Pagine

giovedì 9 maggio 2024

Araldica Castelvero, 900 ettari distribuiti tra Monferrato, Gavi e Roero, festeggia le sue prime 70 vendemmie dal 17 al 19 maggio

 

 


Nata nel 1954, la cantina di Castel Boglione (Asti) conta oggi 140 soci e produce 26 milioni di bottiglie.  Tre giorni di festa per celebrare la ricorrenza con un programma ricco di eventi e il concerto gratuito della Bandabardò&Cisco
 
                                          "il Cascinone" primavera 2024

Fondata nel 1954 a Castel Boglione, piccolo borgo tra Nizza Monferrato e Acqui Terme, oggi Araldica Castelvero è una cooperativa che conta 140 soci che coltivano 900 ettari di vigneti tutti certificati come viticoltura sostenibile SQNPI. Produce 26 milioni di bottiglie all’anno e si prepara a festeggiare una ricorrenza importante: i 70 anni dalla fondazione della cooperativa. Dal 17 al 19 maggio, la cantina organizza tre giorni di festa con un programma ricco e un grande concerto gratuito, il sabato sera, della Bandabardò&Cisco. Ecco nel dettaglio la tre giorni: 

 

Venerdì 17 maggio

Ore 15,00 - inaugurazione della mostra fotografica dei 70 anni di storia nei locali adiacenti l’Enoteca Araldica di Via Roma, 1 - Castel Boglione.

Ore 16,00 - Tavola rotonda «Il valore del tempo»

Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana e giornalista scientifico

Enzo Bianchi, Fondatore della Comunità di Bose

Riccardo Cotarella, Presidente dell’Assoenologi

Giorgio Penna, Direttore di CrescereInsieme onlus

Claudio Manera (foto sotto), Direttore di Araldica Castelvero

Modera: Vincenzo Gerbi, Università degli Studi di Torino

Ore 19,30 - Cena buffet offerta dalla cantina ai partecipanti al convegno



Sabato 18 maggio

Ore 15,00 - «Avamposti: alla scoperta di nuovi sentieri»: camminata naturalistica e degustazione. Partenza dalla Tenuta Il Cascinone, Reg. Boschi 2, Acqui Terme

Ore 19,30 - Cena street food con le Pro loco di Castel Boglione, Montabone e Rocchetta Palafea nella piazza adiacente l’Enoteca in Castel Boglione

Ore 22,00 - Concerto LIVE della Bandabardò&Cisco parte del tour “Ultimo Tango” (ingresso gratuito)

Domenica 19 maggio

Ore 10 - S. Messa nella chiesa di Castel Boglione celebrata dal Vescovo di Acqui Mons. Luigi Testore

Ore 12,00: Festa riservata ai soci, dipendenti e collaboratori dell’Araldica Castelvero 

Info e prenotazioni: 0141 762630 o in Enoteca 

                                                            Tenuta "La Battistina"                     

1954-2024: ARALDICA CASTELVERO, 70 ANNI DI VITE

RICORDANDO IL PASSATO, RACCONTANDO IL PRESENTE, IMMAGINANDO IL FUTURO

Fondata nel 1954 a Castel Boglione, piccolo borgo tra Nizza Monferrato e Acqui Terme, oggi Araldica Castelvero è una cooperativa che conta 140 soci di cui coordina e guida il lavoro a partire dai vigneti. Valorizzazione dei vitigni tradizionali, scelta delle migliori varietà in base a microclima e terreno, rispetto dell’ambiente e delle caratteristiche di ciascun vino: Araldica è una grande cooperativa che, pur producendo volumi importanti, non ha dimenticato un approccio familiare e artigianale alla vigna, considerata il fondamentale punto di partenza per produrre grandi vini.

Con 900 ettari distribuiti tra Monferrato, Gavi e Roero, Araldica coltiva e gestisce uno dei più grandi vigneti del Piemonte. Un privilegio che l’azienda di Castel Boglione ha deciso di mettere al centro delle sue scelte produttive, valorizzando la produzione di ogni singolo vigneto e tutelando un patrimonio paesaggistico ed enologico oggi inserito nella World Heritage List dell’Unesco.

Una storia di cooperazione e attenzione al mercato

Qualità, piacevolezza, giusto prezzo. Sono questi i cardini sui quali si appoggia Araldica Castelvero, la cui storia affonda le radici a Castel Boglione, in provincia di Asti. Una cooperativa di produttori intenzionata a valorizzare il patrimonio vitivinicolo piemontese. Dopo decenni di investimenti in vigna e in cantina, l’espansione dei soci e la conquista dei principali mercati internazionali, oggi Araldica Castelvero è una realtà dinamica, in continua evoluzione. Accanto alle produzioni destinate sia alla GDO che al canale HoReCa, la cantina ha investito sull’acquisto di aziende agricole dall’alto profilo qualitativo, in zone di pregio, dove viene vinificata l’eccellenza della Barbera d’Asti, del Gavi e dell’Alta Langa.

140

soci

90

dipendenti

26 milioni

bottiglie prodotte annualmente

 900 ettari

coltivati in Piemonte tra Monferrato, Gaviese, Langhe e Roero

 50 Paesi nel mondo

esporta l’Araldica, principalmente nel Regno Unito

Una filiera corta

Non solo produttori di uva, ma soci. Nata come cooperativa di vitivinicoltori, ancora oggi Araldica segue e coordina direttamente il lavoro degli associati, il cui obiettivo è conferire la migliore uva possibile per la creazione di vini importanti, sempre piacevoli e approcciabili. Dal grappolo alla bottiglia, ciascuna operazione è seguita internamente, garantendo al consumatore una filiera corta in grado di dare sicurezza e qualità superiori.

 Innovazione e ricerca

Nel corso della sua storia, Araldica ha costantemente investito in impianti ed attrezzature enologiche, sperimentando soluzioni sempre all’avanguardia, nel pieno rispetto dell’autenticità dei vini prodotti. Un costante rapporto con università, scuole enologiche e istituti di ricerca fa di Araldica un’azienda dinamica e in continua evoluzione, un centro di riferimento per l’innovazione del «vigneto Piemonte» e delle tecniche enologiche.

