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domenica 14 novembre 2021

SERVE LA QUARTA DOSE LA PROPONE IL BAGNA CAUDA DAY - IN ARRIVO IL BAGNA PASS CHE GARANTIRÀ ACCOGLIENZA SPECIALE NEGLI OLTRE 130 LOCALI CHE PARTECIPANO ALLA PIÙ GRANDE BAGNA CAUDA CONTEMPORANEA E COLLETTIVA AL MONDO. LA KERMESSE CONTRIBUIRÀ A FAR NASCERE IL BOSCO DEGLI ASTIGIANI

   

                                                                              Foto di Franco Bello 

Potrebbero bastare i numeri a raccontare la voglia di bagna cauda che si sta diffondendo in Piemonte. Più di 130 locali tra ristoranti, cantine storiche, agriturismo, con una disponibilità di ventimila posti a tavola, hanno aderito alla kermesse proposta per il nono anno dall’Associazione Astigiani che si svilupperà in due fine settimana (26,27, 28 novembre e 3,4, 5 dicembre)

«Il Bagna Cauda Day di quest’anno ha il profumo speciale della voglia di ripartire nel rispetto delle regole e con il consueto pizzico di ironia» ha sottolineato il direttore di Astigiani Sergio Miravalle, alla conferenza stampa di presentazione. «Tutti i bagnacaudisti che nell’ultimo fine settimana di novembre e nel primo week end di dicembre andranno nei locali aderenti riceveranno in omaggio il bavagliolone in stoffa “Quarta dose!”, firmato da Sergio Ponchione, un modo per dire che, dopo i vaccini, una bella bagna cauda aiuta a stare in salute».

È prevista anche la possibilità di avere la bagna cauda a casa, già pronta con tutte le verdure giuste nei ristoranti che propongono la versione «Sporta a ca’».

E la manifestazione che si è diffusa in tutto il Piemonte e la Valle d’Aosta con adesioni anche in Liguria e significative presenze all’estero da Shanghai a Berlino aggiunge quest’anno un obiettivo di alto valore simbolico in tempi di cambiamenti climatici.

«Crediamo nell’azione concreta della messa a dimora di alberi – spiegano ad Astigiani - Il Bagna Cauda Day contribuirà a finanziare la nascita del Bosco degli Astigiani sulle colline di Viatosto su un terreno di oltre 5 ettari messo a disposizione del Comune di Asti dalla Banca d’Asti. Possiamo dire che andando a mangiare la bagna cauda si contribuirà così a far crescere un grande parco pubblico nel segno della sostenibilità ambientale a tutela della biodiversità».

Quest’anno il bavagliolone del Bagna Cauda Day avrà un valore in più.Basterà farsi un selfie indossando il bavaglione dell’edizione 2021 e conservare la propria foto sul telefono cellulare. Quell’immagine diventa il «Bagna pass», un lasciapassare che avrà valore fino al 21 marzo 2022 e sarà riconosciuto da tutti i locali che aderiscono al Bagna Cauda Day. Mostrando il Bagna pass in tutti i locali aderenti all’iniziativa (proprio come si fa con il Green pass) si avrà un’accoglienza speciale e un brindisi omaggio con una coppa di Asti docg o Moscato d’Asti docg. E ci sono anche decine di negozi amici del Bagna Cauda Day che a chi mostrerà il Bagna Pass, garantiranno sconti e omaggi.Con il Bagna pass si può partecipare al contest fotografico Bagna Cauda Clic sui canali Instagram e Facebook. Le migliori 12 foto saranno premiate con un magnum di Asti docg offerto dal Consorzio dell’Asti.

Basta una telefonata per prenotare 

Per sapere quali sono i locali che aderiscono all’originale formula è sufficiente andare sul sito www.bagnacaudaday.it e scorrere gli elenchi, suddivisi per aree geografiche: Astigiano, Monferrato, Langhe, Torinese, Alto Piemonte e non solo.

