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martedì 19 novembre 2024

Vino: sostenibilità, giovani ed enoturismo al centro della rivoluzione internazionale dei consumi


  

A Roma il III° Forum Mondiale delle Donne del Vino con dodici delegazioni da tutto il mondo collegate online. Presentata un’indagine di Nomisma Wine Monitor su chi saranno i consumatori del futuro e quali opportunità e mercati si apriranno per il settore vitivinicolo 

Le nuove generazioni, ma non solo loro, premiano i vini sostenibili, autentici e biologici. Amano viaggiare, visitare le cantine, prediligono un packaging leggero e innovazioni di prodotto come le edizioni limitate. Si assiste a uno switch dei consumi, cambia la geografia. Nonostante una contrazione dei consumi in Europa, numerosi sono i paesi che vedono “la luce” e appaiono in controtendenza così in Stati Uniti, Asia e Australia. È quanto è emerso oggi al III° Forum Mondiale delle Donne del Vino, organizzato a Roma dall’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, che ha affidato a Nomisma Wine Monitor una presentazione su “Vino 5.0: la rivoluzione dei consumi”. Chiamate a raccolta a Palazzo Grazioli le portavoce di dodici associazioni che riuniscono esperte, produttrici e professioniste del vino provenienti da tutto il mondo con cui le italiane, dal 2019 sotto la presidenza di Donatella Cinelli Colombini, hanno costituito un network internazionale e siglato un patto internazionale di collaborazione. Questo importante appuntamento ha offerto una giornata di dialogo per analizzare le tendenze di consumo globali e per condividere strategie volte ad affrontare le sfide e le opportunità del settore vitivinicolo internazionale, esplorando i mutamenti degli stili di vita, le nuove aspettative dei consumatori e il ruolo crescente delle donne come protagoniste di questo cambiamento. 

«Il Forum Mondiale delle Donne del Vino - ha dichiarato Daniela Mastroberardino (foto in alto), presidente nazionale delle Donne del Vino – è stata un'occasione straordinaria per confrontarci con chi fa il nostro lavoro nel mondo. Raccolgo e porto avanti l’eredità di Donatella Cinelli Colombini, che ha avviato il dialogo tra le donne del vino a livello internazionale. Abbiamo capito che i tanti cambiamenti che stiamo vivendo, vanno ben oltre l’economia, ma sono legati a delle trasformazioni epocali. Pur da prospettive differenti, il Vecchio e il Nuovo Mondo si ritrovano su tanti temi comuni. Oggi più che mai, costruire una rete solida e collaborativa a livello internazionale è fondamentale per affrontare le nuove sfide e per cogliere nuove opportunità. E in quest’ottica, siamo entusiaste di annunciare un evento unico: una grande degustazione internazionale dei vini delle Donne del Vino del mondo, che si terrà nel 2025. Sarà un’occasione per far conoscere l’eccellenza dei nostri vini, raccontare le nostre storie e rafforzare i legami che ci uniscono. Il futuro del vino si scrive insieme, e noi siamo pronte a farlo».


Una prospettiva globale grazie alle Donne del Vino del Mondo

Il Forum ha visto la partecipazione online di rappresentanti delle associazioni femminili del vino di diversi Paesi. Moderate dalla giornalista e delegata del Lazio Manuela Zennaro, Ognuna ha portato la propria visione sui cambiamenti in atto nel settore, mettendo in evidenza l’importanza di collaborazioni transnazionali, il ruolo delle donne nel guidare nuovi modelli di leadership inclusiva, particolarmente rilevante nei mercati emergenti. Hanno partecipato:

  • Argentina: Cristina Pandolfi – A.MU.V.A: «In Argentina il potere d’acquisto delle famiglie oggi è minore e quindi ne hanno risentito anche i consumi di vino. Negli anni 70 gli argentini consumavano 91,8 litri pro capite; nel 2022 18 litri. I nuovi consumatori sono curiosi e chiedono libertà, freschezza, packaging più leggeri e sostenibilità».

  • Australia: Jane Thomson – Fabulous Ladies' Wine Society: «I giovani cercano i Premium beverage tra i 15 e i 30 dollari. Vogliono sostenibilità e bevono il vino in occasioni sociali».

