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martedì 10 aprile 2018

"VISI DI-VISI" Personale di Ivan Cattaneo a Vercelli. Dal 14.04.18 al 13.05.18



 

S’inaugura sabato 14 aprile, alle ore 18.00, la personale di Ivan Cattaneo “Visi di-visi”,  allestita nella Casa d’Arte Viadeimercati di Vercelli, in via Morosone, 3
Parlare di Ivan Cattaneo come personaggio pubblico sarebbe superfluo mentre parlare del Cattaneo Artista della Pittura è meno scontato e, per certi versi, ancora più interessante.

Al vernissage l’Artista sarà presentato da Mimmo Catricalà.

Di lui il critico vercellese Luisa Facelli che ha redatto una interessante nota critica al catalogo, scrive tra l’altro:

Pagine di un notes a quadretti per un testo in stampatello.

E proprio in questo breve scritto, del 2017, Ivan Cattaneo racconta 48 anni vissuti “In-con-per l’arte”.

Stagioni lontane e stagioni presenti: a  cominciare dall’infanzia nel paese bergamasco dove, già a cinque anni, Ivan ritagliava dalle riviste anni ¢50 e ¢60 “soprattutto occhi, bocche, nasi, mani” per farne insoliti collage.

Presentimento precoce dell’adolescente che avrebbe frequentato poi il Liceo artistico e del giovane che, pochi anni dopo, a Londra, avrebbe compiuto i primi passi della propria “educazione sentimentale” coltivando, senza dubbio, due vocazioni artistiche: la pittura e la musica. Entrambe destinate a perdurare, con successo, fino ad oggi.

Eccoci dunque a spigolare, tra queste pagine, l’iter di un percorso di formazione lungo approdato anche in un ciclo di opere dal titolo quanto mai esplicito.

IO FACCIO-FACCE! Ovvero: VISI DI/VISI

“Parziale Manifesto Artistico”


Ivan Cattaneo con Paola e Claudio
Istrione sul palcoscenico senza mai farci dimenticare rare sensibilità di uomo, che invece si svelano, subito con naturalezza e garbo, fuori di scena, nei rapporti umani, in quell’altro palcoscenico, ancora più impegnativo, che è la vita quotidiana.

 








CASA D’ARTE VIADEIMERCATI

Via Morosone 3


13100 VerceliI

 
14 aprile 2018 inaugurazione ore 18,00

 

Orari dalle 17 alle 19.30 su appuntamento

Telefono: +39 347 2554103  +39 328 672545

www.viadeimercati.it 


 INGRESSO LIBERO


 

 

venerdì 6 aprile 2018

Matteo Ascheri è il nuovo presidente del Consorzio di tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani



 


Matteo Ascheri  (nella foto) è il nuovo presidente del
Consorzio di tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe
 e Dogliani. È stato eletto dall’Assemblea dei produttori

Imprenditore vitivinicolo di Bra, classe 1962, una laurea in Economia e Commercio, guiderà un Consorzio con oltre 500 aziende vitivinicole associate che rappresentano 10 mila ettari di vigneti in Langa e Roeroe 65 milioni di bottiglie.
Ascheri è già stato vicepresidente del Consorzio dal 1992 al 1994 e in passato ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali: presidente del Consiglio di amministrazione e poi amministratore unico del Centro di Ricerca Vitivinicolo del Piemonte – Tenuta Cannonadal 1993 al 1999; presidente del Consiglio di amministrazione dell’Unione Produttori Vini Albesi dal 1991 al 1997; vicepresidente dell’Ente Turismo Alba - Bra Langhe e Roero dal 2002 al 2005. Oggi siede nel Consiglio di amministrazione del Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero.
«La grande partecipazione dei produttori che ho visto in questi giorni– dice il neo presidente – è segno di una vivacità e di un’energia positiva di questo Consorzio e di tutto il territorio. Inizieremo riattivando il ruolo dei comitati che hanno il compito di gestire le denominazioni tutelate e sono uno strumento di partecipazione dei produttori. Ci occuperemmosin da subito della promozione delle denominazione, concentrandoci su progetti specifici in base alle diverse esigenze che emergeranno».
A breve saranno nominati anche i vice presidenti e il Consiglio di amministrazione che resteranno in carica fino alla primavera 2021.
 

