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lunedì 16 aprile 2018

RISO & ROSE IN MONFERRATO: LA DICIOTTESIMA EDIZIONE ALLE PORTE


 Fra maggio e giugno è festa fra le colline del Monferrato e la piana del Po


Sono diciotto le edizioni che la kermesse “Riso & Rose in Monferrato” raggiungerà fra i mesi di maggio e giugno portando, in occasione della maggiore età della grande rassegna di territorio, decine di appuntamenti itineranti e tematici.
A fare da cornice alla girandola di eventi saranno il trionfo dei paesaggi di primavera e la varietà di una terra ricca di attrazioni e ritenuta meritevole del riconoscimento Unesco.
Il tutto con alcune novità di rilievo: la grande rassegna (ogni anno si superano complessivamente le centomila presenze) innanzitutto conoscerà quest’anno un’estensione della durata, finalizzata a dare il giusto valore e spazio all’offerta del territorio, protraendosi da sabato 5 maggio sino a domenica 17 giugno, con la maggior parte degli eventi programmata per i vari weekend del periodo.
Per la prima volta anche la prima metà del mese di giugno è dunque caratterizzata dall’organizzazione di appuntamenti inseriti nel calendario, in fase di definizione, o segnalati come eventi collaterali.
Non mancherà inoltre un tema trasversale che verrà approfondito attraverso varie iniziative proposte da comuni, aziende ed enti vari e coordinata e promossa dal Consorzio Turistico MonD.O. Il 2018 porta infatti a celebrare il cibo italiano ed è per tale motivazione che verranno programmati eventi tematici ed itineranti dedicati alle tipicità con il coinvolgimento di produttori e ristoratori dell’area.
Per un mese e mezzo ci saranno dunque tante buone ragioni per visitare il Monferrato e la Piana del Po nella loro veste primaverile: gli eventi sono infatti numerosi e di diverso genere, per andare incontro al turismo dolce delle famiglie e a tutti gli interessi dei visitatori italiani e stranieri. Ci saranno occasioni e visite per conoscere tradizioni, storia, arte e cultura, iniziative enogastronomiche e degustazioni, eventi sportivi e musicali, raduni, esposizioni di tipicità culinarie ed artigianali, hobbistica e florovivaismo, ma anche tante opportunità per vivere la natura attraverso escursioni e visite e godere del Monferrato “en plein air”.
Quale sarà il territorio coinvolto da “Riso & Rose in Monferrato?
L’area si estende su ben quattro province (Alessandria, Asti, Vecelli e Pavia) e tocca Casale Monferrato, capitale storica della zona, ed una trentina di località fra i dolci pendii collinari, le rive del fiume Po e la Lomellina..
Con la manifestazione è l’intero territorio, in modalità corale, ad aprire le porte ai visitatori invitandoli poi a ritornare nelle stagioni successive, richiamati dai tanti eventi inseriti nel calendario unificato denominato “Le Stagioni del Monferrato” che raccoglie gli appuntamenti e le attività di interesse turistico programmati in questo angolo fra Piemonte e Lombardia durante tutti i mesi dell’anno.
Il programma dettagliato di “Riso & Rose in Monferrato 2018  lo troverete nel sito internet  riportato di seguito
 
Info:
Mon.D.O. - Tel. 335 5620428 -  www.monferrato.org 

 

sabato 14 aprile 2018

Un premio giornalistico aspettando i 60 anni della Cantina di Clavesana


 

Al Vinitaly la cooperativa presenta l’iniziativa che si concluderà nella primavera 2019

Un premio per incentivare la promozione e la valorizzazione dell’immagine della Cantina di Clavesana attraverso giornali, tv, web e magazine in Italia e all’estero. È questa l’iniziativa che lancia in occasione di Vinitaly 2018, dal 15 al 18 aprile, la cooperativa guidata da Giovanni Bracco, una realtà piemontese che conta 260 soci, un territorio di 22 Comuni e 380 ettari di vigneti di Langa.
Lo stand della cantina è nel Padiglione 10 Piemonteposizione H2.

