. 
La mostra sarà aperta al pubblico ogni sabato e domenica dall’11 aprile al 17 maggio

Il punto di arrivo di questo percorso dedicato alla celebrazione della donna sarà la grande degustazione di vini rosati il 23 e 24 maggio. Dalle 10:30 alle 19:00, presso le storiche cantine Coppo, si potranno degustare i rosé, nella versione ferma e spumante, di importanti produttori internazionali come Arunda, Billecart-Salmon, Ca’Maiol, Chateau Vannières, Pojer e Sandri, Proprietà Sperino e Ronco del Gelso. Non mancheranno inoltre le eccellenze gastronomiche di Prosciuttificio Ghirardi (Emilia), I Formaggi del Boschetto (Liguria), Fattorie Fiandino (Piemonte), Frantoio Sant’Agata (Liguria) e Cioccolato Bodrato (Piemonte), che saranno abbinate ai vini di Casa Coppo. 
La Vie en Rosé avrà anche un lato social. Dall’11 aprile al 24 maggio, tutti coloro che realizzeranno un tweet contenente l’hashtag #coppowines e parteciperanno agli eventi in azienda, potranno ritirare uno speciale omaggio firmato Coppo. 
Per info e prenotazioni:
www.coppo.it

                                          immagini delle Cantina Coppo a Canelli


lunedì 23 marzo 2015

Il Consorzio ribattezzato: "BARBERA D’ASTI e VINI DEL MONFERRATO"


Nella foto: un momento dell'incontro presso il VinItaly a Verona
 

Cambio d’identità e una campagna di promozione in Usa
La presentazione domenica 22 marzo, nell'ambito del VinItaly

Il Consorzio dei Vini d’Asti e del Monferrato cambia identità e punta tutto sui mercati internazionali dove registra una costante crescita, con una vera e propria impennata negli Usa, divenuto primo mercato d’esportazione. La parola d’ordine, anche oltre confine, sarà Barbera, con un messaggio forte e chiaro ai consumatori sin dalla scelta del nuovo nome che sarà, non a caso, Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. Una definizione che porta con sé il punto cardine della mission per il futuro: identificare ancor di più il territorio di Asti con il suo vino simbolo che farà ancor più da traino alle altre eccellenze di quest’area vinicola. L’annuncio del nuovo corso, a cui si accompagna l’avvio della campagna di comunicazione dal titolo “MY NAME IS BARBERA, AND I HAVE A STORY TO TELL”, è stato dato domenica 22 marzo, durante la prima giornata dell’edizione 2015 di Vinitaly, in una conferenza stampa che ha unito interventi di alto livello e degustazioni stellate. Il Consorzio ha saputo dunque cogliere i segnali giunti dai mercati: quelli stranieri, e gli Usa in testa, prediligono sempre di più la Barbera d’Asti di cui, nel 2014, sono state prodotte 22.000.000 bottiglie da 0,75 litri.
A parlare sono i dati dell’analisi effettuata dallo stesso Consorzio e ricavati da un campione di 100 tra le più importanti aziende produttrici di Barbera d’Asti: le vendite interne ed estere del Barbera d’Asti sono pressoché paritarie. Dal 2008, in cui l’Italia assorbiva il 55,93% della produzione di questo vino contro il 44,07% dell’estero, si è passati ad un 2014 in cui le esportazioni hanno raggiunto quasi il 50% con il 49,42%. Il trend di crescita più significativo si è registrato negli Usa: se nel 2010 questo mercato costituiva solo il 10% del totale, nel 2014, infatti, è salito al 22%, scalando ben 4 posizioni e superando la Germania che da quattro anni era al primo posto.
Da qui la decisione del Consorzio di valorizzare la sua Docg di spicco con una serie di progetti di stampo internazionale, come il lancio della nuova campagna “MY NAME IS BARBERA” che approderà anche sulle pagine dell’autorevole rivista americana Wine Spectator a partire da maggio.
Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ha messo in agenda nuovi progetti anche per la comunicazione sui canali web e social: lo slogan della campagna diverrà anche un blog (mynameisbarbera.com) e profili con lo stesso nome prenderanno vita su Facebook, Twitter, Pinterest, Youtube e Instagram.
L’iniziativa digitale vedrà la partecipazione della giornalista e sommelier Francesca Rosso e di un ospite americano, John Murnane, esperto di turismo culturale e ristorazione. I due blogger, che cureranno tra le altre la sezione Landscapes, andranno alla scoperta dei luoghi in cui nasce la Barbera d’Asti – un territorio nella lista Patrimonio Unesco – per raccontarne i paesaggi, i sapori e le storie, da cui emana la passione per la viticoltura. Le due sezioni del blog ─ Lifestyle e Taste ─ si dedicheranno all’aspetto gourmet, con suggerimenti enogastronomici: dall’aperitivo agli abbinamenti di vino e cibo, tutto all’insegna di una sana convivialità e di un consumo moderato e gradevole. Ai volti della Barbera e alle loro storie sarà invece dedicata l’area People. Per presentare questa serie di progetti dal respiro internazionale, domenica 22 marzo, si sono alternati gli interventi del presidente del Consorzio Filippo Mobrici, che ha illustrato i programmi che sono sul tavolo in Italia e nel mondo, e il suo vice Stefano Chiarlo che ha annunciato la volontà di rendere la comunicazione efficace in ogni canale con particolare attenzione ai giovani consumatori e al loro linguaggio. Tra i contributi quelli di professionisti del calibro dell’enologo Ezio Rivella, Stevie Kim, managing director di Vinitaly International, Cathy Huyghe, giornalista americana della rivista Forbes, e di figure istituzionali come il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e dell’assessore all'Agricoltura della Regione Piemonte Giorgio Ferrero. Durante l’evento si è potuto assistere al monologo “Barbera d'Asti, una storia da raccontare”, realizzato da Federico Francesco Ferrero, vincitore di MasterChef Italia 2014. Medico chirurgo nutrizionista, autore di libri e “food-teller” con un’importante esperienza nel campo dell’alimentazione, Federico Francesco Ferrero ha raccontato le emozioni che questo vino sa suscitare, in quanto memoria di un territorio ed espressione del suo spirito di convivialità. Dalla creatività dello chef Walter Ferretto, del ristorante stellato Il Cascinalenuovo di Isola d'Asti, sono nati invece gli innovativi abbinamenti che hanno messo in luce tutta la versatilità del vino prodotto tra i saliscendi del Monferrato, area divenuta Patrimonio Unesco.
 