Il Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani in numeri:

512 aziende vitivinicole associate

10 mila ettari di vigneti

                                                                65 milioni di bottiglie

10 denominazioni tutelate (Barolo, Barbaresco, Dogliani, Dolcetto di Diano d’Alba, Barbera d’Alba, Langhe, Dolcetto d’Alba, Nebbiolo d’Alba, Verduno Pelaverga, Alba)

 

COCCHI AL VINITALY 2018 CON LA SECONDA EDIZIONE DEL VERMOUTH DI TORINO “RISERVA LA VENARIA REALE”


Arriva la seconda edizione della Riserva La Venaria Reale, il Vermouth  lanciato due anni fa in occasione del 125° anniversario di fondazione della casa astigiana Giulio Cocchi

 

Dopo il sold out delle prime, esclusive, 1891 bottiglie celebrative, Cocchi presenterà questo Vermouth di solida tradizione sabauda creato in collaborazione con la Reggia di Venaria al Vinitaly 2018 nel nuovo formato (bottiglia da 50 cl. nell’iconica scatola triangolare usata anche per il Barolo Chinato).
Appuntamento da domenica 15 a mercoledì 18 aprile nello stand Cocchi a Verona (Padiglione 10 Piemonte stand Q3) per degustare questa espressione della categoria “Riserva”.
 
Ricetta, selezione degli ingredienti botanici, tempo di affinamento: tutto nella Riserva La Venaria Reale Cocchi è stato lungamente ragionato per coerenza storica e geografica. Il Vermouth Riserva La Venaria Reale ha infatti un’identità forte, sia territoriale – vino piemontese, erbe alpine – che storica, a rievocare il ruolo essenziale della casa reale dei Savoia nella nascita del vermouth moderno.
Per sottolineare e rendere evidente questo legame, Cocchi coltiva a scopo dimostrativo nel potager royal della Reggia di Venaria l’artemisia absinthium, l’erba che è alla base del Vermouth di Torino.
 Non solo: sull’etichetta e sulla nuova scatola triangolare della Riserva è raffigurata una veduta di Venaria tratta dal Theatrum Sabaudiae (Teatro degli Stati del Duca di Savoia) la raccolta di circa 150 vedute della città di Torino e alcune riproduzioni di monumenti, in tavole incise a colori, alcune realizzate da primari artisti del tempo, di notevole bellezza commissionate alla fine del ‘600 da Carlo Emanuele II e indirizzate alle corti d'Europa per presentare il Ducato di Savoia come un potente e splendido Stato.
 Lo stile dei vermouth di Cocchi li rende identificabili come prodotti di forte personalità e spiccata riconoscibilità per l’intensità della freschezza floreale e speziata dei profumi e per la ricchezza dei sapori.
La Riserva di Cocchi è la summa di questo stile che privilegia la ricchezza e la densità aromatica delle spezie dopo un affinamento di sei mesi in bottiglia.
“Riserva” non significa invecchiamento in botte, che intaccherebbe il complesso equilibrio aromatico a favore di ossidazione e componenti tanniche, ma  valorizzazione della formula e del savoir faire nella lavorazione.
Come per lo Storico Vermouth di Torino Cocchi, il vino usato è un moscato secco aromatizzato con una formula particolarmente ricca di artemisie, rabarbaro, erbe alpine e un tocco di menta piemontese. Ciò accentua il piacevole effetto balsamico e conferisce una freschezza sorprendente al punto da connotare questo prodotto anche come Vermouth da miscelare con Rye e Bourbon particolarmente invecchiati.
Scuro, ma senza caramello, è dolce quanto basta per essere un gradevolissimo bicerin da bere con ghiaccio e scorzetta di limone o puro dopo cena.
 
NOTE TECNICHE:
Alcool 18%
Bottiglia 50 cl
Ingredienti: vino, zucchero, alcool, infuso di erbe aromatiche e spezie.
La gradazione alcolica di 18° lo rende robusto e di ottima conservazione anche a bottiglia iniziata, purché ben chiuso.
Una volta aperto conservare al fresco e consumare entro un mese.
 
Giulio Cocchi è una casa storica fondata ad Asti nel 1891.
È conosciuta per i suoi vermouth (in particolare lo Storico Vermouth di Torino, Dopo Teatro Vermouth Amaro e Vermouth Riserva La Venaria Reale), l’Aperitivo Americano (bianco e rosa), il Barolo Chinato  e per l’Alta Langa Docg.
 