 Selezione delle uve

Non tutte le uve sono uguali. Per questo al momento del conferimento, i soci vengono premiati in base alla qualità delle uve raccolte. In cantina viene fatta un’ulteriore selezione per esaltare le caratteristiche varietali di ciascun vitigno e garantire un’espressività autentica. La qualità in vigna è ottenuta attraverso un protocollo di difesa integrata volto a tutelare il patrimonio enologico attraverso un basso impatto ambientale

 Conduzione dei vigneti

Al centro del lavoro di Araldica stanno i viticoltori associati e i loro vigneti, elemento fondamentale e imprescindibile per la qualità dei vini prodotti. Non è semplice gestire quasi mille ettari di vigneto divisi su tre distinte aree collinari, ma la sfida è quella di agire affinché ciascun socio si senta parte di un progetto in cui la qualità delle uve è sempre al primo posto.

 La forza della cooperazione

Ciascun associato è responsabile del proprio lavoro, ma agisce in armonia con il gruppo, secondo parametri razionali elaborati dal servizio tecnico di Araldica. Da quasi 40 anni, ciascun appezzamento viene attentamente selezionato e valutato, parcella per parcella, poi inserito in un programma che guida il viticoltore, passo passo, negli interventi e trattamenti da eseguire in vigneto: dalla concimazione alla potatura, dalle lavorazioni in verde fino alla vendemmia rigorosamente manuale. L’armonizzazione degli interventi avviene in tempo reale ed è basata sullo studio delle condizioni meteorologiche, pedoclimatiche e sull’andamento stagionale di ciascuna area vitivinicola. Questo permette di agire tempestivamente in vigna, assistendo gli agricoltori in ogni fase e valorizzando il loro impegno. L’obiettivo è uno solo: ottenere uve eccellenti, perfettamente mature e sane, il meglio che l’annata possa regalare.

Un basso impatto ambientale

Tutte le vigne gestite da Araldica seguono un protocollo di difesa integrata, ovvero principi di agricoltura sostenibile, volti a tutelare il patrimonio viticolo attraverso un basso impatto ambientale. Il servizio tecnico acquista tutti i fertilizzanti ed i principi attivi per la difesa e li redistribuisce ai Soci secondo necessità e solo quanto indispensabile.

Certificazione SQNPI

Araldica Castelvero ha intrapreso un percorso di miglioramento volto a garantire l’attuazione di una viticoltura sostenibile da parte dei propri soci. Un processo che si è concretizzato dal 2017 con la certificazione secondo il protocollo SQNPI (Sistema Qualità Nazionale di Produzione Integrata) delle tre tenute dell’Araldica: Il Cascinone, La Battistina e Santa Seraffa. Nel 2018 è stato posto un nuovo e ambizioso obiettivo: “traghettare” tutti i soci verso la certificazione, un traguardo che è stato raggiunto alla fine dello stesso anno. Oggi, Araldica Castelvero, con i suoi circa 900 ettari di vigneto certificati SQNPI, concretizza gli sforzi fatti negli ultimi anni per l’attuazione di un’agricoltura più rispettosa della natura. Essere certificati SQNPI significa rispettare un rigido protocollo che garantisce al consumatore qualità e attenzione verso l'ambiente. Il simbolo dell’ape che compare in etichetta, garantisce al consumatore che ogni fase della produzione vitivinicola ha seguito stringenti parametri di produzione integrata, ovvero sostenibile ed ecocompatibile, certificati da un ente terzo imparziale.

 Sostenibilità della filiera vitivinicola

Nel 2022 l’azienda ha aderito alla Certificazione di sostenibilità della filiera vitivinicola ottemperando ai requisiti volontari della norma DM 16 marzo 2022 riguardanti aspetti relativi alla tutela ambientale e aspetti etico – sociali.

 Le tenute di Araldica Vigneti

 Araldica Vigneti gestisce e coordina Il Cascinone, La Battistina e la Santa Seraffa. Le uve che provengono da queste aziende agricole vengono vinificate separatamente nelle rispettive cantine.

 

Il Cascinone: il Progetto Alta Langa Docg

Araldica produce i suoi Alta Langa DOCG nella Tenuta Il Cascinone, fondata attorno al 1920. Il Cascinone è una delle aziende agricole più estese dell’Acquese, caratterizzata da ripidi vigneti difficili da mantenere e coltivare tant’è che nella seconda metà del ‘900 subì un lento abbandono. Nel 1999, l’azienda fu acquistata da Araldica Vigneti che decise di riportarla all’antico splendore. Un lunghissimo lavoro di ripristino e reimpianto dei vigneti, accompagnato alla ristrutturazione delle cantine, oggi fa del Cascinone il fiore all’occhiello non solo di Araldica, ma di tutto il territorio. La nuova struttura è stata inaugurata nel 2004. 

 La Santa Seraffa: 18 ettari di Gavi docg

Un tempo antica meta di pellegrinaggio, La Santa Seraffa è una meravigliosa tenuta di diciotto ettari arroccata sul passo che divide la valle dello Scrivia dal Lemme, in posizione dominante sulle circostanti colline. Qui, da secoli, la coltivazione dell’uva cortese per ottenere il Gavi ha raggiunto l’eccellenza, grazie ad un particolare microclima che esalta l’eleganza e la freschezza dei vini.

Santa Seraffa consta di 18 ettari di vigneto nel comune di Gavi. Unico vitigno della tenuta è il cortese, a cui vengono dedicati i migliori sforzi agronomici ed enologici al fine di ottenere Gavi dalla personalità unica, elegante, fine e luminosa. Del piccolo eremo di Santa Seraffa, arroccato sul passo che divide la valle dello Scrivia dal Gaviese, si hanno notizie sin dal dodicesimo secolo come antica meta di pellegrinaggio, lungo un antico percorso che raggiungeva la valle Scrivia. Nel 1228 ospitò gli ambasciatori di Milano e i delegati di Genova e Tortona a conclusione della guerra per il possesso di Arquata e Capriata. Già allora i monaci cistercensi coltivavano con amorevoli cure la vite contribuendo alla fama del buon vino di questa regione. Principe dei vitigni era – ed è tutt’ora - l’uva cortese, da cui si ottiene il Gavi, uno dei grandi bianchi del Piemonte. Il toponimo di Santa Seraffa si è conservato nella cascina omonima, forse sorta sulle rovine dell’antico monastero che, nella seconda metà del XVII secolo veniva indicato «chiesa e cascinale». Dopo anni di conduzione privata, Santa Seraffa è entrata a far parte di Araldica nel 2017. Oggi sono 18 gli ettari coltivati, tutti all’interno nel Comune di Gavi, per una produzione di circa 125 mila bottiglie esclusivamente di Gavi DOCG del Comune di Gavi. L’intero processo di vinificazione viene eseguito all’interno della Tenuta Santa Seraffa. Dopo la vendemmia manuale, le uve vengono immediatamente trasferite in cantina, raffreddate ad una temperatura di 5°C circa e gentilmente pressate. La pressatura a freddo consente di evitare microssidazioni e di preservare il meglio delle e sostanze aromatiche del vitigno cortese.

