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sabato 8 settembre 2018

BASSO PIEMONTE TERRA DI PASSAGGIO -MUSEO DIOCESANO ASTI 15 settembre 21 ottobre


 

Il lavoro comune delle Diocesi del quadrante sud-est (Acqui, Alessandria, Asti, Casale Monferrato e Tortona) nell’ambito del progetto Città e Cattedrali, propone per il 2018 una serie di iniziative dal titolo “Basso Piemonte terra di passaggio”

Il Piemonte è da sempre una regione di passaggio, segnata dalle antiche vie di comunicazione e dai transiti commerciali da e verso l’Europa. La sua collocazione geografica l’ha reso territorio di battaglia conteso dagli eserciti, terra percorsa dai pellegrini, luogo di ispirazione per grandi artisti e mecenati.

“Basso Piemonte terra di passaggio” si traduce in mostre, itinerari, welfare.                                                

Nei luoghi scelti dalle Diocesi sono allestite diverse esposizioni: dalla mostra archeologica a quella libraria e a quella d’arte contemporanea, offrendo una panoramica sui secoli delle grandi dominazioni straniere che hanno coinvolto trasversalmente questa parte di Piemonte. 

Sul portale www.cittaecattedrali.it  si possono trovare tutti gli eventi, compresi quelli del 22 e 23 settembre 2018, in occasione delle Giornate “Cultura a Porte Aperte” con l’apertura contemporanea di molti beni ecclesiastici inseriti nella rete “Città e Cattedrali” in tutto il Piemonte e la Valle d’Aosta!

 

“LUNGO IL CAMMINO”: MOSTRA AL MUSEO DIOCESANO

Venerdì 14 settembre alle ore 18 presso il Museo Diocesano San Giovanni (via Natta 36) ad Asti , sarà inaugurata la mostra doppia personale “Lungo il cammino. Marco Gallafrio – Claire Morard: percorsi artistici tra Piemonte e Savoia”, con l’esposizione di opere degli artisti Marco Gallafrio, torinese, e Claire Morard, di Annecy (Savoia).

Il viaggio è da sempre metafora del cammino dell’uomo, sinonimo di migrazione, esodo, percorso di conoscenza nell’avanzare incessante alla conquista di nuovi traguardi di civiltà.

Partendo da queste molteplici chiavi di lettura s’instaura lo scambio dialettico tra due autori del contemporaneo, Marco Gallafrio e Claire Morard, che in questi tempi molto confusi e costellati di drammatiche esperienze migratorie si trovano a vivere in luoghi intrisi di esperienze multiformi, dove convivono i segni di importanti scambi materiali e profonde esperienze spirituali; i loro atelier si trovano lungo il suggestivo percorso che portava mercanti e pellegrini a percorrere l’Europa da Nord a Sud. Era la via Francigena: lungo questa tratta i commerci segnarono dal Basso Medioevo in poi l’evoluzione della società chiusa, ma sullo stesso cammino si coltivavano anche speranze salvifiche per l’anima. Da questi presupposti di un vissuto secolare si sublima attraverso l’arte dei due autori l’idea di “viaggio”.

 Marco Gallafrio: Primavera
Marco Gallafrio è nato a Torino nel 1964. Diplomatosi in Arti grafiche, ha lavorato come designer e illustratore pubblicitario. L’espressività cromatica di Gallafrio si costruisce su campiture di consistente spessore materico: l’ampia dimensione dei quadri, in una scelta modulare di 120 cm. per 120 cm., si pone come avvio di ricerca, in cui si coltiva, nella virtualità degli sbalzi di superfici e di alternanze tonali, l’acquisizione del sé. Dalla gestualità chiaramente leggibile nelle sue opere si evince la sensibilità dell’autore nel saper coniugare colore e materia, connubio da cui affiora l’evolversi di un viaggio gestito da variazioni timbriche emozionali.

 Morard; Il Sudario
Claire Morard è nata ad Annecy (Savoia) nel 1955. Dopo aver frequentato la scuola di Belle Arti e studi in Psicologia e Scienze sociali, da vari anni si dedica all’attività artistica, collaborando anche con varie associazioni che promuovono l’utilizzo dell’arte come via comunicativa con persone portatrici di forti handicap psicofisici. Le sue opere in mostra sviluppano il tema del cammino in sequenze di meditazione soffusa, sovrapposizione di utopie, monocromie velate che lasciano percepire il battito di un altrove, il silenzio che si diffonde sulla superficie dell’opera grazie alla sensibilità dimostrata dall’artista nel saper accarezzare con il colore una stratificazione cognitiva che ci accompagna nel viaggio. Partendo dal pigmento ci si inoltra in spazi infiniti, si avanza in una dimensione tratteggiata da bisbigli e quando lo sguardo accarezza un’impercettibile increspatura si vive la sollecitazione di riconsiderare il percorso di riflessione poco prima intrapreso.

Il percorso espositivo, che per la prima volta coinvolge il Museo Diocesano San Giovanni in un’esperienza internazionale, è curato da Clizia Orlando e Stefano Zecchino, con il patrocinio di Progetto Città e Cattedrali, Regione Piemonte, Città di Asti, Associazione Musei Ecclesiastici Italiani e il contributo di Fondazione CRT e Cattolica Assicurazioni.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 15 settembre al 21 ottobre 2018 con il seguente orario: venerdì 16-19, sabato e domenica 9,30-13 e 16-19, nei restanti giorni della settimana su prenotazione all’indirizzo museo@sicdat.it oppure allo 0141.592.176.

Per tutta la durata dell’evento l’ingresso al Museo Diocesano sarà con offerta libera.

 

RECAPITI

Tel.: 0141.592.176 – museo@sicdat.it – http://museo.sicdat.it/

facebook.com/museodiocesanoasti – twitter.com/MUDIAsti

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