Per i suoi vini speciali Cocchi utilizza ancora oggi la ricetta originale formulata dal fondatore.
Artigianalità della produzione, rigore nella scelta degli ingredienti e altissima qualità hanno reso Cocchi sin da subito noto nel mondo come dimostrano i documenti delle esportazioni di inizio Novecento: da New York a Londra, da Sydney all’Africa Coloniale e al Venezuela.
 
 

mercoledì 4 aprile 2018

Mostra di Nadia Presotto e Filippo Biagioli. Nel contesto del Monferrato Classic Festival


                        COMUNE DI QUARGNENTO CHIESA DELLA S.S. TRINITA’

                                       Piazza 1° maggio

                                       Quargnento (AL)

 

Opere di Nadia Presotto e Filippo Biagioli

             Nel contesto del Monferrato Classic Festival

 

                  8-15-22-29 aprile 2018 ore 17

 

Ingresso libero

 
Nella suggestiva cornice della Chiesa della SS Trinità di Quargnento, (nella foto un particolare dell'interno) oggetto di un recente e sapiente restauro, nel contesto del Monferrato Classic Festival, su invito del Sindaco Luigi Benzi e del Direttore Artistico del M.C.F. Sabrina Lanzi, saranno esposte le opere di Nadia Presotto e Filippo Biagioli.
Nelle domeniche dell’8, 15, 22 e 29 aprile 2018 si possono quindi ammirare le loro opere, nell’ambito dei concerti presentati alle ore 17 dal Monferrato Classic Festival.
 
 

Nadia Presotto, giornalista e artista, da sempre si interessa all’arte; ha frequentato corsi di disegno con qualificati insegnanti e gli atelier di numerosi artisti; studia il colore applicato alle varie tecniche, dall’acquarello all’olio, realizzando colorate tele e luminosi acquerelli. Ha frequentato il corso di incisione presso l’Istituto Belle Arti di Vercelli e partecipato a workshop internazionali. Numerose le sue mostre, personale e collettive alle quali ha partecipato in Italia e all’estero. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private.
 
 
Filippo Biagioli nasce in Toscana nel 1975. Artista di Arte Tribale e Rituale Europea, partecipa attivamente in Italia e all’estero alla promozione della cultura europea tramite mostre, pubblicazioni, installazioni e progetti in genere. Si ricorda, nell’ottica culturale del suo lavoro, quelli che possiamo individuare tre punti cardine della sua produzione rituale-artistica quali, Scarafaggi, opera in forma di rivista, realizzata in parte meccanicamente e in parte manualmente (da lui ed altri artisti amici, invitati alla collaborazione). Le Stoffe Rituali, tessuti creati con appositi disegni e simboli per la Cura, la Meditazione e il Viaggio. Le sculture Gio’o Doll, che nascono come bambole contro la “Solitudine”, oggetto di una lezione di studio presso una università inglese. Un suo fumetto è stato tradotto e pubblicato in Giappone. Presente con una chanukkioth al Museo dei Lumi di Casale Monferrato e al costituendo Museo di San Valerio di Occimiano.

 due opere su tela di Filippo Biagioli



 

La Chiesa della S.S. Trinità è stata oggetto di un recente e sapiente restauro inaugurato lo scorso 3 marzo. La Chiesa di affaccia su piazza 1° Maggio, dove si trovano le architetture più rappresentative di Quargnento, la Basilica di San Dalmazio, l’edificio ottocentesco che ospita le scuole e il Palazzo Municipale eretto tra il Settecento e l’Ottocento.

Sconsacrata nel 1968 con un decreto del Vescovo di Alessandria, rimasto in stato di abbandono per decenni, nel marzo del 2011 è stato acquistato da Comune che ha percepito il suo valore storico, architettonico e artistico, e le sue potenzialità, vedendo nel suo recupero il completamento della grande piazza che riassume i valori materiali e culturali di una società.

Dopo i lavori di consolidamento strutturale, con il rifacimento del tetto e gli interventi specifici con azione antisismica, si è provveduto al restauro e al risanamento conservativo. La pavimentazione è realizzata con pianelle in cotto fatte a mano, restaurato il portone d’ingresso e il rosone centrale; il descialbo delle tinteggiature coprenti hanno portato alla luce le decorazioni originali di fine Settecento.