 Tenuta La Battistina: 26 ettari coltivati a uva cortese

La Tenuta La Battistina si trova un crinale di colline di eccezionale bellezza tra Gavi e Novi Ligure. È stata acquisita nel 2002 da Araldica che inizia la ristrutturazione della cantina aziendale con l'obiettivo di trasformare La Battistina in una cantina per la produzione di Gavi DOCG. Sono 26 ettari di vigneti coltivati a uva cortese, costituiti da una sola particella con una buona esposizione a sud. Vecchie viti con un'età media di 30-35 anni prosperano su terreni con una particolare combinazione di terriccio marnoso. Le incisioni nel terreno causate dai piccoli torrenti del ruscello Lemme hanno creato un microclima piuttosto variabile con diversi gradi di aerazione e conseguenti oscillazioni di temperatura. La piccola valle di cui La Battistina occupa il versante meridionale rappresenta una "bolla" isolata di terreni calcarei ben drenati che è sempre stata considerata una delle migliori dell'intero terroir del Gavi. La posizione favorevole, il microclima della valle, insieme alla venerabile età delle viti, danno al vino Gavi un'eccezionale complessità, struttura ed eleganza con delicati aromi di frutta.

 La storia in pillole 

 1954

Nel 1954, sotto la guida don Carlo Montrucchio, un gruppo di 42 viticoltori fonda la Cantina Sociale di Castel Boglione, divenuta poi in seguito Antica Contea di Castelvero dal nome araldico dei Conti Roberti di Castelvero ancora oggi sede di Araldica. Il primo presidente fu Pietro Abate, sotto il quale fu condotta la prima vendemmia. Obbiettivo della cooperativa era ed è tuttora migliorare il reddito dei Soci attraverso la vinificazione e vendita collettiva del prodotto  

 1963

Sotto la direzione di Pietro Laudano e Livio Manera la cooperativa originaria si ingrandisce, diventando un punto di riferimento per i produttori della zona. Cresce la qualità delle uve prodotte e si gettano le basi per gli investimenti futuri.

 1972 - 1978

Mentre nascono le prime DOC, la cooperativa costruisce con un investimento ardito una delle più grandi cantine di affinamento in botti del Piemonte, con una capacità di15 mila ettolitri. Un’intuizione felice perché proprio in quegli anni, i regolamenti certificheranno che si potrà produrre Barbera d’Asti «Superiore» solo se affinata in legno. Crescono intanto i numeri delle bottiglie prodotte e la solidità della cooperativa.

 1989

Viene costituita l’Araldica Vini Piemontesi, braccio commerciale della cooperativa con lo scopo di iniziare a distribuire in Italia ed all’estero i propri vini

 1999

Il Cascinone, storica tenuta nel comune di Acqui Terme, viene acquistato da Araldica Vigneti nelle sue cantine oggi vengono prodotti una nutrita selezione di vini tra cui spiccano Il Barbera d’Asti Superiore docg e l’Alta Langa docg

 

2000

Per far fronte alle crescenti richieste di mercato, vicino alla cantina storica nasce un nuovo stabilimento produttivo dove viene installatala una nuova linea di imbottigliamento. Dopo gli investimenti per il rinnovo e la modernizzazione della cantina, si concentrano gli sforzi verso la distribuzione e la struttura commerciale.

 2002

Viene acquistata la Battistina, nel Gaviese, 26 ettari coltivati unicamente a cortese per la produzione del Gavi docg. La Battistina posiziona Araldica fra i migliori produttori di Gavi, riconosciuti e apprezzati a livello internazionale

 

2003

Nasce la società Adria Vini srl in collaborazione con il gruppo Inglese Boutinot ltd, per la selezione e l’imbottigliamento di vini regionali Italiani

 

2013

Viene fondato il Gruppo Araldica Castelvero, che diventa il maggior azionista di Boutinot Ltd, leader della distribuzione vini nel Regno Unito e importante esportatore a livello mondiale.

 

2016

L’ultimo acquisto del Gruppo è la Tenuta Santa Seraffa, arroccata su di uno splendido bricco che divide la valle dello Scrivia dal Gaviese. La Tenuta è specializzata nella produzione di Gavi di Gavi Docg: 18 ettari interamente nel comune di Gavi

 2017

Viene riconosciuta la certificazione nazionale di produzione integrata SQNPI (Sistema Qualità Nazionale di Produzione Integrata) ai vigneti delle tre tenute del gruppo: Il Cascinone, La Battistina e Santa Seraffa. Nello stesso anno si avvia lo studio sull’impronta di carbonio (carbon footprint).

 2018

La certificazione SQNPI viene estesa a tutti i 900 ettari dei vigneti dei soci.

 2020

Inaugurazione del nuovo magazzino compattabile con capacità di 3200 posti pallet

 2021

Inaugurazione della nuova linea di confezionamento di vino in lattina capace di produrre 14.000 pezzi all’ora

 2022

Inaugurazione della nuova linea di sboccatura per il metodo classico

  

martedì 30 aprile 2024

NIZZA È BARBERA 2024 RADDOPPIA: DAL 10 AL 13 MAGGIO QUATTRO GIORNI DI INCONTRI, DEGUSTAZIONI E BRINDISI DEDICATI ALLA «ROSSA PIEMONTESE»

 


 IL SECONDO WEEKEND DI MAGGIO A NIZZA MONFERRATO (ASTI) SARÀ BARBERA FORUM CON OLTRE 60 PRODUTTORI E 400 ETICHETTE. S’INIZIA VENERDÌ SERA. DOMENICA MASTERCLASS CON LE DONNE DELLA BARBERA. LUNEDÌ POMERIGGIO DEDICATO AGLI OPERATORI PROFESSIONALI

Grandi novità per l’edizione 2024 di Nizza è Barbera: quest’anno la manifestazione dedicata alla Barbera d’Asti docg e al Nizza docg raddoppia con quattro giorni di incontri, degustazioni e festa dal 10 al 13 maggio.

 

Nizza Monferrato torna a essere una grande capitale del vino: oltre 60 produttori da incontrare con 400 etichette in degustazione di Barbera d'Asti docg e Nizza docg. Ospiti i prodotti gastronomici della filiera corta «T’Amo». Anche quest’anno il Barbera Forum, al Foro Boario, apre già al sabato mattina e si entra esclusivamente per fasce orarie con tre turni giornalieri (10-13; 14-17; 17,30-20,30). Lunedì l’ingresso è riservato ai professionisti del settore dalle 15 alle 18,30. Ingresso gratuito su accredito. Prenotazione obbligatoria sul sito.  

