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lunedì 12 novembre 2012

NELL'ANNO DEL DRAGO - in mostra 4 importanti artisti contemporanei cinesi

dal 15 novembre 2012 al 10 febbraio 2013

Asti, Palazzo Mazzetti, Corso Vittorio Alfieri 357

Come ben sanno tutti coloro che seguono, anche marginalmente, il mondo dell'arte, il fenomeno Cina è esploso in questi ultimi anni anche in  questo settore.

A livello internazionale molti artisti dell'immensa nazione asiatica sono molto quotati e raggiungono cifre milionarie.
In Italia, escludendo gli addetti ai lavori, l'exploit cinese anche in questo campo probabilmente non è ancora molto conosciuto  dal grande pubblico e quindi l'iniziativa intrapresa ad Asti può essere interessante per far arrivare in città quel turismo culturale che si sta rivelando sempre più rilevante.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Asti in collaborazione con l’Associazione Piemontese Arte presenta, nello spazio espositivo della Fondazione Palazzo Mazzetti ad Asti, una selezione d’importanti artisti cinesi nella mostra “Nell’Anno del Drago” curata da Michelle Lai, Art Manager presso lo Shanghai Sculpture Park in Cina.
Si inaugura giovedì 15 novembre alle ore 17.30 e resta aperta sino al 10 febbraio 2013.
Li Xiao-wei, Luo Fa-hui, Wang Dong-chun e Yu You-han sono i quattro pittori, tutti noti
a livello internazionale, che espongono per la prima volta in Piemonte nell’ambito della
consolidata collaborazione esistente fra l’Associazione Piemontese Arte, presieduta dallo
scultore Riccardo Cordero, e lo Shanghai Sculpture Park diretto dallo scultore giapponese
Masayuki Koorida.
Le 23 opere esposte mostrano uno spaccato delle nuove tendenze
dell’arte contemporanea in Cina e, sebbene in apparenza denotino stilemi occidentalizzanti, lasciano filtrare la permanenza di una tradizione chiaramente orientale.
Come scrive nel suo testo introduttivo al catalogo la curatrice, Michelle Lai, che ha
selezionato gli artisti invitati “… Sebbene appartenenti a generazioni differenti, (gli artisti)
provengono tutti dalle esperienze (storico sociali) menzionate. Essi hanno tutti provato
intensamente a cercare diverse interpretazioni di forme e linguaggi per creare  un’espressione artistica di questa nuova generazione.
E’ nostro grande piacere collaborare a questa mostra e dare un contributo agli scambi internazionali della cultura tra Cina e Italia…”.
L’iniziativa, sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti attraverso la neo
Fondazione Palazzo Mazzetti, sarà inoltre arricchita da una serie di eventi collaterali ad
ingresso libero, organizzati con la collaborazione dell’Istituto Confucio di Torino, con finalità didattico divulgative per sviluppare una più approfondita conoscenza della cultura cinese attraverso alcuni temi selezionati, quali la scrittura per ideogrammi, la musica e l’arte di tagliare la carta.
Tutti gli eventi si terranno presso la sede espositiva o in locali attigui e avranno luogo
dal mese di dicembre per concludersi il 10 febbraio, data in cui ricorre il Capodanno cinese, nonché data di chiusura della mostra stessa.
 
scheda della mostra

NELL’ANNO DEL DRAGO
 
a cura di Michelle Lai
Asti, Palazzo Mazzetti
 Artisti
Li, Xiao-wei Luo, Fa-hui Wang, Dong-chun Yu, You-han
 
Promotore:
 Fondazione Palazzo Mazzetti, Asti
Organizzazione:
Associazione Piemontese Arte
 
Patrocinio di:
Regione Piemonte, Consiglio Regionale del Piemonte, Città di Asti
Collaborazione:
Shanghai Sculpture Park, Cina
Sede espositiva:
Palazzo Mazzetti, Corso Vittorio Alfieri 357, Asti
Apertura mostra:
dal 15 novembre 2012 al 10 febbraio 2013
Orario:
continuato da martedì a domenica, 10:30 – 18:30 (lunedì chiuso)
Ingresso al museo intero 5,00€, ridotto 3 €, scuole gratis
Ingresso alla mostra gratis
Catalogo: a colori, distribuito in sede
Info:  www.piemontearte.com  Tel. 011 248.1790  www.palazzomazzetti.it  Tel. 0141 530.403
                                         Palazzo Mazzetti
                                