sabato 21 marzo 2015

L’ICIF presenta ‘Nutrito’:dal web il nuovo impegno per produrre un domani di qualità


                            
 
Venerdì 20 marzo, presso l'Aula Magna, Orangerie Icif – Castello di Costigliole d’Asti è stata presentata una nuova importante iniziativa de  LItalian Culinary Institute for Foreigners (ICIF).  Una scuola di alta cucina che ha già formato e continua a farlo centinaia di  giovani cuochi provenienti da tutto il  mondo,  che apprendono tutti i segreti della grande cucina italiana e dei suoi principali prodotti agroalimentari che ne sono la base, trasformandosi così nei migliori e più qualificati ambasciatori del Made in Italy del settore.
Ospite d'onore dell'incontro con i giornalisti  è stato Andrea Olivero, Viceministro alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali , che si è complimento per la struttura e l'operatività dell'Istituto.
Olivero è stato introdotto da Piero Sassone, Presidente ICIF . che ha tra l'altro sottolineato che il progetto di realizzazione di NUTRITO MAGAZINE sia stato l'unico ad essere approvato dal Ministero per il Piemonte.
Giovanni Borriero , sindaco di Costigliole d'Asti, importante centro collinare che vanta la maggior estensione viticola del Piemonte, ha ricordato l'importante collaborazione con L'CIF in funzione dell'incremento del  turismo enogastronomico e per la conoscenza a livello internazionale dei vini e degli altri prodotti agroalimentari del territorio, ancor più importante in occasione dell'EXPO e dell'entrata nel giugno 2014 delle colline di Langhe.-Roero e Monferrato nel patrimonio tutelato dall'Unesco.

 

Il  nuovo portale promuove il made in Italy, il gusto e il sapore italiano. Un punto di confronto per le molteplici risorse che ruotano intorno alla nostra enogastronomia.
Con il patrocinio dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali nell’ambito delle iniziative collaterali di Expo Milano 2015.
     

