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venerdì 9 febbraio 2018

Rocche dei Manzoni e le uova di cemento: la novità della tradizione


 
Rocche dei Manzoni, storica cantina di Monforte d’Alba, nota per il suo approccio pionieristico capace di coniugare l’utilizzo di nuove tecnologie produttive alla tradizione vinicola delle Langhe, continua a sperimentare introducendo l’uso delle uova di cemento per l’affinamento dei suoi vini
 
Il progetto è iniziato nel 2008, anno in cui Rodolfo Migliorini acquistò le prime uova di cemento naturale destinandole alla produzione dei vini bianchi, come il Langhe D.O.C. Chardonnay "L'Angelica". La particolare forma a uovo è risultata fondamentale nella vinificazione di questa tipologia di vini in quanto questa permette un rimestaggio naturale capace di ricreare un batonnage, lieve e continuo, che consente alle fecce leggere e ai lieviti di rimanere in costante sospensione, regalando ai vini grassezza, pulizia ed eleganza.

 

Già dall’anno successivo alle prime sperimentazioni, nel 2009, l’uso delle uova di cemento è stato esteso anche ai vini rossi dell’azienda. Grazie alla porosità delle pareti di cemento i sentori che fanno seguito alle fasi di vinificazione in legni nuovi di primo passaggio vanno ad armonizzarsi con gli aromi varietali, non risultando mai predominanti.


 

 “Oggi Rocche dei Manzoni possiede uova di cemento con capacità che vanno dai 6 ai 15 hl e che vengono utilizzate per l’affinamento del Nebbiolo, dei Barolo (Madonna Assunta, Vigna Cappella di Santo Stefano, Vigna ‘D La Roul, Big ‘d Big, Rocche) e dei vini bianchi Langhe Chardonnay Tataya e Langhe Chardonnay L’Angelica. – dichiara Rodolfo Migliorini, titolare dell’azienda ­– Con le uova di cemento abbiamo vini trovato la nostra chiave di volta per ottenere vini ancora più eleganti. Grazie al loro impiego siamo riusciti ad ottenere un alto livello di purezza sia nell’espressione del territorio che dello stile aziendale”.

 

 

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