Protagoniste saranno le Donne del Nizza con una masterclass sulla visione presente e futura della denominazione Nizza docg (domenica alle 17 nell’ex chiesa Santissima Trinità).

A Palazzo Crova, sede dell’Enoteca Regionale del Nizza, degustazioni esperienziali e olfattive sulla Barbera. Pranzo e cena con banco d'assaggio dei vini dei produttori di Nizza è Barbera all’Osteria Vineria La Signora in Rosso. Notte bianca con negozi aperti e proposte gastronomiche nel centro cittadino, dove saranno allestiti i Wine Point con una selezione di etichette di Barbera d’Asti docg e Nizza docg in degustazione. In piazza Garibaldi, in piazza XX Settembre e nel centro storico l’Associazione Commercianti Nicesi «Nizza col Cuore» organizza uno street food locale in collaborazione con le Pro loco locali. Domenica in bici nelle vigne del Nizza, raduno automobilistico di Ferrari e SuperCar, mercatino del gusto nel centro storico.

Nizza è Barbera è organizzata dalla Città di Nizza Monferrato e dall’Enoteca Regionale di Nizza con il supporto di Consorzio della Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Associazione Produttori del Nizza e Astesana Strada del Vino. La manifestazione ha il patrocinio della Regione Piemonte, Provincia di Asti e Camera di Commercio di Asti. 

 

Nella foto da sn: Mauro Damerio, Stefano Chiarlo, Vitaliano Maccario, Alfonso Dolgetta, Matteo Palumbo, Simone Nosenzo, Domenico Perfumo

LE DICHIARAZIONI

«Abbiamo esteso la manifestazione a quattro giorni – dice Simone Nosenzo, sindaco di Nizza Monferrato – il venerdì sarà una giornata più culturale e più rivolta ai giovanissimi a cui vorremmo trasmettere il messaggio che, a volte nella vita, bisogna osare con spirito imprenditoriale e un pizzico di rischio, il lunedì sarà dedicato ai ristoratori e professionisti. Siamo contenti della collaborazione che si è creata con l’Enoteca, il Consorzio, l’Associazione dei Produttori del Nizza e l’Associazione commercianti: una bella e importante sinergia che ci consente di far crescere a livello qualitativo la nostra manifestazione e di mantenere l’indotto sul nostro territorio».

«Lo avevamo promesso nell’ultima edizione e quest’anno Nizza è Barbera raddoppia – annuncia Mauro Damerio, presidente dell’Enoteca regionale del Nizza – Iniziamo venerdì con la proiezione di un docufilm culturale sulla moto Guzzi, una storia che ricorda molto la scommessa di chiamare il nostro vino Nizza docg: rischiare su un’idea in cui nessuno credeva. Ringrazio i commercianti che sono una grande risorsa per la nostra città, danno un segnale importante. Chiudiamo il lunedì con una giornata riservata agli operatori di settore: ci sono già una ottantina di iscritti. Abbiamo voluto sperimentare questa opportunità per chi nel weekend lavora e vuole assaggiare con calma. Da sempre, Nizza è Barbera è una manifestazione pop, pensata anche per i giovani consumatori: il vino è cultura e divertimento insieme. Usciamo un po’ dagli schemi classici di presentazione del vino e questo negli anni ci ha permesso di parlare in modo più smart ai più giovani».

«È molto importante per ristoratori ed enoteche mandare i propri professionisti, spesso giovani, ad assaggiare e imparare su quel vino che poi andrà venduto - dichiara il presidente dell’Associazione dei Produttori del Nizza Stefano Chiarlo – Questa è un’opportunità unica per degustare tante etichette di Nizza e Barbera. L’Associazione organizza una Masterclass dedicata alle Donne del Nizza: sono contento che molte donne, enologhe e proprietarie di cantine, con la loro sensibilità, abbiano capito l’importanza del Nizza docg. È la denominazione che è cresciuta di più negli ultimi anni in etichette, investimenti e numeri: un milione di bottiglie, più 27%».

«A Nizza l’entusiasmo si percepisce, qui si guarda il mondo con il bicchiere mezzo pieno – ricorda Vitaliano Maccario, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato-. Il nostro Consorzio crede in queste iniziative per la crescita del territorio e appoggia questa amministrazione giovane e dinamica. C’è una bella grinta nel comunicare la Barbera e il Nizza. Dobbiamo arrivare in cinque anni a fare 3 milioni di bottiglie di Nizza docg. Il mio impegno per il prossimo anno sarà di sostenere la manifestazione con un tocco di internazionalizzazione».

«Quest’anno si è deciso di alzare molto l’asticella della qualità – annuncia il presidente dei Commercianti nicesi Alfonso Dolgetta affiancato dal vice Matteo Palumbo – Un grazie al presidente dell’Enoteca Mauro Damerio che ci stimola a fare sempre meglio. Inauguriamo il venerdì con Radio Vega. Per tre giorni sarà coinvolto il centro storico con una proposta di street food, di musica e di artisti di strada. È stato pensato un programma rivolto sia alle famiglie che ai giovani, ma anche a chi vuole approfondire la conoscenza del Nizza docg: in collaborazione con l’Enoteca Regionale e i Cugini di Torino, proporremo “Nizza Experience” in piazza XX Settembre con un approfondimento sui cru del Nizza. A fasce orarie, faremo delle degustazioni in abbinamento al cibo».

«Nizza è Barbera è l’evento che impersonifica al meglio l’evoluzione della cultura e della conoscenza del vino avvenuta nell’ultimo decennio, evoluzione che ovviamente ha avuto conseguenze importanti anche nel mondo del turismo - aggiunge Arturo Cravera, Assessore al Commercio e Turismo di Nizza Monferrato -. Il vino è un incredibile ambasciatore del territorio di provenienza e negli anni si è trasformato in un efficace e potente strumento di marketing e promozione. Oggi l’affluenza del turista “winelover” non si limita unicamente all’acquisto di prodotti locali, al gustare piatti tipici e alla degustazione di vini ma si sviluppa andando a includere le visite ai luoghi di produzione, wine tour creati appositamente che generano un indotto importantissimo per il nostro territorio. Oggi tali esperienze sono ormai d’uso comune, la quasi totalità dei turisti vi prende parte quando viaggia e “Tour di cibo, vino e vita notturna” sono le categorie di esperienza che hanno registrato la maggiore crescita di prenotazioni facendo crescere anche i giorni di permanenza sulle nostre colline. Stiamo giocando le carte giuste e anche quest’anno confidiamo che Nizza è Barbera attragga centinaia di turisti che vivano il nostro territorio e godano delle sue unicità, certi che il trend di crescita registrato negli anni passati mantenga le aspettative».