‘Nutrire il pianeta’ è la sfida lanciata da Expo Milano 2015.
L’Italian Culinary Institute for Foreigners (ICIF) raccoglie la sfida e risponde con Nutrito.
NUTRITO MAGAZINE
è, infatti, la nuova iniziativa web a cura dell’ICIF.

Il progetto è patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole nell’ambito delle iniziative collaterali di Expo Milano 2015. Magazine web, portale e molto altro ancora: sono numerose le definizioni per illustrare cosa è Nutrito e quale vuole essere il suo impegno.
Per precisare qual è la mission di questo nuovo strumento web si possono utilizzare tre semplici definizioni.

Nutrito è una finestra aperta sul panorama dell’enogastronomia italiana. Un mondo in continua crescita, le cui potenzialità effettive sono ogni giorno da ridefinire: la ricchezza dei nostri territori, il talento di chef e sommelier, la forza e la vision della nostra imprenditoria di settore (produttori, distributori, food and beverage manager, aziende agricole,  consorzi...), il desiderio delle nuove generazioni di crescere e dare il meglio di sé.

Nutrito è un canale aperto e ricettivo. Prodotti, professioni, servizi: una rete di soggetti che devono operare in sinergia, fare sistema per affermare non solo le competenze del made in Italy, ma anche la cultura, la tradizione, la filosofia che costituiscono un valore aggiunto, in grado di trasformare la qualità in eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Nutrito nasce e si sviluppa come un canale privilegiato per mettere a confronto opinioni, dati, analisi di settore, indagini scientifiche e di mercato, voci autorevoli che ruotano a 360° in questo settore.
Al centro, come sempre, l’Italia e l’italianità: al di là di ogni retorica, si tratta di un brand protagonista sul mercato in tutte le sue varianti.

Nutrito,   per concludere, è un manifesto d’intenti, sintetizzato dal payoff: Produciamo un domani di qualità. Questo futuro è l’orizzonte del made in Italy, alimentato dai valori del rispetto per il prodotto, rispetto per i consumatori, rispetto per la terra e per il lavoro. Una ricchezza che non conosce crisi, ma solo evoluzione, della quale Nutrito vuol essere motore, testimone e cassa di risonanza.
Buona navigazione.

    

da sin.: Andrea Olivero, Giovanni Borriero, Piero Sassone presentano il nuovo portale
 
altra immagine della presentazione con un gruppo di cuochi coreani che stanno frequentando attualmente  i corsi dell'ICIF
 

 


 

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sabato 7 marzo 2015

Ad Asti "Alle origini del gusto. Il Cibo a Pompei e nell’Italia antica" fino al 5 luglio

L’idea di una mostra ad Asti sull’alimentazione nel mondo antico si ispira alle linee guida dell’Expo 2015 di Milano: “Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita”, quando ricordano che “la qualità e la genuinità del cibo vanno di pari passo con la tradizione consolidata nelle attività di coltivazione e di allevamento dei popoli e delle comunità locali, frutto di esperienze millenarie sulle quali oggi si innestano forti innovazioni scientifiche e tecnologiche”.

Oggi come in passato, il cibo è uno dei principali fattori che qualificano una civiltà, strettamente connesso alla sfera sociale e religiosa, concorre alla creazione del senso di appartenenza e a quella che definiamo “identità culturale”, e da lì alla comunicazione interculturale.
La mostra, Alle origini del gusto. Il Cibo a Pompei e nell’Italia antica, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e Fondazione Palazzo Mazzetti, curata da Adele Campanelli e Alessandro Mandolesi, conduce il visitatore in un viaggio alle origini del comportamento alimentare italiano in un contesto, Asti e il suo territorio, rinomato per una produzione agro-alimentare che affonda le radici in un passato ricco di testimonianze locali.
 