  • Austria: Heidi Schrock – 11 Frauen und ihre Weine: «Nel 2023, abbiamo fatto un sondaggio tra le donne e le notizie sono buone: il 91% conosce i vini austriaci. Le under 30 (83%) bevono vini austriaci. Le donne preferiscono il vino, gli uomini la birra. Crediamo e scommettiamo molto sull’enoturismo». 

  • Canada: Susana Ochoa Vega – Canadian Women's Wine Association: «In Québec la popolazione è più anziana e chiede sempre consiglio su tutto; comprare una casa o un vino, ha sempre bisogno di certezze. I giovani tra i 18 e i 40, invece, seguono i social o siti web. Il 72% consuma il vino a cena, per l’aperitivo preferiscono gli spirits o i cocktail. Sono popolari il cidro e la birra. Il futuro? Vini a basso grado alcolico e vini biologici e naturali».

  • Cile: Cristina Alvarez Gonzalez – MUV Chile: «Gli ettari del Cile stanno diminuendo ma i consumi rimangono stabili. I giovani rappresentano l’11% di chi consuma vino e preferiscono vini più facili da bere a basso grado alcolico, più dolci e fruttati. Per le donne resta ancora un importante gender gap: l’87% dichiara di guadagnare meno di un uomo a pari lavoro».

  • Cina: Michelle Liu – Women in Wine & Spirits Award: «In Cina il vino rimane un settore molto piccolo rispetto alle altre bevande: rappresenta meno dell’1%,. I giovani sono più attratti da cocktail a base di frutta e altre bevande con molto sapore, sono molto social e questo ha avuto un impatto sui consumi del vino: se il vino vuole raggiungerli, deve arrivare sui social. Sono molto importanti gli acquisti online di vino che hanno superato quelli in negozio. Cresce il consumo di vino bianco e chi compra è soprattutto donna».

  • Croazia: Sanja Muzaferija – Women on Wine: «Noi siamo produttori di vino con oltre 134 varietà locali. Sono 188 le donne produttrici su un totale di 1364 vignaioli. Un comparto che vale 6 milioni di euro. I giovani bevono vini più leggeri: rosati, bollicine e orange wine».

  • Georgia: Tamara Gvaldze – Georgian Association of Women Winemakers: «I giovani georgiani preferiscono vino rosso (34%) e orange wine (20%). Abbiamo un boom di enoturismo: si prevedono oltre 7 milioni di visitatori nei prossimi anni. La Generazione Z ama i Pet Nats rifermentati in bottiglia. Sono sempre più informati e formati».

  • Germania: Trixi Bannert – Vinissima: «C’è una contrattura dei consumi a causa della crisi economica, ma anche di una nuova attenzione alla salute. Si cercano vini più economici. I Millennial sono i maggiori consumatori ma per loro bere vino vuol dire fare un’esperienza. I consumatori più giovani preferiscono i cocktail, il vino per loro è una bevanda troppo complicata per il nuovo lifestyle».

  • Nuova Zelanda: Nicky Grandorge – New Zealand Women in Wine: «Nel 90% si consumano vini locali, ma il consumo è sceso del 20% negli ultimi 20 anni. Cosa portano i giovani tra i 21 e i 24 anni a un party? Bevande alternative al vino, possibilmente low alcol».

  • Perù: Carmen Robatty Abrill de Moquillaza – Las Damas del Pisco: «Abbiamo un consumo molto alto pro capite di alcol: i peruviani preferiscono bevande dolci e forti. Si bevono vini cileni e argentini ma anche spagnoli. La birra è in cima alla top ten delle bevande consumate. Per i giovani il vino ha costi troppo alti, lo considerano d’élite. Però amano l’abbinamento di vino e cibo, bisogna lavorare in questa direzione parlando loro sui social».

  • Francia: Melanie Pfister, past president Femme de Vin: «Vini più leggeri, con alcol molto basso: si scelgono più i bianchi. Stesso discorso sul packaging: sempre meno bottiglie senza sughero, e l’utilizzo di bag-in-box. I giovani e le donne hanno bisogno di più informazione. E le donne portano più innovazione nella comunicazione, comprano e consumano più vino».


L’INDAGINE NOMISMA WINE MONITOR NEL DETTAGLIO 

Il sistema vitivinicolo italiano: una carta d’identità

Durante il Forum sono stati presentati da Roberta Gabrielli di Nomisma Wine Monitor i dati più significativi che fotografano la realtà del settore. Il panorama vitivinicolo italiano si distingue per la sua varietà e frammentazione:

  • 30.000 aziende di trasformazione, di cui 1.800 a carattere industriale.