 
 

 

 


 

domenica 11 novembre 2012

Vini in polvere: annunciato il ritiro. Forse si riuscirà a bloccarne il mercato

 
                                                          Il presidente Marini con i wine-kit 
 
 
Dopo le denunce presentate da Coldiretti, la Commissione Europea intenzionata a bloccare i wine kit.
 
Da tempo imperversavano sul mercato degli inquietanti "wine kit“ rivolti al consumatore finale per "produrre" in casa propria "vini" con polverine chimiche.
Per favorire l'acquisto da parte di un pubblico non certo composto da chi ama il vino autentico, invitandolo a giocare "al piccolo enologo", procurandosi se va bene un bel mal di pancia,  si sfruttano le denominazioni più note.
Ora la vicenda potrebbe concludersi, almeno nella UE,  ma dimostra che l'attivismo dei creatori di vini farlocchi non è mai stato archiviato.
Produrre vini con l'ausilio della chimica è storia non nuova, i sofisticatori sono sempre stati molto attivi in materia, ma arrivare addirittura al "kit" forse ha passato quel confine atto a scatenare sacrosante reazioni da chi il vino lo produce in modo naturale.
"Il pronunciamento della Commissione Europea c'è stato – dichiara il presidente provinciale Coldiretti di Asti, Roberto Cabiale – ora occorre provvedere immediatamente al ritiro dall’intero mercato comunitario dei “miracolosi” wine kit che promettono con semplici polveri di ottenere in pochi giorni vini dalle etichette più prestigiose. Accogliamo favorevolmente le dichiarazioni del Commissario Europeo all’agricoltura Dacian Ciolos, aspettavamo una risposta su quello che consideriamo un vero scandalo”.
La risposta del Commissario è arrivata in seguito ad una interrogazione parlamentare: “la Commissione è stata informata delle pratiche commerciali a cui si fa riferimento nell’interrogazione e, durante l’ultima riunione del Comitato di gestione dell’OCM unica, ha provveduto a informare le delegazioni degli Stati membri che tali pratiche violano le norme in materia di etichettatura nel settore vitivinicolo stabilite dalla legislazione europea. La Commissione ha precisato che i prodotti in questione non possono essere commercializzati utilizzando una denominazione di origine protetta (DOP) o un’indicazione geografica protetta (IGP), nemmeno attraverso una semplice evocazione del nome. Gli Stati membri devono adottare tutti i provvedimenti necessari a prevenire l’uso illecito del nome di una DOP o di un’IGP ritirando dal mercato tali prodotti”.
Coldiretti stima che nei diversi Paesi dell’Unione Europea almeno venti milioni di bottiglie di pseudo vino vengano ottenute attraverso wine kit prodotti in Canada ma anche in Svezia. Nel Paese scandinavo è stata scoperta una fabbrica che, a Lindome, vicino a Goteborg, produce e distribuisce in tutto il continente e del tutto indisturbata oltre 140mila wine kit all’anno dai quali si ottengono circa 4,2 milioni di bottiglie.
I wine kit della società Vinland vengono venduti con i marchi Cantina e Doc’s che fanno esplicito riferimento alla produzione italiana, ma anche ad un marchio di qualità tutelato dall’Unione Europea, e promettono in soli 5 giorni di ottenere in casa vini come Valpolicella, Lambrusco, Sangiovese o Primitivo, per i quali vengono addirittura fornite le etichette da apporre sulle bottiglie. Una evidente anomalia sulla quale si è impegnato ad intervenire anche il vicepresidente della Commissione Agricoltura del parlamento Svedese Bengt-Anders Johansson ai microfoni di Jimmy Ghione della trasmissione Striscia la Notizia.
Coldiretti ha scoperto, seguito e denunciato tutta la vicenda del vino in polvere, il presidente nazionale Sergio Marini da giorni attendeva una risposta: “Abbiamo chiesto alle autorità nazionali di intervenire immediatamente anche attraverso l’Unione Europea per fermare uno scempio intollerabile che mette a rischio con l’inganno l’immagine e la credibilità dei nostri vini più prestigiosi conquistata nel tempo grazie agli sforzi fatti per la valorizzazione di un prodotto che esprime qualità, tradizione, cultura e territorio”.
Si tratta di un esempio eclatante – rimarca il presidente Cabiale che è anche un produttore vitivinicolo - della superficialità con cui troppo spesso in Europa si trattano i temi della qualità alimentare e della trasparenza dell’informazione ai consumatori sull’origine e sui processi che portano gli alimenti sulle nostre tavole. Il vino si fa con l'uva prodotta in vigna e trasformata nella cantina e va eventualmente invecchiato secondo precise regole e non si ottiene certo con le bustine in polvere dalle quali si realizzano miscugli che non hanno neanche il diritto di chiamarsi con il nome del nettare di bacco”.
Coldiretti Asti, per altro, in questi anni ha lavorato molto per accrescere il livello qualitativo dei vini del territorio, ha promosso addirittura la nascita del Centro Studi Vini del Piemonte, che ha sede a San Damiano d'Asti, e giovedì prossimo a Vesime si appresta a divulgare i dati della nuova annata con l'Anteprima della Barbera d'Asti.
Purtroppo – sottolinea Cabiale – tutti i nostri sforzi rischiano di essere vanificati da situazioni come queste, i vini in polvere sono una vera truffa e motivo di disorientamento di ogni iniziativa di promozione e di marketing nei confronti del consumatori. Contiamo vivamente che presto si ponga la parola fine a questo scempio, un vero furto di identità per il vino”.