Per ogni locale è pubblicata una scheda con il numero di posti messi a disposizione e il telefono per prenotare direttamente i propri posti a tavola.

Basta una telefonata direttamente al numero del locale prescelto.

La fortunata formula non cambia. Il prezzo di riferimento del piatto in tutti i locali sarà di 25 euro. La bagna cauda potrà essere proposta in varie versioni segnalate da un semaforo: Come dio comanda (rosso), eretica (giallo) o atea senz’aglio (verde). Previsto anche il Finale in gloria con tartufo. Il vino è proposto al prezzo di 12 euro a bottiglia.

Il Bagna Cauda Day vede alleate quattro importanti case vinicole astigiane leader della barbera: Bava di Cocconato, Braida di Rocchetta Tanaro, Cascina Castlet di Costigliole e Coppo di Canelli.

Al Bagna Cauda Day aderiscono quest’anno anche la Coldiretti che ospiterà il mercatino dei prodotti per la Bagna Cauda nella sede di Campagna Amica di corso Alessandria ad Asti e la Cia (Agricoltori italiani) che avrà il suo Agrivan nel centro di Asti con assaggi di bagna cauda, proposti in versione food street, in collaborazione con gli studenti dell’Istituto Agrario di Asti.

La bagna cauda non è solo un piatto che coinvolge l’intera filiera agricola, dall’olio alle verdure, ha un valore storico e sociale, un momento di incontro a tavola che quest’anno ritorna, pur mantenendo per chi lo vorrà anche la possibilità di ordinarla e farsela portare a casa con tutti gli ingredienti, bavagliolo compreso.

Sono arrivate adesioni anche dall’estero. Quest’anno tornerà a celebrarsi il Bagna Cauda Day anche in Cina grazie all’adesione dell’associazione piemontesi di Shanghai.

All’associazione Astigiani sottolineano: «Ringraziamo fin da ora i titolari dei locali, i cuochi e le cuoche, le centinaia di camerieri che nei giorni del Bagna Cauda Day saranno impegnati nel rispetto delle norme di sicurezza per far vivere al meglio l’evento nello spirito di convivialità regolata e attenta. Torniamo in presenza, dopo l’esperienza dello scorso anno, che fu obbligatoriamente in versione solo da asporto. Dopo le vaccinazioni vere e necessarie crediamo che anche una “quarta dose” sottoforma di una bagna cauda a modo suo contribuisca a tener lontani i virus visto che, oltre alle note qualità antisettiche dell’aglio, certamente favorisce il distanziamento sociale”.

 Gadget imperdibili: Acciù portafortuna, Acciculata e il Kit del dopo bagna

Nel periodo del Bagna Cauda Day la sede di Astigiani in via San Martino 2 ad Asti, in corso Alfieri, di fronte alla pinacoteca di Palazzo Mazzetti, diventa il quartier generale della manifestazione.

 Si possono trovare i bavaglioloni che il vignettista astigiano Sergio Ponchione ha disegnato con lo slogan “Quarta dose!”, un modo per dire che, dopo i vaccini veri, anche una bella bagna cauda può aiutare ad allontanare le paure e restare in salute.

In via San Martino 2 ci sono anche le Acciù in stoffa. Colorati pezzi unici portafortuna nel formato portachiavi da 12 centimetri e distanziamento sociale da mezzo metro. Se infatti si fanno baciare le due Acciù tenendole per la coda si ottiene il metro indicato per il distanziamento sociale, ancora più evidente e garantito dopo che si è mangiata la bagna cauda.

 La novità di quest’anno è la confezione delle Acciculatadella Barbero: due deliziose acciughe (da 70 grammi di finissimo cioccolato fondente e al latte) proposte nella scatoletta in metallo serigrafato vintage della famosa torroneria astigiana. Un oggetto regalo sfizioso, prodotto in esclusiva per il Bagna Cauda Day.  