  • 241.000 imprese agricole impegnate nella fase iniziale della filiera.

  • Un fatturato complessivo di 16 miliardi di euro, pari al 9% del settore Food&Beverage italiano.

  • 7,8 miliardi di euro di export, corrispondenti al 15% del totale Food&Beverage.

La filiera del vino dà lavoro a 74.000 addetti diretti, ma il numero sale a 1,3 milioni considerando logistica, distribuzione, ristorazione e turismo enogastronomico.

Il mercato italiano è dominato da una miriade di piccoli produttori: le prime 5 imprese generano il 14% del fatturato, mentre le prime 100 coprono il 55%, lasciando ampio spazio ai piccoli artigiani del vino.


L’Italia è il primo produttore mondiale di vino, ma si posiziona al secondo posto per valore delle esportazioni, superata dalla Francia (12 miliardi di euro). Seguono la Spagna, che registra alti volumi ma valori più contenuti.


Il cambiamento delle abitudini di consumo

Negli ultimi 20 anni, il consumo di vino in Italia è calato da 29,3 milioni di ettolitri nel 2003 a 21,8 milioni nel 2023. Diminuisce il consumo di vino anche in Europa e più in generale a livello globale, tra 2003 e 2023 sono diminuiti di 18 milioni di ettolitri a causa del cambiamento delle abitudini di consumo. Non tutti vedono nero. Si assiste infatti ad uno spostamento dei consumi. Cresce quello in altre aree come Stati Uniti, Asia e Australia. Tuttavia, il fenomeno è accompagnato da un aumento del valore percepito grazie alla riqualificazione dell’offerta e al cambio di mix produttivo:

  • L’incidenza dei vini sfusi è scesa dal 35% al 19%.

  • Il segmento degli spumanti (incluso il Prosecco) è quadruplicato, raggiungendo il 24%.

  • Il prezzo medio all’export dei vini imbottigliati è cresciuto del 70%, passando da 2,57 euro/litro nel 2010 a 4,37 euro/litro nel 2023.

Il futuro del vino: sostenibilità, autenticità, enoturismo

Il Forum ha evidenziato l’importanza di intercettare i nuovi trend di consumo, in particolare tra i più giovani (Generazione Z e Millennials): 

  • Sostenibilità e packaging eco-friendly sono diventati fattori determinanti nelle scelte d’acquisto.

  • Cresce l’interesse per edizioni limitate e nuove modalità di consumo, come il vino in lattina, particolarmente apprezzato all’estero.

  • Le consumatrici dimostrano una maggiore attenzione alla qualità e agli aspetti salutistici del prodotto.

  • Con un giro d’affari di 2,9 miliardi di euro nel 2023, l’enoturismo rappresenta una risorsa strategica, soprattutto per le piccole aziende. Questo settore sta conoscendo una rapida crescita, alimentato dall’aumento dei flussi turistici e dall’interesse per esperienze autentiche legate al territorio

Generazioni e gusti a confronto

Il cambiamento degli stili di vita e delle preferenze dei consumatori sta ridisegnando il mercato globale:

  • Millennials e Gen X dimostrano una maggiore attenzione ai vini di qualità, alla diversità regionale e agli aspetti legati alla salute, mentre i Baby Boomers mantengono abitudini più tradizionali.

  • Aumentano i consumatori di vino occasionali (da 45% a 60%). Un fenomeno che interessa in particolare coloro dai 25 anni in su.

  • I consumatori più giovani, in particolare la Gen Z, cercano vini che siano non solo di qualità, ma anche sostenibili, autentici e capaci di raccontare una storia.


  • Necessità di sedurre i consumatori, soprattutto i più giovani con prodotti innovativi ad esempio in Cile più dolci e fruttati.


venerdì 15 novembre 2024

A “LA REGINA” LANGHE DOC NASCETTA 2023 SERRA DEI FIORI IL PREMIO QUALITÀ PREZZO DELLA GUIDA BEREBENE 2025 DEL GAMBERO ROSSO

 


“La Regina” Langhe DOC Nascetta 2023 Serra dei Fiori ha ricevuto il Premio Qualità Prezzo all’interno di Berebene 2025 del Gambero Rosso

Berebene è la guida edita dal Gambero Rosso rivolta agli enoappassionati e agli operatori del settore (enoteche, ristoranti, bar, pizzerie), che sempre più spesso puntano l’attenzione alla qualità dei vini senza però rinunciare all’accurata selezione dei prodotti migliori. Quest’anno la guida ha premiato, oltre a “La Regina” Langhe DOC Nascetta 2023 Serra dei Fiori, altre 936 etichette di ogni regione, reperibili nelle enoteche, nelle vetrine degli shop-on line a un prezzo inferiore ai 20 euro, che rappresentano il meglio della produzione vitivinicola italiana proposto a prezzi contenuti.

