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sabato 26 agosto 2017

Grappoli freddi alla Toso per salvare i profumi del Moscato


 
 

Annata calda, siccitosa, con una forte precocità e una produzione assai più contenuta rispetto all’andamento normale: questi sono sinteticamente i caratteri della vendemmia 2017, che costringono le aziende vitivinicole ad adottare soluzioni adeguate alla situazione climatica.
 
La precocità dell’annata 2017 stimata in circa tre settimane rispetto a un anno normale ha portato lo svolgimento delle operazioni di raccolta e vinificazione in un’epoca nella quale le temperature sono ancora molto elevate.
Salvaguardare la qualità di uve ricche di sostanze essenziali e perfettamente sane è d’obbligo per trasferire nel vino che verrà i caratteri originali di grappoli molto ricchi.
 
La Toso SpA di Cossano Belbo, azienda spumantistica rinomata per il suo Asti, ha iniziato l’attività di pressatura e vinificazione delle uve Moscato per il famoso spumante piemontese nella settimana dopo Ferragosto con qualche precauzione tecnica in più per affrontare questa nuova situazione climatica.
 
Infatti, per salvaguardare la ricchezza naturale delle uve Moscato, la Toso SpA ha predisposto un percorso di vinificazione che parte dalla riduzione della temperatura delle uve con neve carbonica a bassissima temperatura appena arrivano in cantina, con l’obiettivo di proteggerne il corredo aromatico ed evitare ossidazioni precoci.
 
Ecco perché l’immagine che potreste vedere alla Toso di Cossano Belbo in occasione di una delle pressature delle uve Moscato del 2017 è una grande tramoggia che contiene una densa coltre di “nebbia” che avvolge tutta la massa di uva in attesa di vinificazione: quasi una collina verde che emerge dalle nebbie, una visione frequente in Langa in ben altra stagione.
Un Moscato così ricco ed esuberante costituirà per la Toso anche il vino base per la produzione del Vermouth di Torino Superiore.
 

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