 Altro ironico gadget considerato ormai un classico dell’evento un sono i kit del dopo Bagna Cauda composti da: lattina di Molecola, bicchiere di magnesia Tortoroglio, dentifricio alle sette erbe in versione “baciamisubito”della famacia Moderna di Asti, torroncini Barbero, cremina rigenerante per la pelle della Poliphenolia ottenuta dall’uva dei vigneti astigiani. 

C’è anche la versione con grappa di Moscato d’Asti della Ab selezione italianspirits di Canelli.

Il tutto può essere ordinato anche on line sul sito www.bagnacaudaday.it.

 Bagna Beauty: yoga, creme e relax nella torre medioevale

Sabato 27 e domenica 28 novembre la storica Torre dei Roero Monteu, nel centro storico di Asti in via Roero, ospiterà il Bagna Beauty. Giulia Marcelli, Azienda Agricola Fratelli Durando e Poliphenolia organizzano un evento straordinario dedicato al benessere fisico e mentale.Costo 50 € a persona – Massimo 4 persone per ogni mezza giornata. Per info e prenotazioni: 338 5089194 Giulia

 Bagna trekking, le camminate del Bagna Cauda Day

 Una bella camminata sulle colline dell’Astigiano è l’ideale per farsi venire l’appetito e “meritarsi” ancor di più la bagna cauda. Lo propone Gabriella Lago istruttrice di Nordic Walking e guida ambientale escursionistica. In occasione del Bagna Cauda Day propone tre diversi itinerari, che si concluderanno immancabilmente in uno dei locali del circuito del Bagna Cauda Day.Per info, costo e prenotazioni: Gabriella colibriescursioni@gmail.com – cell. 333.2387218

 “Sfogliamo”, la mostra mercato dei libri di enogastronomia

 Vecchi libri di cucina ed enogastronomia tornano a nuova vita alla Cascina del Racconto di via Bonzanigo con la mostramercato “Sfogliamo”. Sabato 27 e domenica 28 novembre e sabato 4 e domenica 5 dicembre dalle ore 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.Il ricavato della mostra Sfogliamo sarà destinato alla Croce Verde di Asti.

 


 

 

 

 

mercoledì 10 novembre 2021

IL SAUVIGNON ABBRACCIA IL PANETTONE (di Fabrizio Salce)

 


La giornata si presenta tipica di questa stagione con le foglie delle vigne impreziosite da mille colori che vengono dolcemente accarezzate da una leggera nebbiolina. Anche la temperatura è autunnale e il calore di un buon bicchiere di vino è linfa vitale per scaldare anime e corpi. C’è poi la piacevole compagnia di alcuni colleghi della stampa enogastronomica e di un piccolo gruppo di ristoratori.

Siamo tornati in quella terra di Langa, Patrimonio Mondiale dell’Unesco dal 2014, quella Langa che ha sempre il potere di affascinare e stupire chi la raggiunge. Le armoniose colline, i vigneti cesellati dalla mano dell’uomo, e poi casolari, strade, bricchi e quel nobile passato testimoniato da castelli e torri impreziositi da tante storie.

Ci accomodiamo all’interno della cantina, seduti ad un lungo tavolo che per certi versi ricorda l’allegria delle feste popolari di paese. L’atmosfera è conviviale nel momento in cui Piergiorgio Marengo prende la parola ed inizia a raccontarci la storia della sua azienda agricola di famiglia: Poderi la Collina sita in borgata Pianezzo a Dogliani (CN).

Dogliani è quella deliziosa località adagiata sul fondovalle, con le sue frazioni dislocate sull’ampio territorio comunale che salgono e avvicinano i grappoli al sole. Questa Alta Langa contraddistinta da un’agricoltura diversificata che abbraccia pascoli e noccioleti per poi sfociare nelle cantine, alcune delle quali ormai famose in tutto il mondo. Un territorio che vive prevalentemente di agricoltura di cui il vino ne è parte integrante di grande rilevanza economica ed ambientale.