Non è il solo riconoscimento ottenuto da “La Regina” Langhe DOC Nascetta 2023 Serra

dei Fiori che quest’anno è stato valutato con il punteggio di 92 punti con la menzione

Hidden Gem dalla rivista specializzata americana Wine Enthusiast ed è stato insignito

anche della Corona, massimo riconoscimento della guida Vinibuoni d’Italia 2025 e,

nella stessa guida, della Corona nell’ambito “Oggi le Corone le decido io”, assegnate

dalle commissioni ospiti composte da giornalisti, operatori e sommelier italiani, sloveni

e croati a seguito delle degustazioni e delle selezioni operate nelle finali nazionali in

Istria.


Serra dei Fiori
  (foto ) è una splendida località collinare situata nel comune di Trezzo Tinella, in provincia di Cuneo, a pochi chilometri da Barbaresco e da Alba. Questo angolo di Langa, caratterizzato da paesaggi scoscesi e boscosi, si trova a 450 metri sul livello delmare, in un ambiente unico e affascinante. L’azienda è stata acquisita nel 1988 e rappresenta una società paritetica tra la famiglia Bologna e i fratelli Renzo e ValerioGiacosa di Neive.

Il terreno di Serra dei Fiori è particolarmente interessante, con suoli sciolti e ricchi di

sabbia, originati dal disfacimento di antichi conglomerati marini del Terziario, miscelati

con marna calcarea. Questo tipo di terroir, particolarmente vocato alla viticoltura, ha

permesso di reimpiantare i vigneti con varietà di uve bianche, tra cui alcuni vitigni

autoctoni che sono stati recuperati grazie al lavoro esperto di Roberto Macaluso,

tecnico agrario con un'importante esperienza.

Grazie a questa combinazione di terroir unico e impegno nella valorizzazione delle

tradizioni vitivinicole locali, Serra dei Fiori continua a essere un punto di riferimento per

l'eccellenza enologica delle Langhe.

“La Regina” Langhe DOC Nascetta 2023 Serra dei Fiori

In dialetto il nome di questo vino si pronuncia staccando le sillabe: “Nas-cëtta”. È un

vitigno antico e autoctono delle Langhe e del Cuneese. La sua riscoperta è recente e

oggi se ne producono poche migliaia di bottiglie.

“La Regina” esprime in pieno tutte le caratteristiche olfattive della Nascetta, uva semi-

aromatica: agrumi, mela, pera, fiori di acacia, vegetale fresco, frutta esotica, fieno,

paglia e pompelmo! Non ha paura del tempo che scopre tutta la sua nota minerale.

Con l’evoluzione infatti il naso evolve verso note di idrocarburi e pietra focaia e la

bocca dal fruttato al salato. Per questo è stato già paragonato ai grandi vini bianchi

del Reno. Grande aperitivo, da abbinare a pesce crudo, carni bianche e formaggi

freschi.

La Nascetta è un vitigno autoctono delle Langhe, che sta conquistando un posto di

rilievo nel panorama vitivinicolo piemontese e si sta facendo strada, diventando un

simbolo della riscoperta delle varietà autoctone in Piemonte.

Pur essendo un vitigno tradizionale, la Nascetta è stata spesso trascurata a favore di

varietà più famose, ma grazie al lavoro di molti produttori, oggi sta vivendo una

riscoperta che ne esalta le caratteristiche uniche.

Originario delle colline di Langa, con suoli di marna calcarera, il vitigno Nascetta

produce vini freschi e minerali, con una grande capacità di esprimere il terroir.

Negli ultimi decenni, abbiamo lavorato per valorizzare la Nascetta, reimpiantandola in

terreni particolarmente adatti. Questo lavoro di recupero ha portato alla nascita di

etichette di grande qualità, come la “La Regina” di Serra dei Fiori, che esprime al

meglio le potenzialità di questo vitigno.