mercoledì 7 novembre 2012

"Nizza" potrebbe diventare una Docg autonoma già dalla vendemmia 2013



Un passo avanti verso il riconoscimento del Nizza DOCG

Il Consorzio dei Vini d'Asti e del  Monferrato ha approvato l'inizio ufficiale dell'iter per ottenere la denominazione specifica

Chiunque si sia occupato, anche marginalmente di Barbera, sa bene che una zona particolarmente vocata per la coltivazione di questo vitigno è storicamente rappresentata da Nizza Monferrato e dai comuni limitrofi. Ai produttori della "sottozona" Nizza stava (giustamente) stretta questa definizione, che attenendosi al linguaggio burocratico rischiava di confondere il consumatore potenziale, italiano ed estero, che poteva pensare di avere a che fare non con una "superzona" ma con qualcosa di meno qualificante.
Nizza DOCG identificherà così un preciso territorio ed un vino che, già dal disciplinare di produzione molto selettivo, garantisce una qualità e referenze di grande interesse nell'ambito dei vini prodotti con le uve Barbera, che è comunque il vitigno più diffuso in Piemonte.
 
 
 

Il CdA del Consorzio dei vini d'Asti e del Monferrato, riunitosi a Isola d'Asti il 29 ottobre scorso, si è espresso favorevolmente alla presentazione in sede europea della richiesta di riconoscimento del “Nizza DOCG”, la cui denominazione attualmente rappresenta una delle tre sottozone della Barbera d'Asti.

La decisione ha valore sostanziale poiché, grazie alla sua elevata rappresentatività dei produttori di Barbera d’Asti (erga omnes), il Consorzio ha la facoltà di decidere in autonomia le modifiche ai disciplinari dei vini tutelati, senza più la necessità di ulteriori ratifiche ed autorizzazioni da parte di enti e istituzioni italiane ma portando l’istanza direttamente all’Unione Europea. Sarà questo quindi l’ultimo passaggio che permetterebbe l'identificazione dei vini attraverso la sola dicitura Nizza DOCG.

Un passo considerato importante dai produttori del Nizza per agevolare la comunicazione e la valorizzazione del prodotto, grazie ad un nome semplice ed immediato, più facile da pronunciare e comprendere anche sui mercati esteri, e che rappresenta un forte legame con il territorio di appartenenza.