«I nostri produttori di vino hanno un ruolo fondamentale nell'economia locale - conclude Domenico Perfumo, Assessore all'Agricoltura di Nizza Monferrato – lavorano per custodire le colline patrimonio Unesco e creano opportunità economiche, promuovendo anche il turismo enogastronomico. A tutti loro va il grazie di questa amministrazione per l’impegno e l’entusiasmo con cui contribuiscono a rendere bellissima Nizza è Barbera».


 
IL PROGRAMMA

VENERDÌ 10 MAGGIO. La festa si apre alle 20 da Piazza XX Settembre con lo street food: cibi e cucine di strada e proposte gastronomiche del territorio dei locali nicesi a cura dell’Associazione Commercianti Nicesi “Nizza col Cuore”. Wine Point di Barbera d’Asti docg e Nizza docg dei produttori che partecipano alla manifestazione.

Alle 20,30 in piazza del Comune, proiezione del docufilm “Il coraggio di andare oltre”, la storia di un incontro, di un’amicizia, di un’idea che diventa progetto: la moto Guzzi.

SABATO 11 MAGGIO. S’inizia alle 9,30 con il brindisi d’apertura al Foro Boario di piazza Garibaldi. Dalle 10 alle 20,30 sarà Barbera Forum con ingresso a turni: oltre 60 produttori presentano 400 etichette di Nizza docg e Barbera d’Asti docg. Si entra per fasce orarie: 10 – 13 / 14 – 17 / 17,30 – 20,30. Assaggi a cura delle aziende della filiera corta T’Amo con i loro prodotti enogastronomici. Costo d'ingresso al Barbera Forum: 25 euro.
Dalle 12 apertura dei Wine Point nel centro storico, banchi assaggio di Barbera d’Asti docg e Nizza docg dei produttori che partecipano alla manifestazione. Pranzo e cena con lo street food: cibi e cucine di strada e proposte gastronomiche del territorio dei locali nicesi a cura dell’Associazione Commercianti Nicesi “Nizza col Cuore”.
Dalle 12 e dalle 20 pranzo e cena al ristorante vineria La Signora in Rosso con banco assaggio di Barbera d’Asti: si potranno degustare le etichette presenti al Barbera Forum in abbinamento ai piatti proposti dalla vineria. Prenotazione necessaria - posti limitati: 0141 793350 – 329 7137204.
Alle 17,30 “I Profumi della Barbera” al Palazzo del Gusto: attraverso un percorso di degustazione sensoriale a carattere olfattivo si andranno ad analizzare gli olfattori del vino tipici della Barbera. Con la guida di un sommelier Ais, attraverso l’utilizzo del wine sensory kit Sinergo, l’ospite viene invitato a conoscere e riconoscere gli aromi e i gusti del vino Barbera d’Asti docg e Nizza docg. Potrà inoltre degustare il vino ponendo attenzione all’olfatto di ritorno. Al termine dell’esperienza si propongono piccoli assaggi di cibo in abbinamento. Costo 25 euro. Sconto 5 euro in loco, per: studenti Ais, Fisar, Onav, Agraria, Enologica e per chi ha partecipato al Barbera Forum (mostrando mail prenotazione). A cura di R.Events e di Sommelier Ais. Info: 380 5220809 – mail: informa.revents@gmail.com
Dalle 19 nelle vie e piazze del centro storico di Nizza, Notte Bianca con gastronomia, musica e negozi aperti.

DOMENICA 12 MAGGIO. Dalle 10 alle 20,30 prosegue il Barbera Forum nel Foro Boario con ingresso a turni: si entra per fasce orarie: 10 -13 |14 -17 | 17,30 - 20,30.

Partenza da piazza Garibaldi di “In bici nelle vigne del Nizza”, tour guidato in bicicletta alla scoperta dei cru del Nizza docg a cura dell’Associazione Produttori del Nizza, in collaborazione con Mon Bike Tour ed Experience 4U. Sono tre i tour: 10-12,30, 13-15,30 e 16-18,30. Info e prenotazioni: 379 2276959,  info@experience4u.it. Costo: 10 euro solo escursione + 25 euro affitto e-bike.
Dalle 11 prosegue il WinePoint. Dalle 10 Mercatino del Gusto nel centro storico. Alle 10,30 la Barbera d’Asti incontra le Ferrari e le SuperCar, raduno automobilistico a cura del Red Passion Owner’s di Torino.
Si pranza e si cena alla Vineria La Signora in Rosso con il banco assaggio della Barbera. Prenotazione necessaria - posti limitati: 0141 793350 – 329 7137204. Dalle 11 alle 20 pranzo e cena anche nel centro storico e in piazza XX Settembre con street food a cura dell’Associazione Commercianti Nicesi “Nizza col Cuore”.
Alle 17 nell’ex chiesa Santissima Trinità, masterclass sulla visione presente e futura della denominazione Nizza docg da parte delle Donne del Nizza, a cura dell’Associazione Produttori del Nizza, con l’intervento del presidente Stefano Chiarlo e delle produttrici. Prenotazione necessaria - euro 25 - posti limitati. Orario: dalle 17 alle 19. Info: 320.1414335 mail. info@enotecanizza.it.

LUNEDÌ 13 MAGGIO. Dalle 15 alle 18,30, Barbera Forum riservata agli operatori del settore. Merenda sinoira conclusiva della manifestazione con i prodotti delle aziende della filiera corta T’Amo. Ingresso gratuito su accredito. Le prenotazioni online chiudono alle ore 20 del giorno precedente.