Per contatti diretti  col produttore www.braida.it 

giovedì 14 novembre 2024

Il Policalpo Monferrato Rosso di Cascina Castlèt festeggia 40 anni Vino iconico dell’azienda di Costigliole d’Asti nato dall’incontro tra la locale Barbera e il Cabernet Sauvignon, introdotto nell’800 in Piemonte dal Marchese Filippo Asinari



 



In occasione del 40° anniversario, il Policalpo Monferrato Rosso 2021 si veste di nuovi colori e celebra una storia di passione, sperimentazione e identità radicata con un’edizione speciale pop


La confezione dell’anniversario presenta una nuova veste grafica, ispirata alle stagioni della vite: dal grigio dell'inverno al verde dell'estate, dal rosso intenso del vino al blu degli acini maturi. Una freccia colorata si erge verso l’alto, simbolo dell’ascesa e della continua ricerca della qualità, un tratto distintivo che accompagna il Policalpo in quarant’anni di vendemmie. 

Il Policalpo: un vino dalla doppia anima
Il Policalpo, il cui nome deriva dal greco antico Πολύκαρπος (policarpo) – "ricco di frutti" – è frutto dell'incontro tra un vitigno autoctono, la Barbera, e il cosmopolita Cabernet Sauvignon, un’unione che coniuga il territorio locale e un’anima internazionale. 

«Il Policalpo nasce da una vigna speciale – dice Mariuccia Borio, proprietaria di Cascina Castlèt - in una posizione meravigliosa che guarda verso il paese di Costigliole d’Asti. Questa collina è sempre stata chiamata così, ‘Policalpo’, in cui la 'r' di policarpo lascia spazio alla 'l' come nella parlata di queste terre. Già nel 1800, il Marchese Filippo Asinari aveva scelto di sperimentare, piantando qui Cabernet Sauvignon accanto allo Chardonnay: un’intuizione straordinaria che ha permesso a Cascina Castlèt di dar vita a un vino ricco di storia, passione e visione. Quando negli anni '70 decisi di ripiantare questa vigna, l’ho fatto per onorare quella lungimiranza e perché credo fermamente nella bellezza dell’incontro tra innovazione e tradizione. Oggi celebriamo i 40 anni del Policalpo come un tributo al passato, ma con lo sguardo sempre rivolto al futuro».

La produzione è limitata: tre 3 e 5 mila bottiglie l’anno. Le uve fermentano insieme, creando un blend dal sapore caldo ed elegante, affinato in barriques e imbottigliato per regalare una complessità unica. Il suo bouquet presenta note speziate che si fondono con aromi di vaniglia, liquirizia e tabacco, creando un profilo suadente e austero.

«Lavorare al Policalpo è sempre stata una sfida e un privilegio – dichiara l’enologo della cantina Giorgio Gozzelino - Questo vino è il risultato di “un matrimonio d’interesse” tra Barbera e Cabernet Sauvignon: dopo un adeguato affinamento in legno, esprime appieno la sua struttura e complessità».

L’essenza e il carattere del Policalpo: il vino che punta in alto
Il Policalpo rappresenta un racconto in bottiglia: "Punto in alto e guardo il cielo. Ma vengo dalla terra, che mi dà forza, e maturo nel suo ventre fattosi cantina." Così si racconta la voce simbolica di questo vino, una "cometa" tra le stelle che invita a scoprire la sua essenza. Con un colore rosso rubino e un profilo aromatico intenso, il Policalpo incarna l’impegno e l’innovazione dell’enologia moderna, fedele alla tradizione e aperta al futuro.