Partendo dall’invito a un banchetto di età romana in un itinerario a ritroso nel tempo, anche attraverso approfondimenti su alcuni significativi prodotti della terra (grano, olio, vino) si compone un quadro esaustivo delle abitudini alimentari e produttive dei maggiori popoli antichi che vissero in Italia.
Un’impostazione innovativa e originale basata sull’incontro fra archeologia e tecnologia dove le ricostruzioni delle attività e delle consuetudini alimentari dei Romani focalizzeranno, di volta in volta, situazioni singolari relative alle altre importanti civiltà che si sono sviluppate sul territorio italiano: dai Greci agli Etruschi, fino agli Italici. Le conoscenze sulla produzione e sulla cucina romana, e in parte anche greca ed etrusca, sono vaste e basate su fonti di natura molteplice: letterarie, archeologiche, paleo-ambientali. I testi scritti in particolare sono numerosi: si cita a titolo esemplificativo il noto manuale di ricette pervenutoci sotto il nome di Apicio, o la cena di Trimalcione nel Satyricon di Petronio oppure la Edifagetica di Archestrato di Gela, una specie di prima guida gastronomica del mondo antico, ma l’elenco potrebbe continuare a lungo. Notevole anche il corpus delle informazioni fornite dall’archeologia, soprattutto la quantità di dati dall’area vesuviana: Pompei, Ercolano e Stabia centri seppelliti dall’eruzione del 79 d.C. restituiscono rappresentazioni figurate, ambienti completi di arredamenti, impronte di coltivazioni, reperti botanici, zoologici e anche veri cibi carbonizzati.
 
Una sequenza di luoghi e di ambientazioni collegati al consumo, all’elaborazione e alla produzione degli alimenti, corrispondenti alle varie sezioni espositive con un taglio mirato ad illustrare sia la preparazione e la presentazione dei cibi sia le tecniche di coltivazione con la ricostruzione di un antico paesaggio agrario italiano.
In occasione della mostra è possibile visitare la domus romana di via Varrone della seconda metà del I secolo d.C., situata presso la porta urbica occidentale (Torre Rossa) dove terminava il decumano massimo (coincidente con l’odierno Corso Alfieri). Tra i resti della costruzione, riaperta al pubblico con un allestimento aggiornato, è di particolare interesse il tappeto a mosaico che decorava il pavimento della sala da pranzo (triclinium).
Il programma didattico atto a coinvolgere gli studenti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado si sviluppa attraverso visite guidate condotte da operatori specializzati e laboratori impostati su diversi livelli di approfondimento.
Un inedito ciclo di conferenze, sarà dedicato ad alcuni aspetti dell’alimentazione  nell’antichità e avrà inizio nel mese di marzo per proseguire, con cadenza mensile, fino a giugno. Più in particolare si parlerà, tra l’altro, di vino, olivocultura, produzione olearia, ma anche dell’alimentazione a Pompei grazie ai risultati degli studi su reperti organici e vegetali (come semi, frutti e pane, sopravvissuti all’eruzione del 79 d.C.), e del cibo consacrato alle divinità.
 
 

Alle origini del gusto… InContemporanea e gli eventi collaterali.

La mostra ha ispirato l’estro di sei artisti contemporanei che hanno sposato con entusiasmo questa iniziativa che fin da subito ha avuto il sapore di una sfida; l’arte contemporanea incontra l’archeologia dandosi appuntamento in un luogo inusuale: il bookshop di Palazzo Mazzetti.
Sensibilità, forza espressiva e grinta hanno preso così la forma delle creazioni di Roberto Amadè (cantautore e pittore), Simone Bordino (orafo), Gian Genta (scultore), Roberto Giannotti (designer e scultore), Paola Rattazzi (pittrice) e Sergio Unia (scultore).
Dalla geniale penna dell’artista livornese Luca Vinciguerra (pittore e scultore – www.eg-idea.com) è nata invece l’originale mascotte “Coco” che promette di diventare il simbolo di un ricco calendario di iniziative collaterali alla mostra (cene a tema presso i ristoranti convenzionati, laboratori di archeo-cucina, divertenti eventi rivolti ai bambini e alle famiglie e molto altro ancora) da condividere anche attraverso i social seguendo l’hashtag #originidelgusto e la pagina Facebook di Palazzo Mazzetti.
 