«È la prima delle tante iniziative che organizzeremo per l’avvicinarsi dei primi 60 anni della cantina – dice il presidente Bracco– . La cooperativa è nata il 27 aprile 1959 da 32 soci fondatori. La nostra è una terra con tante storie da scoprire e raccontare: la viticoltura e le colline, ma anche le persone, i vini, la cucina, i giovani. Ci auguriamo che in tanti raccolgano l’invito a scrivere, mostrare per immaginie parlare di Clavesana, della cantina e della sua gente».
La competizione è aperta all’attività giornalistica in ambito nazionale e internazionale. Saranno presi in considerazione articoli e servizi pubblicati su quotidiani, settimanali, mensili e riviste tecniche e trasmissioni radiofoniche e televisive, siti web, editi in Italia e all’estero. Gli articoli pubblicati nel periodo 1° maggio 2018 – 30 marzo 2019 devono avere come tema la realtà, la storia, le persone e il territorio della Cantina di Clavesana con espliciti riferimenti agli aspetti vitivinicoli e agricoli, storici, economici, umani, sociali, gastronomici, tradizionali e culturali.
Il conferimento del premio avverrà durante la tradizionale Festa di primavera ad aprile 2019 che apre simbolicamente le celebrazioni del sessantesimo. Al vincitore andranno 2.500 euro.

Coloro che intendono concorrere al Premio devono inviare tre copie di ogni articolo o servizio sul tema in concorso alla Cantina di Clavesana in Borgo Madonna Neve 19, 12060 Madonna della Neve, Clavesana (CN) entro il 30 marzo 2019 con lettera raccomandata (farà fede il timbro postale di partenza).
Devono essere visibili data di pubblicazione e testata; devono essere indicati nome, indirizzo e recapito telefonico dell’autore e della testata.

Vinitaly 2018
La simbolica apertura della prima bottiglia della vendemmia 2017 è avvenuta a fine marzo: allo stand della Cantina di Clavesana ora saranno in degustazione tutti i vini della nuova annata. «È stata una vendemmia scarsa con poca uva, ma buona – dice il direttore ed enologo Damiano Sicca –.È un annata su cui scommettiamo, nonostante a causa del caldo dell’estate la produzione abbia subito un calo di oltre il 10 per cento».
Allo stand (Padiglione 10, H2) saranno presenti insieme all’enologo, anche Gianluca Gallo, responsabile commerciale, Alessio Chiavarino, coordinatore promozione, e Massimo Pappalardo, collaboratore commerciale.
La Cantina di Clavesana produce Langhe, Barolo, Dolcetto, Dogliani, Barbera d’Alba, Nebbiolo, Pinot Nero, Chardonnay e Spumante Metodo Classico. Per appuntamenti: gianluca@inclavesana.it

Altre info: www.inclavesana.it  

La Cantina di Clavesana: carta d’identità

27 aprile 1959 data di nascita (32 soci fondatori)

260 soci attuali

380 ettari

2,5 milioni di bottiglie

 

 

venerdì 13 aprile 2018

IL PIEMONTE AL 52° VINITALY. VERONA 15-18 APRILE 2018


 


 

Il Piemonte vitivinicolo rinnova la sua partecipazione alla 52a edizione del Vinitaly di Verona, la più importante fiera internazionale del settore con i suoi 4.300 espositori, 150.000 visitatori professionali e 2.500 giornalisti da 140 nazioni

 

Una presenza ininterrotta fin dalle prime edizioni, che si conferma forte e unitaria come dimostrano gli oltre 600 espositori che occupano l’intero Padiglione 10, motivati a consolidare e sviluppare al Vinitaly questo ottimo rapporto con il mercato internazionale.
 