Un’etichetta simbolica firmata Giacomo Bersanetti
È stato l’artista Giacomo Bersanetti, scomparso nel 2020, a ideare e creare l’etichetta innovativa del Policalpo negli Anni 80: una freccia iconica come simbolo di superamento e ricerca, un'impronta archetipica che racconta la storia del Policalpo. La sua grafica evoca l’essenza stessa del vino: «La freccia è il simbolo universale del superamento delle condizioni normali; un’anticipazione mentale della conquista di un bene eccezionale – scriveva l’artista - La freccia indica anche la direzione in cui si ricerca l’identificazione, nel senso che solo differenziandosi un essere raggiunge la propria identità, quindi realizza la propria individualità ed esprime la propria personalità. È simbolo di unificazione, decisione e sintesi; ed è anche simbolo di intuizione folgorante, quindi di conoscenza e di compimento. L'impronta di una freccia, prodotta con uno stampo rudimentale, direttamente sulla superficie corrugata del suolo è stato lo spunto da cui è scaturita la vestizione di Policalpo. Il nome attribuito a questo vino è quello della vigna da cui trae origine, mentre il simbolo della freccia - oltre ai concetti qui sopra riportati - esprime l’atteggiamento di costante tendenza verso l'alto, continua ricerca di miglioramento qualitativo, per un vino la cui produzione mantiene nel tempo uno spiccato carattere sperimentale. Il colore acciaio scuro ottenuto attraverso la tecnica serigrafica, trasmette una personalità complessa e stratificata; comunica l'identità di un vino ricco e coinvolgente».





Cascina Castlèt: chi siamo

Oltre trenta ettari di vigna che racchiudono un sogno diventato progetto. Un progetto che nasce da due idee semplici: rispettare la natura ed essere al passo con la tecnologia. Questa è Cascina Castlèt. Siamo a Costigliole d’Asti, sulle colline tra Langa e Monferrato. Un sogno realizzato per l’imprenditrice vitivinicola Mariuccia Borio. 

Da sempre i Borio coltivano la loro proprietà con vitigni autoctoni, quelli che più parlano della famiglia, Barbera, Moscato, Uvalino, Nebbiolo, ma negli anni hanno scommesso anche su Cabernet Sauvignon e Chardonnay.

Nascono così i vini Cascina Castlèt, da uve risolute e con nomi coraggiosi, Passum, Policalpo, Avié, Litina, Goj, Ataj e Uceline. Ogni nome racchiude una storia, un racconto, un piccolo aneddoto della famiglia e del territorio.

La cantina di Cascina Castlèt ha due anime: una vecchia cantina, interrata e al cui interno sono presenti grandi botti in rovere e un nuovo locale di affinamento, con barrique, tonneaux e macchine moderne. L’azienda produce energia pulita con un impianto fotovoltaico e utilizza un moderno impianto di fitodepurazione naturale delle acque reflue di cantina.

Tutto questo vuole essere coerente con il principio che coniuga il rispetto della natura e l’essere al passo con la tecnologia, in ogni fase di vinificazione. La cantina ha un wine shop con ampi spazi per l’accoglienza e la degustazione. 

I vini vengono bevuti in tutto il mondo: da New York a Tokyo, da Oslo a Sydney fino alle Antille Olandesi.


lunedì 4 novembre 2024

A CANELLI(AT) FIERA NAZIONALE DEL TARTUFO E FIERA DI SAN MARTIN Edizione 2024

  

si rinnova l’appuntamento con la Fiera del Tartufo di Canelli che, per la prima             volta,   diventa Nazionale                                                                                                                                                                                                                                                             Il ricco programma, che si svilupperà durante la giornata di domenica 10 novembre, vedrà inparallelo anche la storica Fiera di San Martin.