Altre info: www.nizzaebarbera.wine

HASHTAG: #NizzaèBarbera
PAGINE FACEBOOK: Nizza è Barbera e Enoteca Regionale di Nizza Monferrato
TWITTER: @enotecanizza

 


lunedì 15 aprile 2024

IL TALENTO NON HA GENERE: AIS E LE DONNE DEL VINO FORMANO LE SOMMELIÈRES DEL FUTURO

 




 

 È STATO PRESENTATO  AL VINITALY IL PROGETTO «ESSENZE DI VITE» IN MEMORIA DELLE SOCIE DONATELLA BRIOSI E MARISA LEO. SARÀ UN’OPPORTUNITÀ PER SETTE GIOVANI DONNE  

 

«Chi è il sommelier del futuro? È donna, scommette negli abbinamenti vino-cibo, sa sorprendere e parla al cuore». È stato presentato oggi a Vinitaly «Essenze di Vite», il nuovo progetto formativo che vede alleati l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino e l’Associazione Italiana Sommelier. L’iniziativa prevede la formazione gratuita di sette giovani donne, selezionate in collaborazione con gli Istituti Alberghieri e Turistici. Le beneficiarie avranno l'opportunità di frequentare i tre livelli del corso per sommelier, acquisendo una preparazione di alto livello nel mondo del vino. Un progetto che nasce per valorizzare il talento e la professionalità delle donne sommelier, promuovere la rappresentanza femminile nel settore del vino, e per dare un’opportunità professionale a giovani che vogliono costruirsi un futuro. Un’iniziativa nata per ricordare concretamente due Donne de Vino, Donatella Briosi e Marisa Leo, vittime di violenza, donne solari e positive che, della loro passione, avevano fatto una professione.

«Le donne sono circa il 30% dei sommelier italiani – ricorda Daniela Mastroberardino, presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino - e continuano ad aumentare nei corsi per chi assaggia e serve il vino così come fra gli studenti delle scuole alberghiere. Da sempre sono più attente all’abbinamento cibo-vino. Fra le Donne del Vino sono circa il 10% delle socie, molte meno delle produttrici, ma comunque tante e autorevoli. Tuttavia la presenza femminile fra chi si occupa del vino nelle sale dei ristoranti è ancora scarsa specialmente fra i “main chef sommelier” cioè i manager di strutture grandi. Con questo progetto vogliamo aiutare giovani donne a trasformare una passione in un lavoro».

L’approccio, trasparente e meritocratico, prevede la selezione delle beneficiarie attraverso criteri rigorosi che includono l’iscrizione a un Istituto Alberghiero o Turistico, eccellenti risultati scolastici, e passione per il vino.

«L’Italia è tra gli stati con la maggiore percentuale di donne al timone di aziende vitivinicole, circa il 25 per centouna cifra incoraggiante ma non sufficiente – dice il presidente nazionale AIS Sandro Camilli - Attraverso la formazione e il sostegno a giovani talenti femminili, vogliamo valorizzare la diversità e l'eccellenza che contraddistinguono il mondo del vino. La collaborazione con le Donne del Vino rappresenta per AIS una partnership strategica verso un futuro in cui le donne sommelier apporteranno sempre di più una prospettiva unica e preziosa al settore, e noi siamo lieti di contribuire alla loro crescita professionale».

Giuseppe Baldassarre, Consigliere Nazionale AIS e coordinatore della Commissione Tecnico-Scientifica di AIS, è stato incaricato di seguire il progetto: «Accolgo con grande entusiasmo l'iniziativa, che rappresenta un'ulteriore opportunità per affermare la natura aperta, inclusiva e creativa delle nostre associazioni. Il mondo del vino, come ogni ambito della società, della cultura e del lavoro, ha un bisogno impellente del talento femminile e del suo ingegno. Questo progetto, pur nella sua semplicità, assume un valore straordinario: crea attenzione, e offre spazio e opportunità a giovani donne che, per diverse ragioni, potrebbero non aver avuto accesso alla formazione in questo settore. Grazie a questa iniziativa, potranno acquisire competenze di alto livello, aprendosi la strada verso un futuro professionale nel campo dell'enogastronomia».

Ha moderato l’incontro Lara Loreti, giornalista Il Gusto (La Repubblica, La Stampa) e sommelier.

UN PO’ DI NUMERI. In Italia, secondo dati ISTAT, le sommelières rappresentano circa il 30 per cento del totale; tuttavia, sono ancora troppo poche a occupare ruoli apicali. I numeri, però, sono in crescita da almeno tre decenni: secondo uno studio della Università Bocconi, dal 1981 al 2011 l’occupazione femminile nel settore è passata dal 29,6 al 41,7 per cento. I settori del marketing e della comunicazione sono preponderanti, seguito da quello commerciale; in coda l’ambito produttivo, enologico e agronomico, cui comunque le donne contribuiscono per il 28 per cento del PIL agricolo. A un'analisi più approfondita emerge una correlazione significativa tra la presenza femminile nel management delle cantine e l'adozione di politiche aziendali orientate alla qualità, alla sostenibilità e all'internazionalizzazione. L'esempio di queste cantine dimostra come la diversità e l'inclusione non solo arricchiscono il settore del vino, ma contribuiscono attivamente alla sua crescita sostenibile e al successo nel panorama internazionale.

LE ASSAGGIATRICI DEI CONCORSI. In Giappone il principale concorso enologico Sakura ha una giuria interamente femminile. Poi sono il National Women’s Wine Competition “Wine Women Wont” Santa Rosa California vini giudicati alla cieca da esperti donne (www.nwwc.info). Femmes et Vins du Monde Principato di Monaco con giuria femminile. Presieduta dall’enologa Régine Le Coz (www.femmesetvinsdumonde.com). Feminalise, Beaune Francia, vini assaggiati alla cieca da 350 esperte (www.feminalise.com). Premios Vino y mujer nato nel 2007 dove una giuria di donne giudica vini fatti dalle donne (www.vinoymujer.com). Women.s Wine & Spirits Awards prima edizione 2018 a Londra, la giuria è composta da 100 buyer e esperte donne. Organizzato da China Wine & Spirit Awards (CWSA). Altra curiosità: il Wset – Wine & Spirit Education Trust, con corsi in 70 Paesi del mondo, ha mostrato come nel 1970 le donne costituissero il 10,6% dei diplomati mentre nel 2018 fossero il 42,8%.

UN PO’ DI STORIA AL FEMMINILE. La prima sommelier donna in Italia è stata la milanese Maria Luisa Ronchi, diplomata sommelier AIS nel 1969, seguita dalla piemontese Laura Pesce nel 1972, entrambe con una lunga militanza nelle Donne del Vino. La sarda Lucia Pintore è stata la prima campionessa italiana dei sommelier nel 1987, anche se prima di lei Franca Rosso di Tavagnacco (Udine) arrivò a pari merito con un uomo sommelier nel 1975. La prima presidente donna di un’associazione di sommelier è Graziella Cescon nel 2015 e il primo direttore di una testata dei Sommelier è stata Marzia Morganti nel 2003.