Sono in gran parte piccole e medie aziende, alle quali si aggiungono una ventina di Cantine Cooperative, Associazioni di Produttori, Consorzi di Tutela, Organizzazioni economiche e Professionali dei produttori e numerosi Enti e Istituzioni. Una partecipazione, quella piemontese, che si rinnova dando continuità a quel proficuo rapporto di collaborazione tra Regione Piemonte e le Organizzazioni dei produttori, attuatori dei progetti di promozione delle produzioni agroalimentari di qualità finanziati con il nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 del Piemonte, che al Vinitaly è rappresentato dal Consorzio Piemonte Land of Perfection che raggruppa i Consorzi di tutela del vino piemontese e la più grande associazione di produttori in Italia.
 
Progetto che si esplicita nella collaborazione tra Regione Piemonte, Piemonte Land of Perfection e Unioncamere Piemonte, per organizzare la partecipazione di oltre 200 produttori in un’area espositiva collettiva, valorizzando l’immagine unitaria e coordinata della Regione. In tal senso si sviluppa l’opera artistica di Simone Monsi, scelto tra il concorso di giovani artisti promosso da Regione Piemonte e Artissima, Internazionale d’Arte contemporanea di Torino. Un filo conduttore che percorre tutti gli spazi della collettiva, a partire dall’area accoglienza e degustazione dove sono protagonisti i grandi vini del Piemonte: 17 DOCG e 42 DOC che coprono oltre l’80% della produzione totale, vini che sono diventati simboli e ambasciatori delle qualità del Piemonte e del Made in Italy; e uno spazio incontri dove si svolgerà un programma di eventi e di manifestazioni che rappresentano le novità, le iniziative e progetti della vitivinicoltura piemontese.
 
Il Piemonte al Vinitaly, proporrà anche il “Ristorante Piemonte” nella Cittadella della Gastronomia del Vinitaly, curato da grandi chef piemontesi stellati: Davide Palluda del Ristorante all’Enoteca di Canale d’Alba e Walter Ferretto del Cascinalenuovo di Isola d’Asti, che proporranno i piatti della migliore tradizione piemontese in abbinamento ai grandi vini DOC e DOCG della nostra regione.
 
Infine, per il Premio “Angelo Betti” conferito ogni anno ai benemeriti della vitivinicoltura segnalati dalle Regioni, il designato per il Piemonte è Roberto Teobaldo Costa, titolare con il fratello Marco della azienda vitivinicola Teo Costa di Castellinaldo (CN).
 
L’Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero ha così commentato
"La presenza in questi decenni del vino piemontese a Vinitaly ha attraversato la storia della nostra vitivinicoltura, i suoi cambiamenti, la capacità di imporsi sul panorama internazionale per la sua qualità e unicità. Siamo cresciuti come valore aggiunto, come export sfiorando il miliardo di euro, e questo 2017 segna un passaggio importante su un altro versante: la ripresa della crescita della superficie con impianti viticoli. Dal 1984 le superfici vitate in Piemonte hanno subito una lenta, progressiva riduzione, passando dai 74 mila ettari di allora ai 43.900 del 2016. 
Nel 2017, per la prima volta, abbiamo invertito la tendenza con un piccolo, ma significativo aumento a 44.600 ettari vitati. Il segno che i successi della nostra vitivinicoltura sono destinati a crescere, se continueremo a lavorare con una totale attenzione alla qualità e al radicamento sul territorio. 
La Regione Piemonte è impegnata a sostenere le nostre aziende con le misure dell’OCM Vino e del Psr. Ci siamo anche mossi nella valorizzazione dei vitigni autoctoni, delle denominazioni di origine minori come volumi, ma non per questo meno significative per qualità e capacità di contribuire all’immagine di eccellenza del nostro vino".
 