Quargnento, sottolinea il Sindaco Luigi Benzi, per la sua posizione geografica è il crocevia tra l’Alessandrino e il Monferrato; infatti le colline del Monferrato iniziano proprio nel territorio comunale e da qui ha origine la definizione di “Porta del Monferrato”, ma Quargnento è noto per aver dato i natali al grande Maestro Carlo Carrà e ai pittori Giulio Benzi e Giuseppina Reposi.

La Chiesa della S.S. Trinità è ora punto focale di tutte le iniziative culturali.

 

Dalla magia delle vecchie vigne al wine business al femminile in Asia: ecco il Vinitaly delle Donne del Vino


 

Domenica 15 aprile degustazione di vini da vigneti con oltre 80 anni guidata da Ian D’Agata. Lunedì 16 aprile tavola rotonda con importanti donne dall’Asia. Nel 2018 l’Associazione nazionale guidata da Donatella Cinelli Colombini festeggia i 30 anni

Sarà una grande degustazione di vini da vigneti storici con oltre 80 anni di età ad aprire domenica 15 aprile il Vinitaly 2018 delle Donne del Vino. Un anno importante in cui l’associazione festeggia i suoi 30 anni di vita. Tanti i messaggi che si lanceranno dal salone di Verona, dal 15 al 18 aprile: una tavola rotonda sull’importanza delle donne nei consumi di vino in Asia, la presentazione di una nuova guida al femminile, gli incontri con le altre associazioni di donne in agricoltura e infine, la grande cena di fine Vinitaly al Palazzo della Gran Guardia di Verona.
 
Il primo evento domenica 15 aprile alle 15 nella Sala Tulipano (piano – 1) è dedicato ai vini ottenuti da vigneti ottuagenari. «La magia delle vigne vecchie: Le Donne del Vino presentano vini da viti anche di ottant'anni» è una degustazione di straordinario interesse di 10 vini provenienti da sei regioni e guidata da uno dei massimi winecritics del mondo: Ian D’Agata, autore del pluripremiato volume Native Wine Grapes of Italy. I vini, provenienti da vigneti, in gran parte, ottuagenari o addirittura più vecchi, offrono una panoramica ampia della ricchezza e della biodiversità del patrimonio viticolo italiano.

«Fin ora, la logica del reimpianto – dice Ian D’Agata - ha privilegiato le maggiori quantità d’uva dei vigneti giovani a scapito della complessità e finezza, al timbro unico e distintivo trasmesso al vino dalle viti molto vecchie».  Una strategia su cui vale la pena riflettere e per questo le Donne del Vino hanno organizzato a Vinitaly una degustazione che diventerà una pietra miliare nella comprensione del potenziale qualitativo del vigneto italiano.
Un approccio visionario a cui la presidente delle Donne del Vino, Donatella Cinelli Colombini, ha voluto dare il significato di una riflessione sui vantaggi del restauro del vigneto storico italiano e sulla diffusione delle pratiche capaci di allungare la vita delle piante:«Un approccio rivoluzionario – ricorda la presidente - rispetto alla pratica dei reimpianti frequenti applicata in modo massiccio negli ultimi 50 anni, pratica che presenta indubbi vantaggi produttivi ma priva i vini del timbro unico che ricevono da viti molto vecchie».
Nella realizzazione del programma di Vinitaly 2018, le Donne del Vino sono state affiancate dalla Vetreria Etrusca (www.vetreriaetrusca.it) che da oltre un anno, sostiene le iniziative dell’associazione e ne condivide i valori oltre a fornire eleganti bottiglie personalizzate alle cantine italiane.

Ecco chi sono le Donne del Vino e le loro cantine nella degustazione:
Annalisa Zorzettig (Cividale del Friuli, Friuli Venezia Giulia), Zorzettig, Malvasia Myò Vigneti di Spessa doc Friuli Colli Orientali 2016

Gilda Martusciello Guida (Quarto, Campania), Salvatore Martusciello, Ottouve Gragnano della Penisola Sorrentina doc 2017

Elisabetta Donati (Mezzacorona, Trentino Alto Adige), Azienda MarcoDonati, Teroldego Rotaliano doc Sangue di Drago 2015

Eliana Maffone(Pieve di Teco, Liguria), Tenuta Maffone, Ormeasco di Pornassio Superiore doc 2015