E’ questa la terra del Dolcetto il cui nome deriverebbe da “DoliumJanuae", la "Coppa di Giano".

                                             Piergiorgio Marengo con Anna Schellino

Piergiorgio racconta dei nonni materni Maria e Gabriele, degli anni difficili diventati proibitivi con lo scoppio della Seconda Guerra. Per Gabriele arrivò il fronte, Africa, Grecia, Albania e poi la prigionia, per Maria il duro compito di crescere due figli in solitudine. La vita di quei tempi non si focalizzava sul produrre e vendere i frutti della terra, bisognava ingegnarsi e andare oltre le colline, oltre le montagne il naturale confine tra le verdi langhe e la Liguria. E allora Maria caricava le damigiane di vino su di un carretto e lo trainava con la bicicletta percorrendo le antiche via del sale. Giorni e giorni di fatica a pedali per potere tornare con il sale, l’olio, le acciughe. Un baratto fatto a distanza tra gocce di vino, gocce d’olio, rigagnoli di sudore e tanta paura.

 Fu poi la volta di Margherita, figlia di Maria, che con il marito Virginio portarono avanti nel tempo la tradizione agricola contadina della famiglia. Erano gli anni 50 e 60 quando si comperavano uve e vini e si commercializzavano. Fu quel lavoro, tutt’altro che semplice, che scavò a fondo le fondamenta dell’attuale realtà produttiva gestita da Piergiorgio e la moglie Anna Schellino.

Arrivarono gli anni 80, Piergiorgio prende le redini dell’azienda agricola e decide di diventare vitivinicoltore a tutti gli effetti. Acquisisce altri appezzamenti in diversi momenti fino ad arrivare agli attuali 14 ettari e le circa 100 mila bottiglie prodotte annualmente.

La qualità senza transigere, questa oggi la filosofia della cantina che propone l’intera gamma dei vitigni e dei vini locali a denominazione di origine controllata. Le peculiarità del terreno e la consona esposizione al sole, rendono le vigne di proprietà ottimali per la produzione di vini rossi importanti, dalla grande struttura, e di bianchi freschi e raffinati.

Massima cura dei vigneti, sin dall’inerbimento, una gestione attenta all’ambiente e al rispetto della salute umana, il ricorso a una agricoltura che integri antiche tecniche ai più moderni ritrovati. Niente uso di diserbanti di sintesi mentre per la reintegrazione della sostanza organica si predilige l’utilizzo del sovescio: (fave, piselli, orzo, mais) che riporta il suolo alla sua dimensione naturale.

I vini: Dogliani DOCG Pian MarieDogliani DOCG Superiore Bricco CastigliaBarbera d’Alba DOC,Barbera d’Alba Superiore DOC,Langhe DOC Nebbiolo Bricco Barone, Langhe DOC Rosso Marengo, Langhe DOC Arneis Pus-vej, Langhe DOC FavoritaLanghe DOC Sauvignon, Langhe DOC Rosato (Nebbiolo), Magnus Brut Rosé (Nebbiolo), Magnus Brut (Pinot nero e Chardonnay).

Al tavolo in abbinamento ad alcuni sapori tipici di questo lembo di Piemonte come le acciughe al verde, il salame nostrano, la frittata e la battuta al coltello degustiamo i vini di differenti annate. Ma c’è anche un altro motivo interessante per il quale abbiamo raggiunto Dogliani. Possiamo degustare in anteprima una dolce idea nata nel 2020. Vi parlo di una collaborazione tra Poderi la Collina e Albertengo nota azienda dolciaria di Torre San Giorgio (CN).