“La presenza sempre più significativa di aziende a Vinitaly ribadisce l’importanza di questa vetrina internazionale, e la scelta di presentarci come un’unica entità si conferma vincente. - afferma Filippo Mobrici, Presidente di Piemonte Land of Perfection - L’identità del Piemonte è riconosciuta a livello mondiale come veicolo di qualità e unicità, ed è in quest’ottica che Piemonte Land sta lavorando, per promuove le nostre denominazioni sui principali mercati internazionali e per posizionarli in quelli meno battuti: a maggio saremo presenti con una delegazione di produttori a Riga e Varsavia, a cui seguiranno le fiere di Londra e Hong Kong. La nostra azione non si ferma però ai mercati esteri: grande attenzione è riservata all’Italia, con iniziative specifiche sul nostro territorio: a questo proposito, la presenza di Fede e Tinto con la postazione di Decanter nella nostra area a Vinitaly ha un significativo valore aggiunto.
 
È un piacere rinnovare, anno dopo anno, questo appuntamento, e confermare la presenza del 'Sistema Piemonte' al Vinitaly di Verona, che in questa edizione, grazie all'impegno coordinato di Unioncamere Piemonte, Regione Piemonte e Piemonte Land of Perfection, vedrà protagonisti più di 200 produttori all'interno del Padiglione 10 - commenta il Presidente di Unioncamere Piemonte, Ferruccio Dardanello -. Come Camere di commercio, il nostro ruolo è quello di promuovere lo sviluppo dell'economia regionale e dare sostegno ai settori produttivi di eccellenza del territorio, e la vitivinicoltura è senza dubbio una delle nostre eccellenze. È quindi particolarmente strategico fornire ai piccoli produttori locali un supporto organizzativo alla partecipazione a eventi come il Vinitaly, un'impareggiabile vetrina e un'occasione unica per ampliare il loro business"
 
 

mercoledì 11 aprile 2018

Mediaset, Vinum e Caseus: un aprile importante per la Robiola di Roccaverano DOP


 

Un mese di aprile ricco di appuntamenti per il delizioso formaggio caprino piemontese
 
 
Sabato 7  aprile una troupe televisiva Mediaset targataRete 4 ha raggiungo il paese di Roccaverano per il programma “Ricette all’italiana” condotto da Davide Mengacci e Michela Coppa. La trasmissione, in onda dal lunedì al sabato alle 10.45, accompagna il pubblico alla scoperta del territorio italiano per conoscerne meglio le unicità gastronomiche e culturali.
Le telecamere si sono inizialmente soffermate su alcuni scorci del piccolo borgo della Langa astigiana, il più alto della provincia con suoi 800 metri, tra i quali la piazza centrale con la torre e i resti del castello dei Marchesi del Carretto (sec. XII – XIII). La torre alta 35 metri ha la stessa misura della sua circonferenza. Dopo il castello, sempre in piazza sul lato opposto, le riprese TV si sono concentrate sulla Chiesa di Santa Maria Annunziata splendido esempio di stile rinascimentale.

Dalle piacevolezze architettoniche a quelle per il palato. In scena la vera protagonista del servizio televisivo: la Robiola di Roccaverano DOP. Le piccole forme di formaggio, esposte su di una tavola arricchita da alcuni piatti preparati dall’Osteria del Bramante di Roccaverano con la Robiola come ingrediente, hanno assunto il loro ruolo di competenza come “prima donna” del servizio televisivo.
Sul set presenti anche i vini del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. Per il lavoro svolto in fase di preparazione dell’esposizione per le riprese hanno collaborato  la Pro Loco e il Comune di Roccaverano.

La troupe ha poi raggiunto la stalla e il caseificio di una delle aziende agricole consorziate per riprendere le capre e alcuni momenti della lavorazione del formaggio. Fabrizio Garbarino, Presidente del Consorzio di tutela del formaggio Robiola di Roccaverano DOP, durante l’intervista ha raccontato il prodotto e il territorio di provenienza. A breve si saprà la data della messa in onda della registrazione all’interno del programma.
Ma aprile sarà per la Robiola una buona occasione per incontrare il pubblico in altri due momenti importanti tra Piemonte e Liguria. Il primo ad Alba (CN) in occasione dell’edizione 2018 di “Vinum” e il secondo a Cairo Montenotte (SV) per la terza edizione di “Caseus Liguria”.