 

domenica 14 aprile 2024

PASQUALE PELISSERO, 100 VENDEMMIE NELLA LANGA DEL BARBARESCO A VINITALY 2024 DEBUTTA IL BARBARESCO DEL CENTENARIO

 


 All’azienda Pasquale Pelissero. Madre e figlio eredi di una famiglia contadina di Langa che coltivano vigne da oltre un secolo.
Siamo a Neive, sulle colline che restituiscono una delle espressioni migliori del nebbiolo: il Barbaresco. È uno dei quattro comuni dove si può produrre questa denominazione. L’azienda Pelissero ha oggi più di cento vendemmie. Acquistarono la cascina Giuseppe e Giovanni Pelissero, nonno e pro zio di Ornella. Con papà Pasquale avvenne la svolta: fu lui nel 1971 a imbottigliare la prima bottiglia di Barbaresco Cascina Crosa e a investire negli anni in terra e vigne. Nel 2007 tocca a Ornella raccogliere l’eredità dopo la scomparsa del padre. Oggi la Pasquale Pelissero sono otto ettari di vigne a corpo unico attorno alla cascina. Dal cortile si ascoltano lo scoccare delle ore del campanile di Neive. Facendo pochi passi si è tra i filari del cru San Giuliano, una delle 66 Menzioni Geografiche Aggiuntive consentite dal disciplinare del Barbaresco.

Vinitaly 2024  debutta  il Barbaresco del centenario vendemmia 2021: sono 8 mila bottiglie di Barbaresco Bricco San Giuliano e 4 mila di Barbaresco Cascina Crosa. Saranno contrassegnate da un bollino.

L’azienda Pasquale Pelissero è al Padiglione 10 Piemonte stand i3.

 

LA STORIA DELLA FAMIGLIA PELISSERO

La storia della famiglia Pelissero inizia il 5 gennaio 1921, quando i due fratelli Giuseppe e Giovanni Pelissero stipulano l’atto di acquisto di Cascina Crosa. È una storica cascina di Neive, da sempre proprietà nobiliare e residenza di campagna dei Conti Cocito. Ci sono già due ettari di vigneti piantati intorno all’azienda. I fratelli Pelissero curano la campagna, la stalla, le vigne e conferiscono le uve alla cantina sociale di Neive. Giuseppe è contadino e falegname. Sposa donna Aurelia Cesarina, da cui ha dieci figli: nove femmine e un solo maschio, Pasquale, che nasce il 24 settembre 1939, sotto il segno della Bilancia. Giuseppe muore nel 1956 a causa di un grave incidente sul lavoro. Sono tempi in cui Piemonte vige ancora la regola dove l’azienda passa in eredità solo per parte maschile. Pasquale ha 17 anni e tocca a lui: prende in mano l’azienda. Accanto a lui mamma Aurelia e la sorella più piccola Rosa, che all’epoca ha 15 anni. I due giovani sono smarriti davanti al tanto lavoro: devono portare avanti da soli campi, vigne e stalla. Nonna Aurelia vende le uova al mercato per arrotondare e poter comprare le scarpe ai figli. È ancora la Langa della malora. Un giorno mentre portano l’uva alla cantina sociale, al rondò di Neive comincia a grandinare: l’uva è salva ma il carro si riempie di grandine. Siamo negli Anni 60 e inizia a svilupparsi l’industria anche qui. Tanti contadini s’impiegano nelle fabbriche che danno un lavoro e uno stipendio sicuri, non come quelle «botteghe a cielo aperto» che sono le vigne. Anche Pasquale è tentato, cerca un lavoro e lo trova in una delle aziende più prestigiose di Langa, la Ferrero. Ma quella non è la sua vita e infine, dopo pochi anni, torna nella sua vigna. Negli Anni 70 Pasquale inizia a imbottigliare il Barbaresco e inizia la storia dell’autonomia dell’azienda. In cantina ci sta poco. È solito asserire: «Quando curi tanto e bene la tua vigna, in cantina hai poco da fare». È un bell’uomo, elegante, un «contadino gentiluomo»: si veste bene anche quando va in vigna. È un tratto tipico di chi ha nel segno la Bilancia. Negli anni, con tanto lavoro e tanti sacrifici, mette insieme la proprietà. È del 1971 la prima bottiglia di Barbaresco Cascina Crosa. Nel 1970 si sposa con Gregorina Isabella e ha tre figlie: Ornella è la primogenita. La sorte per lei ha scelto la vigna: nasce il 5 novembre 1971 mentre la mamma sta vendemmiando. Il destino è segnato: sarà lei a prendere in mano le redini dell’azienda paterna.  

ORNELLA E SIMONE, LE NUOVE GENERAZIONI

Ornella entra ufficialmente in azienda il 6 giugno 1986. Ha 15 anni ed è cresciuta correndo tra i filari. Conosce già bene gli umori della terra e il profumo dell’uva. Le piace tanto studiare. Ha appena finito il primo anno alla Scuola Enologica di Alba con ottimi risultati. Sa di essere sulla strada giusta e sa che cosa vuole fare. Dei 700 studenti è una delle pochissime donne che frequentano quella scuola molto maschile. All’epoca c’erano meno di dieci studentesse. Pasquale è un uomo intelligente ma ha la mentalità vecchio stampo del contadino di Langa: decide che Ornella deve smettere di andare a scuola. «Alle donne non serve studiare» è solito ripetere. Ornella lascia gli studi e comincia a lavorare accanto al padre: ascolta, impara e carpisce i segreti del mestiere. È attenta a tutto quello che lui dice e fa. Arriva l’autunno del 2007: l’uva è matura, è quasi ora di vendemmiare. Ma succede l’imprevedibile. È il 27 settembre, da pochi giorni ha compiuto 68 anni, Pasquale muore. La famiglia Pelissero è scossa. Ornella si rimbocca le maniche e il giorno dopo il funerale del padre, il 1° ottobre, incomincia a vendemmiare. Inizia così la guida femminile nell’azienda che porta il nome del papà. Con lui, si producevano il Barbaresco Cascina Crosa, il Langhe Favorita, il Dolcetto d’Alba, il Langhe Nebbiolo e il Langhe Freisa. Negli anni, Ornella ha portato novità: nasce con lei il Barbaresco che rivendica la MGA, la Menzione Geografica Aggiuntiva, San Giuliano. Prima dalla vendemmia 2007, il Barbaresco Bricco San Giuliano, in commercio dal 2010; poi, nel 2010, il Barbaresco Riserva Bricco San Giuliano uscito nel 2015. Dalla vendemmia 2009, Carlo Arnulfo porta la sua esperienza agronomica ed enologica in azienda. «Questa cascina è una bumbunera!», questa cascina è una bomboniera, ha esclamato il primo giorno che ha visto Cascina Cosa. Una realtà piccola ma ben fatta, come una bomboniera. Oggi accanto a Ornella, lavora anche il figlio Simone, classe 1999, diplomato alla Scuola Enologica nel 2018. A giovane di casa, piace innovare in vigna e in cantina ma «sul Barbaresco non mette ancora le mani» sentenzia mamma Ornella. Ma ha già creato la sua novità: il Langhe Nebbiolo che porta il suo nome. Un’etichetta che va ad affiancare l’altro Langhe Nebbiolo che porta il nome in dialetto del nonno: Pasqualin. L’ultimo nato viene vinificato in acciaio, l’altro fa un anno in botte. Due espressioni diverse dello stesso vitigno. Due generazioni così lontane, così vicine.