Il Langhe DOC Sauvignon è indiscutibilmente un vino piacevole, profumato e armonioso motivo per cui le due realtà produttive hanno unito il loro lavoro, la loro manualità e capacità e hanno creato un nuovo panettone impastato col profumato, fine, delicato ed unico Langhe DOC Sauvignon che in langa ha trovato una casa speciale. Il vitigno francese si unisce così alle altre materie prime, rigorosamente selezionate e frutto di rigorosa cernita. Il lievito madre che è necessario far “rinascere” ogni giorno, il burro di malga, i canditi da frutta locale e le nocciole della glassa di copertura non potevano che essere quelle piemontesi, coltivate in Alta Langa. Un panettone che nasce importante, buono, impreziosito proprio dal matrimonio col Sauvignon dei Poderi La Collina. Assaggiandolo lo scopriamo ingrediente ideale per le prossime Festa Natalizie, un compagno per allietare le tavole del prossimo mese e l’arrivo dell’anno nuovo. Il formato è quello classico da 1 Kg, arricchito da una bella confezione che esprime gioia e positività. Un dolce classico della tradizione e i vini di una famiglia per dirsi in armonia tutti insieme: Buone Feste.

Fabrizio Salce

 


 

 

 

 

giovedì 4 novembre 2021

SARA VEZZA VINCE IL PREMIO NAZIONALE DONNE E SOSTENIBILITÀ

PRODUTTRICE BIOLOGICA A MONFORTE D’ALBA, 41 ANNI E 4 FIGLI, SI È AGGIUDICATA IL PRIMO POSTO AL CONTEST ISTAT AGRICOLTURA CON UN VIDEO REALIZZATO DA LANGHE TV

Sara Vezza, produttrice di Barolo a Monforte d’Alba, ha vinto il premio nazionale «Donne e sostenibilità», un video contest promosso dall’Istat in occasione del 7° Censimento generale dell’Agricoltura.

Il video con cui si è presentata la giovane langarola ha convinto i giudici dell'Istat che l’hanno scelta tra tante belle storie e progetti di imprenditrice lavoratrici del settore dedicati al green.

Sara, 41 anni e 4 figli, «si definisce figlia d’arte – mamma e papà entrambi professionisti del settore – ma soprattutto figlia della propria terra, le Langhe – si legge nella motivazione del premio -. Nel 2004 Sara trasforma la produzione dell’azienda dandole pieno indirizzo biologico fino a sposare la tecnica della biodinamica. Il profondo legame con la natura e l’impegno culturale contraddistinguono il suo progetto, sviluppato grazie a un approccio virtuoso in ogni aspetto del lavoro».

Un premio che tiene in considerazione anche le attività di coinvolgimento del pubblico come l’iniziativa «Adotta un filare» lanciata da Sara nel 2016 e che oggi vede protagonisti in prima persona numerosi amanti del vino e della Langa da tutto il mondo. Gli «adottanti», a cui viene affidato un filare, vengono coinvolti durante l’anno in diverse attività del ciclo della vite come la potatura e la vendemmia.

«È davvero un onore aver vinto il primo posto – commenta Sara -: poter veicolare i valori di sostenibilità, agricoltura biologica e soprattutto il coinvolgimento della comunità è per me una mission importante. Ecco realizzato il mio sogno di lasciare alle generazioni future una Legacy di pilastri fondanti e di linee guida essenziali per l’agricoltura e il mondo di domani».

Il video vincitore, realizzato da Massimo Gavello e Rodolfo Carrara di Langhe Tv, si può vedere qui: https://youtu.be/SZnSX5fGpbc

 

                                   