 Per il Nizza e il nostro territorio è un passaggio importante” - spiega Gianluca Morino, Presidente dell’Associazione Produttori del Nizza, a cui aderiscono più di 40 produttori. “Non c’è alcun concetto negativo di distacco o separazione in questa richiesta, ma la consapevolezza del grande lavoro svolto in questi anni per far crescere il Nizza, insieme ai suoi produttori, e il desiderio di trovare una propria strada per ottimizzare la comunicazione e la valorizzazione del vino e del territorio”.
Sarebbe bello poter ottenere il riconoscimento in tempo per poter rivendicare l'iscrizione all'albo vigneti con matricola Nizza DOCG in tempo già per la prossima vendemmia” - continua Morino.

Dopo attente valutazioni condivise dal Consiglio, si è stabilito di confermare la zona di produzione del Nizza DOCG prevista dal Disciplinare nei 18 comuni intorno a Nizza Monferrato, e la zona di imbottigliamento, che abbraccia le province di Asti, Cuneo e Alessandria, a dimostrazione del desiderio e della volontà di attrarre investimenti sul Nizza da parte delle migliori cantine anche di queste zone.

Ecco in sintesi i passaggi salienti del Disciplinare del Nizza DOCG:

Uve: 100% Barbera

Non è ammesso arricchimento: il grado alcolometrico potenziale minimo delle uve

deve essere pari a 13 gradi

Sono confermati i limiti restrittivi previsti in merito alla resa massima prevista per

ettaro (max 7 tonnellate uva per ettaro) e all’affinamento minimo di 18 mesi, di cui 6

in legno

Introduzione della dicitura “Nizza riserva” (minimo 30 mesi di affinamento, di cui 12

in legno)


 
Info:

ASSOCIAZIONE PRODUTTORI DEL “NIZZA”

 Palazzo Crova - Via Crova, 2 - 14049 Nizza Monferrato (AT)

fax 0125 59725 M +39 347 0423305

  Twitter @ilnizza - Facebook Ilnizza

sabato 3 novembre 2012

Nuova Millesimata 1985 - Tutta l’esclusività e il prestigio di Cantina Privata Bocchino


 

 
Solo un raccolto unicamente eccezionale, le vinacce provenienti dai migliori crus del Piemonte e lunghi affinamenti in un’unica barrique di rovere francese permettono la creazione della nuova Millesimata 1985 di Cantina Privata, una grappa unica ed esclusiva che, con le sue “sole330 bottiglie, si candida a diventare il “must have” di questo Natale 2012.

Fedele alla tradizione che la Distilleria Bocchino prosegue con passione dal 1898, la Millesimata 1985 di Cantina Privata è il risultato di vinacce di Uve da Nebbiolo di Barolo e da Moscato, provenienti dai più prestigiosi Crus situati nel cuore del Piemonte, tra Langhe e Monferrato, distillate con metodo “Carlo Bocchino” in alambicco continuo a vapore che permette al distillato di raggiungere naturalmente la sua gradazione alcolica e di ridurla solo nella fase finale a 46,8°, prima del passaggio in un’unica barrique di rovere francese per l’affinamento. E’ qui che raggiunge la sua massima espressione: il colore ambrato intenso tipico dei distillati dai lunghi invecchiamenti, aromi ricchi e complessi con fragranze iniziali fruttate di albicocca e prugne secche che si completano sul finale con note di arancia candita, più affumicate e tostate. La piena gradazione di 43° racchiude una concentrazione intensa di sensazioni. La presenza del distillato in bocca è armoniosa, il palato è dominato dalla freschezza di fior di vite, pere e pesche e da da una consistenza densa e cremosa.

Resa ancora più preziosa dalla bottiglia serigrafata e dal cofanetto in legno nero lucido, realizzato a mano da un artigiano, la nuova Millesimata 1985 diventa così un pensiero speciale capace di raccontare la storia di un territorio e allo stesso tempo regalare momenti unici di piacere, non solo agli amanti dei distillati, ma a tutti gli estimatori del buon bere.