A partire dalle ore 9.00, gli espositori apriranno il mercato nelle vie del centro, mentre Corso Libertà sarà animato dagli stand enogastronomici dei produttori locali.
Dalle 10.30 alle 12.00, in Piazza Aosta, si potrà assistere al concerto della Banda Musicale Città di Canelli, diretta dal maestro Cristiano Tibaldi.
Alle 10.30, Corso Libertà verrà rallegrato dalla Sfilata dei Trifulau accompagnati dai loro fedeli tabui,
a cura dell’Associazione Trifulau di Canelli, in collaborazione con il Gruppo Tamburi Canelli e l’Associazione Universal Dance di Anna Maero, nel contesto del progetto “Le Canelline” della maestra Monica Pedaggio.
Per chi volesse scoprire gli angoli più nascosti della città, alle 10.30 e alle 15.00 sono previste visite guidate gratuite, con partenza dall’infopoint di Piazza Cavour, ad opera di guide ed accompagnatori qualificati (per prenotazioni: manifestazioni@comune.canelli.at.it - 0141 820237)
Dalle ore 10.00, al Salone Riccadonna di Corso Libertà 25, vi sarà l’imperdibile esposizione di tartufi,
accompagnata dal banco d’assaggio dei vini dell’Enoteca Regionale di Canelli e dell’Astesana.
Alle 11.00 un momento ufficiale con l’inaugurazione della Mostra Concorso del Tartufo Bianco e premiazione dei primi classificati. L’area ospiterà anche la Mostra Fotografica "Vigne colline e colori” del fotografo Fabio Rosso.
Alle 16.00, presso le Cantine Gancia, è previsto l’incontro "Tartufo e Magia", con l’antropologo Prof. Piercarlo Grimaldi, al quale seguirà la proiezione del film "Il Mondo del Tartufo. Storie di alberi cani e cercatori", per scoprire rituali e tradizioni legate al mondo notturno dei tartufai.
Per tutta la giornata, Radio Valle Belbo seguirà l’evento con la sua diretta, curando anche l’intrattenimento musicale.
Per la gioia dei più piccoli, ma non solo, Piazza Gancia ospiterà l’allegro Luna Park.
Non mancheranno i piatti della tradizione, a cura di:
Associazione Trifulau di Canelli (C.so Libertà), che proporrà i gustosissimi agnolotti del plin, nelle versioni al tartufo e classica, in abbinamento ai vini dell'Enoteca Regionale di Canelli e dell'Astesana.
Pro Loco Città di Canelli (P.zza Gancia), con la sua immancabile farinata cotta nei tradizionali forni a legna.
Pro Loco Antico Borgo di Villanuova (Piazza Cavour), con un’ampia scelta tra tajarin al tartufo nero, busecca (minestra di trippa, porri e patate) o friciule.
La Sindaca Roberta Giovine ha dichiarato “Siamo molto felici e onorati che anche la Fiera del Tartufo di Canelli sia finalmente diventata Fiera Nazionale. L’evento darà certamente lustro e soprattutto il giusto risalto alla nostra città, che è naturale centro enogastronomico per natura. Vi attendiamo numerosi, per degustare insieme lo splendido Tuber magnatum, prima con il naso e infine con la bocca!”
Un ricco carnet di mostre completa il programma:
Mostra fotografica “La luce… oltre il fango” organizzata nel contesto trentennale dell’alluvione del 1994
Biblioteca Civica G. Monticone, Via G.B. Giuliani 29
Esposizione dal 9 al 17 novembre
Mostra Fotografica “Vigne colline e colori” di Fabio Rosso
Salone Riccadonna, Corso Libertà
Visitabile il 10 novembre
Mostra diffusa “Le vetrine raccontano. Artisti canellesi in mostra nelle vie della città”, ideata
dall'artista Enrica Maravalle ed organizzato dall'associazione Intrecci33
Centro storico
Esposizioni fino al 24 novembre
“Patrick Tuttofuoco” esposizione di Bosca Spa
Palazzo Irreale, Via Luigi Bosca 2
Apertura fino all’8 dicembre. Orari di apertura: venerdì, sabato, domenica ore 11.00-19.00; mercoledì e giovedì su prenotazione. info@palazzoirreale.com - www.palazzoirreale.com
“Foglie d'Autore: la poesia d’autunno prende vita nelle vie di Canelli”
Attraverso questa iniziativa, i ragazzi della Scuola Secondaria di Primo Grado C. Gancia di Canelli si preparano a diffondere bellezza e poesia tra le strade della città.
Ispirandosi all’artista Elena Zaharova di Brooklyn, che trasforma le foglie cadute in piccoli capolavori poetici, gli studenti hanno raccolto le foglie autunnali per scrivere versi d’autore, scelti tra poeti italiani e stranieri, rendendole così messaggere di emozione e riflessione. Più di cento foglie poetiche, che i ragazzi canellesi lasceranno libere per la città, invitando i passanti a riscoprire la bellezza della natura e della poesia. Un gesto artistico e poetico, in cui l’autunno svela un fascino senza tempo, arricchito da nuove emozioni che il vento diffonde tra i passanti, portando con sé frammenti di poesia capaci di toccare l'animo di chi si sofferma a leggere.
“Come foglie al vento, anche le parole sanno dove posarsi” afferma l’Assessore alla Scuola e Cultura, nonché professoressa, Annamaria Tosti, proseguendo “Chissà chi avrà la fortuna di trovare una delle nostre foglie e portarsi a casa un frammento di poesia, celato tra i colori dell’autunno.”
Si apre così una piccola ma entusiasmante caccia al tesoro!
Potrebbe essere un'immagine raffigurante pasta e testo
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