Da Josetta Saffirio a Sara Vezza, cinque generazioni di vignaioli in Langa

Sara Vezza, classe 1980, mamma di Clara, Cecilia, Giovanni e Cesare, è la quinta generazione di contadini che coltivano vigne a Monforte d’Alba, in Langa. A 17 anni aveva un sogno: fare la vignaiola. L’ha realizzato due anni dopo, a 19 anni, rilanciando l’azienda di famiglia. Oggi cura una proprietà di 11,5 ettari vitati a varietà autoctone, principalmente Nebbiolo, Barbera e il raro Rossese Bianco. Produce circa 70 mila bottiglie all’anno. Ha fatto nuovi investimenti: 16 ettari a Murazzano dove Sara sta piantando Pinot Nero e Chardonnay per produrre Alta Langa, le bollicine piemontesi. Quella di Josetta Saffirio è una storia antica, che inizia alla fine dell’Ottocento con il primo Saffirio, Giovanni Battista, che si sposta a vivere nella Langa. Ai primi del Novecento, il padre di Josetta, Ernesto, inizia a coltivare i suoi vigneti. Nel 1975, giovanissima, Josetta decide di occuparsi dei vigneti del padre. Laureata in agraria e affiancata dal marito Roberto, enologo, inizia a coltivare le vigne piantate dai nonni subito dopo la seconda guerra mondiale. Dopo alcuni anni, Josetta e Roberto vedono premiate le proprie fatiche e riescono a produrre un Nebbiolo di riconosciuta qualità. Nel 1985 viene presentato il primo Barolo con l’attuale etichetta, frutto di una passione e di un impegno mai venuto meno. Dopo un periodo di pausa negli anni 90, Sara, figlia di Josetta e Roberto, decide di dedicarsi anche lei ai vigneti di famiglia e di scrivere una nuova pagina nella storia di Josetta Saffirio. Ultimo nato il nuovo brand Sara Vezza che identifica la produzione dei vini cru dell’azienda: dal Barolo Ravera alla Barbera d’Alba Villar’o, all’Alta Langa.

mercoledì 3 novembre 2021

ARCHITETTURA E CONVIVIALITÀ: L’ARTE TORNA IN MOSTRA ALL’ANTICA CASA VINICOLA SCARPA

 


SABATO13 NOVEMBRE NELL’AZIENDA DI NIZZA MONFERRATO (AT) INAUGURA l’ESPOSIZIONE «CONVIVIUM» DELL’ARTISTA FRANCESCO CAMPESE. RESTERÀ APERTA FINO AL 15 GENNAIO 2022

Gli spazi architettonici ripensati senza la figura umana, gli oggetti che diventano protagonisti e fanno riflettere sul tema della convivialità: questi i temi attorno a cui ruoterà la nuova mostra d’arte «Convivium»che sarà inaugurata sabato 13 novembre, alle18,30, all’Antica Casa Vinicola Scarpadi Nizza Monferrato (At). L’esposizione sarà aperta, su prenotazione, fino al 15 gennaio 2022.

«Dopo “Calici e tessuti”, allestimento estivo che ha inaugurato la fine dei lavori di restauro della cantina- dice Riikka Sukula, general manager Scarpa -rinnoviamo il nostro percorso di ricerca e commistione di arte/vino.
Per il 2022 abbiamo in programma altre tre mostre d’arte: il nostro ampio salone, appena restaurato, si apre e si trasforma in una galleria artistica per dare spazio e supportare giovani artisti italiani e internazionali».

In esposizione, questa volta, le opere del giovane artista campano Francesco Campese che, nel corso della sua ricerca creativa e di riflessione dopo il lungo periodo di assenza di socialità obbligata, ha ripensato e tradotto in arte il concetto di «vuoto» e il tema degli spazi di aggregazione esenti dalla figura umana. Campese reinterpreta così le opere dei grandi maestri del passato: manifesto della mostra di Casa Scarpa è l’opera «Dopo l’ultima cena» (foto sotto), realizzata in occasione di Expo Milano 2015, che spoglia il celebre affresco di Leonardo di uomini e vivande, lasciando il tavolo vuoto e l’architettura attorno e ponendo l’attenzione sul tema della convivialità e del tavolo come simbolo di socialità e condivisione.

«Le opere di Campese – commenta Matteo Chincarini, curatore della mostra - trasportano in una atmosfera fantasiosa fatta di architetture statiche, sospese, in attesa dei suoi protagonisti. Scenografie abbandonate di un vecchio set cinematografico o di un teatro che aspetta i suoi attori. Un vento freddo e rigido accompagna il visitatore mentre osserva i suoi lavori, precisi per tecnica e attenti ai dettagli naturalistici. Paesaggi metafisici e forme sospese creano nello spettatore curiosità e attenzione per andare aldilà del dipinto. Una tecnica studiata, velata e costante che trasmette sicurezza e una visione dell’artista netta e ben salda».