Vinum(21 aprile – 1 maggio) è una splendida vetrina e al contempo un’occasione per degustare i più grandi vini di Langhe, Roero e Monferrato, ma anche un’opportunità di incontrare le eccellenze del territorio. La Robiola di Roccaverano DOP sarà presente nei giorni 21 – 22 – 25 presso la “Sala dei formaggi” gestita dall’O.N.A.F. Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio. L’Organizzazione è nata nel 1989 per promuovere il formaggio di qualità attraverso le tecniche di degustazione. Durante le altre giornate di evento alla Robiola si alternerà un’altra eccellenza casearia dell’alta Langa cuneese: il Murazzano DOP grazie al Consorzio di Tutela Formaggio Murazzano DOP.

Caseus Liguria(Formaggi in festa)si svolgerà nella piazza della Vittoria di nei giorni 29 – 30 aprile e il 1 maggio dalle ore 10.00 alle ore 22.00. E’ una rassegna delle eccellenze italiane arricchita da laboratori con formaggi messi a disposizione dagli espositori e vini e birre dei produttori locali.

Un mese di aprile all’insegna della promozione e delle degustazioni: Robiola di Roccaverano DOP eccellenza della nostra bella e buona Italia.

 

 Robiola di Roccaverano: la “Deliziosa”

Morbida e cremosa, delicata e saporita, a dir poco “Deliziosa”. E’ la Robiola di Roccaverano DOP vera eccellenza casearia del Sud del Piemonte. Delle sue origini si hanno notizie che risalgono ai Celti nel periodo in cui l’antico popolo si stabilì nell’attuale Liguria dando vita alla produzione di un formaggio simile a quello di oggi. Cenni storici e lei legati si hanno anche nel lontano anno 1000 e più tardi con l’avvento dei Romani. Fu con loro che la Robiola prese il nome di “Rubeola” dal latino ruber che indicava il colore rossastro della crosta a fine stagionatura. Anche il celebre Plinio il Vecchio la menzionò nei suoi scritti, lo fece sia  per il processo produttivo che per le apprezzabili qualità.
La Robiola di Roccaverano si produce su un’area compresa tra 10 comuni della provincia di Asti e 9 comuni della provincia di Alessandria. E’ la parte più orientale delle Langhe del Piemonte ed è un territorio dalla morfologia non omogenea. La natura geologica infatti varia dall’area collinare della Langa di Roccaverano e della zona della Val Bormida a quella della Valle Erro più montana. Alle differenze territoriali si unisce un fattore comune naturale: la presenza costante dei venti umidi provenienti dal mare e la formazione di nebbie e foschie. Le diversità e i cambiamenti climatici dettati dalle stagioni, neve e freddo d’inverno, caldo e siccità d’estate, consentono alle greggi di produrre latte dagli aromi differenti.
La Robiola di Roccaverano DOP si produce con latte crudo intero di capra delle razze Roccaverano e Camosciata Alpine e i loro incroci. Per l’alimentazione del bestiame, tenuto obbligatoriamente al pascolo da marzo a novembre, è vietato l’utilizzo di mangimi OGM. L’alimentazione di tutti gli animali deve provenire dal territorio di produzione per almeno l’80%.
Fresca o stagionata la Robiola di Roccaverano DOP si caratterizza da una pasta bianca e morbida mentre il suo sapore può variare dal delicato fino al deciso. La forma ha un diametro compreso tra i 10 e i 13 cm e lo scalzo dai 2,5 ai 4 cm. Il peso varia dai 250 ai 400 grammi circa.
Le Robiole fresche richiedono un periodo di maturazione che parte da un mimo di 4 giorni fino ai 10 al termine dei quali assaporiamo un formaggio privo di crosta, arricchito dalla presenza di una lieve fioritura naturale di muffe, dalla consistenza morbida e cremosa e dal sapori delicato, saporito, leggermente acidulo.
Le Robiole stagionate o affiniate richiedono una maturazione minima di 10 giorni e la crosta può presentarsi con un colore paglierino o rossiccio, sempre le eventuali muffe naturali e una consistenza morbida e leggermente compatta fino ad arrivare, con il protrarsi della stagionatura, cremosa nel sotto crosta. Il sapore è deciso.
Di Robiole se ne producono circa 400 mila all’anno, è un ottimo formaggio caprino da tavola sia fresco che stagionato, magari condito con un filo di olio buono e del peperoncino; risulta anche al contempo meraviglioso ingrediente per ricette golose preparate dalla più fervida fantasia dello chef.
Per l’abbinamento al vino si consigliano i vini dell’Astigiano e del Monferrato ma non si escludono piacevoli incontri con i grandi vini di altre regioni d’Italia.
A tutela della Robiola è operativo proprio il “Consorzio di Tutela”, con il suo Presidente Fabrizio Garbarino, Consorzio al quale sono affiliate 15 aziende produttrici 14 delle quali lavorano su tutta la filiera di produzione del formaggio. Per lo più aziende agricole a carattere famigliare che con il loro lavoro e le loro greggi non solo producono un prodotto d’eccellenza ma contemporaneamente tutelano costantemente il territorio di origine.
 