E se volete qualcosa di davvero unico, personalizzabile e che porti con sè il nome della persona cara a cui state   donando un pensiero speciale, Distilleria Bocchino offre un servizio esclusivo: la possibilità di personalizzare l’etichetta di Cantina Privata Riserva 21 anni con nome e cognome del destinatario. Una prestigiosa idea regalo senza tempo, ma anche un “lusso sopra ogni lusso” per gratificare sé stessi e arricchire... la propria cantina privata.

Per saperne di più: www.cantina-privata.it

mercoledì 31 ottobre 2012

“Monferrato Earthscapes” originale mostra sotterranea a Murisengo

 

Due week-end a 90 metri sotto terra con il fotografo Mark Cooper10-11 e 17-18 novembre nelle cave di Murisengo
per osservare il Monferrato dall'alto nel cuore delle cave di gesso nella più grande e sotterranea galleria d'arte italiana
Immersi a 90 metri sotto la superficie della terra per osservare una serie di immagini che raccontano il Monferrato dall’alto. Questa la mostra “Monferrato Earthscapes” - Sons et Lumières Sotteranee, ideata dal fotografo inglese Mark Cooper

Diciotto pannelli, allestiti nel cuore della terra, daranno luogo ad un esempio unico di arte sotterranea. La mostra fotografica si svolgerà infatti al quinto livello delle Cave di Murisegno in un lungo labirinto di gallerie e colonne di gesso: la più originale e profonda galleria d’arte d’Italia.
In un’atmosfera fiabesca, muniti di casco da minatori, si potrà percorrere un corridoio scavato nella roccia, dove buio e silenzio saranno interrotti solo dalle luci che illuminano le gigantografie di Mark Cooper e dai suggestivi suoni che evocano l'ambiente sotteraneo della miniera.
Le fotografie sono state catturate da Cooper in cielo, appeso ad un elicottero, e saranno ammirate nel ventre del paesaggio: ambienti opposti che invertono la loro posizione naturale, offrendo un gioco affascinante e curioso, un connubio che sembrerebbe impossibile ma diventa una magica realtà.
Queste immagini artistiche di un paesaggio modellato dai contadini, in sintonia con Madre Natura, sono una
testimonianza della straordinaria bellezza di questa terra e daranno l’impressione di guardare giù, da un’altezza di 1000 metri sopra il paesaggio del Monferrato.
Nell’ultimo tratto del percorso è prevista un’ulteriore interazione tra l'arte di Mark Cooper e il luogo, tramite la
proiezione di alcune nuove opere di Mark, derivate dalla trasformazione di fotografie aeree e macro in immagini caleidoscopiche. Queste immagini, illuminando i muri di gesso lungo le gallerie, trasfigurano il paesaggio in un futuro da fantascienza, oltre la realtà, dove ciascuno potrà dare sfogo alla fantasia.
Nato nel Lake District, in Inghilterra, dopo aver vissuto a Londra per diversi anni e viaggiato a lungo soprattutto nel Medio Oriente e in Africa settentrionale realizzando reportage fotografici, Mark Cooper si stabilisce in Piemonte, dove vive ormai dal 1993. Negli ultimi quindici anni dedica la sua ricerca fotografica al progetto “Earthscapes – L'arte del Paesaggio”, cercando modi diversi per osservare ed interpretare il paesaggio del Monferrato.
Un percorso che ha portato Mark a sporgersi fuori dall'elicottero fino a 1.000 mt di altezza, oppure inginocchiato a scrutare lo stesso paesaggio da 5 cm di distanza.
La visita alla mostra sarà anche un’interessante e straordinaria occasione per osservare da vicino questo mondo sotterraneo: la cava, dalla quale si estrae tuttora quotidianamente gesso di elevata qualità, non è normalmente aperta al pubblico.
La rassegna fotografica si terrà in concomitanza della 45a Fiera Nazionale del Tartufo “Trifola d’Or” dedicata al prodotto principe di questa terra, il tartufo bianco.
 
La mostra sarà visibile nei soli weekend di sabato 10 e domenica 11 novembre, sabato 17 e domenica 18 novembre
con orario: 9.00/12.00 e 14.00/18.00. Il prezzo di ingresso è di euro 5,00.