La visita alla mostra è compresa nella degustazione. Si prenota sul sito www.scarpawine.com  

 

Francesco Campese: nato ad Avellino nel 1986 si è trasferito a Roma per seguire il corso di pittura tenuto da Giuseppe Modica all’Accademia di Belle Arti. Durante gli studi gli interessi si focalizzavano sempre più sull’aspetto figurativo, andando ad indagare la realtà. Nel 2011, dopo l’Accademia, ha lavorato a una lunga serie di opere che partendo da scenari urbani trascendevano la realtà dando luogo a misteriose strutture architettoniche. Nel 2015 sono nati i primi lavori sull’interpretazione di opere dei grandi maestri del passato (ad esempio l’ultima cena di Leonardo, l’annunciazione di beato angelico o lo studiolo di Antonello da Messina), svuotate da ogni elemento dall’artista ritenuto superfluo compresa la figura umana: l’architettura diventa soggetto. Oggi, dopo infinite sperimentazioni, la ricerca si è concentrata sull’aspetto intrinseco della pittura; a prescindere dal soggetto, la sua fonte di ispirazione è la realtà visibile. Il tempo, la caducità delle cose, la storia sepolta sotto sedimenti di materia, sono punti di riflessione che hanno sempre suscitato interesse nell’artista. Del tutto analogo risulta essere il suo modo di fare pittura che va a cercare un’immagine attraverso stratificazioni di colore, e allo stesso tempo a scavare in esse facendo trasparire le tracce sottostanti.

 

ANTICA CASA VINICOLA SCARPA – LA GEMMA DI NIZZA MONFERRATO

Fondata nel 1854 a Nizza Monferrato, nell’Astigiano, dal veneziano Antonio Scarpa, la storica cantina Scarpa ha da sempre messo al centro della propria attività la produzione e la vinificazione delle uve più nobili delle zone di Monferrato e Langa: in particolare la Barbera e il Nebbiolo per Barolo e Barbaresco. Grande attenzione viene riservata tradizionalmente ai vini da uve autoctone come freisa, ruché, brachetto, dolcetto.

Un’azienda che oggi prosegue lungo la via segnata da Mario Pesce, enologo nicese che dagli anni ’40 contribuì a rendere Scarpa ciò che è oggi, creatore di una delle etichette di riferimento nel mondo della Barbera, La Bogliona.

Terroir e cultura è il binomio che guida l’attività della cantina, con l’adozione di pratiche di sostenibilità nei vigneti e la scelta di lunghi tempi di affinamento in cantina. Nelle cantine Scarpa a Nizza Monferrato si possono trovare bottiglie rare e vini risalenti fino alla vendemmia del 1962.

Un’esperienza unica che comprende anche tre vermouth: ricette storiche per il Bianco e il Rosso con l’utilizzo di erbe locali e l’uso di Moscato d’Asti docg, e un nuovo prodotto assoluta novità sul mercato: un vermouth extra-dry non filtrato.

SCARPA IN NUMERI:

VIGNETI: 22 ettari (il corpo principale attorno al podere I Bricchi nella zona di Nizza Monferrato oltre alle recenti acquisizioni di 2 ettari a Verduno, nel cru Monvigliero e 2 ettari a Neive, cru Canova).