 

martedì 10 aprile 2018

"VISI DI-VISI" Personale di Ivan Cattaneo a Vercelli. Dal 14.04.18 al 13.05.18



 

S’inaugura sabato 14 aprile, alle ore 18.00, la personale di Ivan Cattaneo “Visi di-visi”,  allestita nella Casa d’Arte Viadeimercati di Vercelli, in via Morosone, 3
Parlare di Ivan Cattaneo come personaggio pubblico sarebbe superfluo mentre parlare del Cattaneo Artista della Pittura è meno scontato e, per certi versi, ancora più interessante.

Al vernissage l’Artista sarà presentato da Mimmo Catricalà.

Di lui il critico vercellese Luisa Facelli che ha redatto una interessante nota critica al catalogo, scrive tra l’altro:

Pagine di un notes a quadretti per un testo in stampatello.

E proprio in questo breve scritto, del 2017, Ivan Cattaneo racconta 48 anni vissuti “In-con-per l’arte”.

Stagioni lontane e stagioni presenti: a  cominciare dall’infanzia nel paese bergamasco dove, già a cinque anni, Ivan ritagliava dalle riviste anni ¢50 e ¢60 “soprattutto occhi, bocche, nasi, mani” per farne insoliti collage.

Presentimento precoce dell’adolescente che avrebbe frequentato poi il Liceo artistico e del giovane che, pochi anni dopo, a Londra, avrebbe compiuto i primi passi della propria “educazione sentimentale” coltivando, senza dubbio, due vocazioni artistiche: la pittura e la musica. Entrambe destinate a perdurare, con successo, fino ad oggi.

Eccoci dunque a spigolare, tra queste pagine, l’iter di un percorso di formazione lungo approdato anche in un ciclo di opere dal titolo quanto mai esplicito.

IO FACCIO-FACCE! Ovvero: VISI DI/VISI

“Parziale Manifesto Artistico”


Ivan Cattaneo con Paola e Claudio
Istrione sul palcoscenico senza mai farci dimenticare rare sensibilità di uomo, che invece si svelano, subito con naturalezza e garbo, fuori di scena, nei rapporti umani, in quell’altro palcoscenico, ancora più impegnativo, che è la vita quotidiana.

 








CASA D’ARTE VIADEIMERCATI

Via Morosone 3


13100 VerceliI

 
14 aprile 2018 inaugurazione ore 18,00

 

Orari dalle 17 alle 19.30 su appuntamento

Telefono: +39 347 2554103  +39 328 672545

www.viadeimercati.it 


 INGRESSO LIBERO