Il lavoro comune delle Diocesi del quadrante sud-est (Acqui, Alessandria, Asti, Casale Monferrato e Tortona) nell’ambito del progetto Città e Cattedrali, propone per il 2018 una serie di iniziative dal titolo “Basso Piemonte terra di passaggio”
Il Piemonte è da sempre una regione di passaggio, segnata
dalle antiche vie di comunicazione e dai transiti commerciali da e verso
l’Europa. La sua collocazione geografica l’ha reso territorio di battaglia conteso
dagli eserciti, terra percorsa dai pellegrini, luogo di ispirazione per grandi
artisti e mecenati.
“Basso Piemonte terra di passaggio” si traduce in mostre,
itinerari, welfare.
Nei luoghi scelti dalle Diocesi sono allestite diverse
esposizioni: dalla mostra archeologica a quella libraria e a quella d’arte
contemporanea, offrendo una panoramica sui secoli delle grandi dominazioni
straniere che hanno coinvolto trasversalmente questa parte di Piemonte.
Sul portale www.cittaecattedrali.it si possono trovare tutti
gli eventi, compresi quelli del 22 e 23 settembre 2018, in occasione delle
Giornate “Cultura a Porte Aperte” con l’apertura contemporanea di molti beni
ecclesiastici inseriti nella rete “Città e Cattedrali” in tutto il Piemonte e
la Valle d’Aosta!
“LUNGO IL CAMMINO”: MOSTRA AL MUSEO
DIOCESANO
Venerdì 14 settembre alle ore 18 presso
il Museo Diocesano San Giovanni (via Natta 36) ad Asti , sarà inaugurata la mostra
doppia personale “Lungo il cammino. Marco Gallafrio – Claire Morard: percorsi
artistici tra Piemonte e Savoia”, con l’esposizione di opere degli artisti
Marco Gallafrio, torinese, e Claire Morard, di Annecy (Savoia).
Il viaggio è
da sempre metafora del cammino dell’uomo, sinonimo di migrazione, esodo,
percorso di conoscenza nell’avanzare incessante alla conquista di nuovi
traguardi di civiltà.
Partendo da
queste molteplici chiavi di lettura s’instaura lo scambio dialettico tra due
autori del contemporaneo, Marco Gallafrio e Claire Morard, che in questi tempi
molto confusi e costellati di drammatiche esperienze migratorie si trovano a
vivere in luoghi intrisi di esperienze multiformi, dove convivono i segni di
importanti scambi materiali e profonde esperienze spirituali; i loro atelier si
trovano lungo il suggestivo percorso che portava mercanti e pellegrini a
percorrere l’Europa da Nord a Sud. Era la via Francigena: lungo questa tratta i
commerci segnarono dal Basso Medioevo in poi l’evoluzione della società chiusa,
ma sullo stesso cammino si coltivavano anche speranze salvifiche per l’anima.
Da questi presupposti di un vissuto secolare si sublima attraverso l’arte dei
due autori l’idea di “viaggio”.
Marco Gallafrio: Primavera |
Marco
Gallafrio è nato a Torino nel 1964. Diplomatosi in Arti grafiche, ha lavorato
come designer e illustratore pubblicitario. L’espressività cromatica di
Gallafrio si costruisce su campiture di consistente spessore materico: l’ampia
dimensione dei quadri, in una scelta modulare di 120 cm. per 120 cm., si pone
come avvio di ricerca, in cui si coltiva, nella virtualità degli sbalzi di
superfici e di alternanze tonali, l’acquisizione del sé. Dalla gestualità
chiaramente leggibile nelle sue opere si evince la sensibilità dell’autore nel
saper coniugare colore e materia, connubio da cui affiora l’evolversi di un
viaggio gestito da variazioni timbriche emozionali.
Morard; Il Sudario |
Claire
Morard è nata ad Annecy (Savoia) nel 1955. Dopo aver frequentato la scuola di
Belle Arti e studi in Psicologia e Scienze sociali, da vari anni si dedica
all’attività artistica, collaborando anche con varie associazioni che
promuovono l’utilizzo dell’arte come via comunicativa con persone portatrici di
forti handicap psicofisici. Le sue opere in mostra sviluppano il tema del
cammino in sequenze di meditazione soffusa, sovrapposizione di utopie, monocromie
velate che lasciano percepire il battito di un altrove, il silenzio che si
diffonde sulla superficie dell’opera grazie alla sensibilità dimostrata
dall’artista nel saper accarezzare con il colore una stratificazione cognitiva
che ci accompagna nel viaggio. Partendo dal pigmento ci si inoltra in spazi
infiniti, si avanza in una dimensione tratteggiata da bisbigli e quando lo
sguardo accarezza un’impercettibile increspatura si vive la sollecitazione di
riconsiderare il percorso di riflessione poco prima intrapreso.
Il percorso espositivo, che per la
prima volta coinvolge il Museo Diocesano San Giovanni in un’esperienza
internazionale, è curato da Clizia Orlando e Stefano Zecchino, con il
patrocinio di Progetto Città e Cattedrali, Regione Piemonte, Città di Asti,
Associazione Musei Ecclesiastici Italiani e il contributo di Fondazione CRT e
Cattolica Assicurazioni.
La mostra sarà aperta al pubblico dal
15 settembre al 21 ottobre 2018 con il seguente orario: venerdì 16-19, sabato e
domenica 9,30-13 e 16-19, nei restanti giorni della settimana su prenotazione
all’indirizzo museo@sicdat.it oppure allo 0141.592.176.
Per tutta la durata dell’evento
l’ingresso al Museo Diocesano sarà con offerta libera.
RECAPITI
facebook.com/museodiocesanoasti –
twitter.com/MUDIAsti
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