BOTTIGLIE PRODOTTE: 120mila ogni anno

REFERENZE:
Barbera d’Asti Docg Casa Scarpa; Barbera d’Asti Docg I Bricchi; Barbera d’Asti Superiore Docg La Bogliona

Nebbiolo d’Alba Doc Bric Du Nota; Barbaresco Docg Tettineive; Barolo Docg Tettimorra; Dolcetto d’Acqui Doc; Monferrato Doc Freisa

Monferrato Rosso Doc Rouchet; Vino Rosso Selva Di Moirano; Brachetto d’Acqui;

Vermouth di Torino Rosso; Vermouth Bianco; Vermouth Extra-Dry Non Filtrato

Moscato d’Asti Docg Tacco 12



ANTICA CASA VINICOLA SCARPA

info@scarpawine.com

Via Montegrappa 6, 14049

Nizza Monferrato (AT)

www.scarpawine.com

 

giovedì 21 ottobre 2021

Passeggiare tra i vitigni centenari delle Langhe: la Collezione Grinzane Cavour è un viaggio nel tempo

 


Un ettaro di terreno che ospita circa 500 vitigni storici, già scomparsi in diverse aree d’Italia e del mondo e ora visibili solo qui nelle Langhe, ai piedi di uno dei castelli di proprietà del Conte Camillo Benso di Cavour. Un’esperienza di visita esclusiva, dove il passato può essere visto e toccato con mano

 Un'esperienza unica nel tempo e nello spazio, alla scoperta di vigneti rari o ormai scomparsi provenienti dall’Italia settentrionale e dalle più remote aree del mondo. Questo e non solo è la Collezione Ampelografica Grinzane Cavour, museo a cielo aperto e scrigno dove vengono conservate anche le uve che hanno dato origine al pregiato Nebbiolo, il re dei vigneti. Una vera esperienza di scoperta storica ed enologica che il Consorzio Albeisa si impegna a sostenere,  attraverso la cura dei vitigni antichi e rari che costituiscono la Collezione. Un luogo unico, visitabile esclusivamente poche settimane all’anno, nel periodo che precede la vendemmia e con la guida dei ricercatori Cnr Anna Schneider e Stefano Raimondi che quotidianamente animano l’attività di ricerca sulla biodiversità vinicola che avviene tra queste vigne.

Questo vigneto rappresenta per il visitatore un’esperienza di viaggio nel tempo e nella viticoltura italiana e internazionale grazie al quale può immergersi in pieno nella conoscenza di vitigni parte di un patrimonio storico e scientifico inestimabile. – commenta Marina Marcarino, Presidente di Albeisa – Per questo motivo stiamo lavorando per dare un nuovo impulso alle visite guidate e permettere a tutti i visitatori e agli appassionati di conoscere una parte importante della tradizione e della ricchissima cultura enologica  che si respira su queste colline uniche”.

Il Consorzio Albeisa è quindi impegnato per incentivare le finalità didattiche della Collezione storica, in quanto vero e proprio esempio del mantenimento della biodiversità della zona, e regalare così al pubblico un’esperienza di visita unica attraverso il racconto e la scoperta del territorio e di quella cultura del vino che rendono le Langhe senza eguali al mondo. 

La Collezione nasce nel 1992 quando il Centro Miglioramento Genetico della Vite del CNR di Torino piantò un primo vigneto rimasto attivo fino al 2014 in un lotto di terreno adiacente al vigneto attuale, oggi esteso più di un ettaro. Da quell’anno, il lavoro non si è mai fermato: molteplici varietà di uve sono state accolte nel vigneto, grazie anche agli studi dei ricercatori e alle segnalazioni di viticoltori, vivaisti, appassionati.

 


 Nell’ettaro e mezzo che la collezione occupa abbiamo la possibilità di studiare vigne che arrivano dalla Liguria, dalla Valle D’Aosta e anche da paesi come l’Armenia o l’Uzbekistan. - Spiega Stefano Raimondi, ricercatore - Addirittura, il vigneto più antico presente nel territorio risale al 1200, una particolare varietà di Pignolo Spano che ora sta man mano scomparendo in molte zone”.

Ora più che mai il desiderio è quello di riuscire a trasmettere al pubblico il valore di queste ricerche mettendo al centro proprio la Collezione Grinzane Cavour e il patrimonio che essa conserva.

Per  info e visite: info@albeisa.com