LA MENZIONE GEOGRAFICA AGGIUNTIVA SAN GIULIANO

La famiglia Pelissero è proprietaria di un vigneto nella Menzione Geografica Aggiuntiva (MGA) San Giuliano. È il «cru» che riunisce quattro generazioni della famiglia Pelissero. La vigna fu piantata negli Anni 90 da Pasquale. Sono quattro ettari attorno a un ciabot - una casetta in mattoni o tufo che viene utilizzata dai contadini per ricoverare attrezzi agricoli o per ripararsi dai temporali - con la statua di San Giuliano che dà il nome al cru o, come la chiamano qui, la Menzione Geografica Aggiuntiva. «Non c’è documentazione certa ma c’era già quando nacque mio nonno Giuseppe nel 1901 - racconta Ornella Pelissero - era falegname, e fece la porta e le finestre del ciabot. Mi piace pensare che questa vigna e questo vino siano il legame che unisce le nostre quattro generazioni di contadini di Neive: da mio nonno a mio figlio Simone». Qui nascono il Barbaresco Bricco San Giuliano e il Barbaresco Riserva Bricco San Giuliano. Nel 2007 quando muore Pasquale, l’azienda produce solo il Cascina Crosa, lo storico Barbaresco. Il Bricco San Giuliano è il vino di Ornella. «Siamo rimasti produttori tradizionali – dice la vignaiola – utilizziamo solo botti grandi e metodi di fermentazione tradizionali».

LA FILOSOFIA: UN GRANDE VINO NASCE IN VIGNA

I Pelissero sono una famiglia contadina di Langa che produce con passione Barbaresco a Neive da quattro generazioni. Ornella è cresciuta correndo tra i filari: il profumo del vino, della terra e dell’uva sono impressi nella sua memoria di bambina. Se c’è un ricordo, sono gli occhi di suo padre: si illuminavano quando era in vigna. Prendere in mano la sua eredità non è stato facile. È stato un lavoro impegnativo che ha richiesto tanto impegno. Oggi Ornella e il figlio Simone curano ogni parte di quanto c’è da fare a Cascina Crosa. Sono impegnati in vigna, cantina, sala degustazione, nell’accoglienza clienti, nei rapporti commerciali con l’estero. Vanno alle fiere e si occupano degli ordini dei vini e dei contatti con i fornitori e gli importatori. Da sempre, la filosofia è la stessa: un grande vino nasce in vigna. Per questo, nel loro lavoro quotidiano, investono molto tempo a curare la terra. Vinificano solo uve di loro produzione e affinano i vini e il Barbaresco in modo tradizionale, in botti grandi di rovere francese da 25/30 ettolitri.

LA CANTINA: VINCE LA TRADIZIONE 

In cantina, i Pelissero sono tradizionalisti. Vinificano solo uve di loro produzione e affinano i vini e il Barbaresco in modo tradizionale, in botti grandi di rovere francese da 25/30 ettolitri. Da tempo, non utilizzano più barrique. Ornella ha fatto alcune prove per fare un Barbaresco con passaggio in legno piccolo ma poi non la convinceva. Le barrique vengono solo usate “di servizio”, per fare travasi. Nel 2009la cantina è stata ristrutturata e gli spazi sono raddoppiati, in modo da poter vinificare tutte le uve che l’azienda produce. Si producono 45 mila bottiglie all’anno. Il 60% della produzione va all’estero. I mercati sono: Stati Uniti, Canada, Nord Europa, Olanda, Belgio, Norvegia, Giappone, Singapore, Turchia e Australia.

I VIGNETI: DAL CRU SAN GIULIANO AI VITIGNI AUTOCTONI PIÙ RARI

La azienda Pasquale Pelissero sono 8 ettari di vigneti in un corpo unico attorno a Cascina Crosa.  Sono stati quasi tutti reimpiantati da Pasquale negli Anni 90.

La vigna di cui Ornella e Simone vanno più orgogliosi è la San Giuliano. «San Giuliano» è una delle 66 Menzioni Geografiche Aggiuntive consentite dal disciplinare del Barbaresco. Fino al 1995 era Mga «Gallina», poi fu suddivisa. Un ciabot, casettina in mattoni tipica della Langa, domina collina e vigna. Custodisce la statua del santo che dà il nome alla Mga. È di proprietà della Curia ed è Patrimonio Culturale. Vigna e ciabot sono l’anello di congiunzione di quattro generazioni della famiglia. Nel 2010 sono state ristrutturato porte e finestre in legno che fece nonno Giuseppe a inizio Novecento. Simone dice che quel luogo è magico. Ornella sostiene che lì c’è il genius loci, l’anima dell’azienda. Ogni anno, a capofilare, lei pianta qualche rosa color Barbaresco. Nascono qui le 8 mila bottiglie di Barbaresco Bricco San Giuliano e le mille di Barbaresco Riserva Bricco San Giuliano.

Altra vigna di proprietà è il Cascina Crosa: sono 4 mila metri ed è lo storico vigneto dell’azienda. È stato piantato 65 anni fa da nonno Giuseppe ed è sotto il campanile di Neive. Dalla vigna, si sentono battere le ore.

Curano anche un piccolo vigneto di Freisa, poco meno di 4 mila metri, un vitigno che sta scomparendo in Langa. Era il vino preferito da papà Pasquale. Se ne producono circa 4 mila bottiglie. La vendono bene all’estero, soprattutto in Canada, dove stanno crescendo consumatori curiosi interessanti ai vitigni di nicchia.

Infine, completa l’azienda una «giornata» (misura piemontese per 3800 metri) di Favorita, anche in questo caso un vitigno che mantiene il contatto con le radici della famiglia.

                                              veduta dei vigneti dell'azienda vitivinicola