Gaetana Jacono (Acate, Sicilia), Valle Dell'Acate, Cerasuolo di Vittoria docg "Classico" 2014

Silvana Raniolo (Vittoria, Sicilia), Tenuta Bastonaca, Etna Rosso doc 2014

Restituita Somma (Bacoli, Campania), La Sibilla, Vigna Madre doc Campi  Flegrei, Piedirosso 2013

Elena Bonelli (Serralunga d'Alba, Piemonte), Ettore Germano, Barolo docgLazzarito Riserva 2011

José Rallo (Ragusa, Sicilia), Donnafugata, Ben Ryé Passito di Pantelleria doc 2015

Michela Marenco (Strevi, Piemonte), Marenco Vini, Passrì di Scrapona Strevi doc Moscato Passito 2013

LE DONNE E IL VINO IN ASIA - TAVOLA ROTONDA
Le Donne e il vino in Asia è lo spunto da cui parte la tavola rotonda organizzata dalle Donne del Vino lunedì 16 aprile 2018 alle 10 nel Padiglione 10 Piemonte, spazio concesso dalla Regione e dal Consorzio Piemonte Land.Chiamate a parlare tre grandi esperte da Cina, India e Giappone sulle strategie di marketing e di comunicazione più efficaci per chi vuole esportare vino in Asia. Sono AlineBao (Cina), direttore della divisione gradi vini di COFCO, MadhulikaBhattacharya (India), portavoce de La Cave enoteca di vini di alta gamma a Nuova Deli e Yumi Tanabe (Giappone), responsabile del maggiore concorso enologico giapponese “Sakura” che ha una giuria interamente femminile. Intervengono Giorgio Ferrero, Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, e Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Piemonte Land.
«Oltre la metà del vino, nel mondo, è acquistato dalle donne – spiegano Antonella D’Isanto ed Erika Ribaldi(Manager Asia Pacific Marchesi de’ Frescobaldi), entrambe in regia dell’incontro - L’Asia è l’avanguardia di un nuovo protagonismo femminile nel mercato enologico, in molti  Paesi statisticamente il consumo del vino è dominato dal genere femminile: in Giappone l’acquisto allo scaffale è per l’80% nelle mani delle donne; in Cina, Rabobank ha stimato che le donne consumino il 52% delle bottiglie di vino con un prezzo superiore ai 78 RMB, i Master of Wine in Asia sono donne».Per questo i produttori che vogliono vendere nei nuovi mercati asiatici «devono iniziare a “pensare in rosa” sia in termini di tipologie che di comunicazione perché le dinamiche dell’acquisto tra donna e uomo sono differenti e in Asia serve un linguaggio e un marketing che incentivi la voglia e il desiderio impulsivo del consumo femminile».

 DONNE DEL VINO - PROGRAMMA DEGLI EVENTI DI VINITALY 2018

DOMENICA 15 APRILE

ore 13 Padiglione 6 Spazio Regione Friuli VG incontro con le Donne del Vino

ore 14,30  Fra i padiglioni 11 e 12 Repubblica Forum presentazione della Guida D-Wine de La Repubblica

ore 15 Sala Tulipano Palaexpo piano meno 1 Degustazione di vini da vigneti storici condotta da Ian D’Agata            

LUNEDÌ 16 APRILE

ore 10 Padiglione 10 Spazio della Regione Piemonte - Tavola rotonda Le donne e il vino in Asia

ore 12  PalaExpo Spazio della Regione Lombardia - Incontro con le Donne del Riso

ore 16 Padiglione 1, Spazio della Regione Emilia Romagna – SicurezzaAtavola: presentazione  dei programmi corsi di formazione. Valorizzazione della Metodologia Martinotti. Degustazione e incontro con le Donne dell’olio.

MERCOLEDÌ 18 APRILE
 
ore 10,30-12 Padiglione 12, sala convegni della Regione Abruzzo - Assemblea nazionale delle Donne del Vino

ore 19,30 Palazzo della Gran Guardia di Verona - Cena di fine Vinitaly a cura delle Donne del Vino e celebrazione del trentennale
CHI SONO LE DONNE DEL VINO

Le Donne del vino sono un’associazione senza scopi di lucro che intende promuovere la cultura del vino e il ruolo delle donne nella filiera produttiva del vino. Nata nel 1988, conta oggi 770 associate tra produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier e giornaliste. Altre info sul blog: www.ledonnedelvino.com


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