 

Info e prenotazioni

199.15.11.21 (dall’estero 02.89096942)

www.palazzomazzetti.it

 Date e orari

7 marzo – 5 luglio 2015

Da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30.
Lunedì chiuso ad eccezione di lunedì 6 aprile.
La chiusura della biglietteria è prevista un’ora prima.
Biglietti
Comprensivi del servizio prenotazione e della visita a Palazzo Mazzetti
€ 10,00           intero
€ 8,00             ridotto per gruppi superiori alle 15 unità, maggiori di 65 anni, titolari di apposite convenzioni
€ 6,00             ridotto per minori di 18 anni
€ 3,00             ridotto speciale per scolaresche delle scuole elementari, medie e superiori
Gratuito          per minori di 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, due accompagnatori per scolaresca
Attività didattiche
Su prenotazione per gruppi fino a 25 unità (oltre al prezzo del biglietto ridotto speciale per scolaresche)
€ 60,00          scuole, visita guidata
€ 80,00          scuole visita guidata abbinata a laboratorio
Visite guidate
Su prenotazione per gruppi fino a 25 unità (oltre al prezzo del biglietto)
€ 100,00       gruppi
€ 120,00       gruppi in lingua
€ 5,00           quota individuale di partecipazione alle visite fisse
 
La mostra, posta sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Piemonte e della Provincia di Asti, è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e Fondazione Palazzo Mazzetti, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta la Soprintendenza speciale per Pompei Ercolano e Stabia, la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e il Comune di Asti.; si avvale della collaborazione di Civita per l’organizzazione e la comunicazione; l’allestimento è di Percorsi di Luce, il catalogo è edito da Marsilio.
 PALAZZO MAZZETTI - Corso Vittorio Alfieri N° 357- 14100 ASTI / Tel. 0141 530403 / Fax 0141 599678                

 

giovedì 5 marzo 2015

LIMONTE - nuovo Grignolino d'Asti di "Braida" Giacomo Bologna





Il Grignolino è un vino rosso  che vanta una storia plurisecolare, che nasce dall'omonimo vitigno autoctono piemontese coltivato principalmente nel Monferrato e nell'Astesana.
Un vino non "facile" e neppure "ruffiano",  come sanno essere molti altri, ma con una personalità spiccata e particolare che, se ben espressa in bottiglia dal produttore, diventa accattivante e meritevole di scoperta.
Tra i pochi rossi che si abbinano perfettamente ai piatti a base di pesce, è piacevolissimo da bere nella stagione calda "fresco di cantina", spesso in grado  di accompagnare con disinvoltura l'intero pasto.
E' importante che un'azienda vitivinicola pluripremiata e conosciuta a livello internazionale come "Braida" Giacomo Bologna di Rocchetta Tanaro (AT),  continui a puntare sul Grignolino, facendo così da traino al suo rilancio sui mercati.
 
 
La nuova etichetta sarà presentata in occasione di due importanti Fiere
Prowein (Düsseldorf, Germania) 15-16-17 Marzo
Braida è presente nello stand di VIP WEINE – Hall 16 – J55

& degustazione TRE BICCHIERI 14 Marzo 2015 Botschaft Cecilienallee 5 Düsseldorf
Vinitaly (Verona, Italia) 22-23-24-25 Marzo  Padiglione Piemonte 10-H4

"Avere cura di quanto di autoctono abbiamo e conservare, rivalutare sono azioni chiave che ci spingono a impegnarci sempre di più su questo storico vitigno della nostra terra" - precisano da Casa Braida - prende vita il progetto Limonte, il nuovo vigneto che darà da quest’anno anche un nome nuovo al vino. Normalmente impiantato in terreni leggeri e sciolti, il Grignolino viene da sempre identificato con caratteristiche di finezza e leggerezza.

Il nostro nuovo vigneto, al contrario, cresce in un terreno molto ricco in argilla e limo (da quest’ultimo il nome della collina) per conferire all’assaggio maggiore polposità e croccantezza, unite ad un bouquet più ampio, con netto sentore di ciliegia, albicocca, rosa e spezie delicate. Affinamento di 4 mesi in acciaio più 2 in bottiglia".

Già dalla descrizione vien voglia di degustarlo.....sarà sicuramente un successo.  Intanto la celebre Barbera "Bricco dell'Uccellone" creatura dell'indimenticato Giacomo Bologna, festeggerà la trentesima annata in commercio (1982-2012) in cui ha deliziato i palati di chi ama i grandi vini.